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Fra regnicoli e papalini: la saltarella sulla riva del Tronto

CONCORDANZE - VII INCONTRO
Accademia di danza etnica abruzzese
"Alle radici ed allo specchio"

Spoltore - Pescara, 10 e 11 maggio 2014
Se si vanno ad osservare vecchie carte geografiche tra il XVII e il XIX secolo si scopre con iniziale meraviglia che i confini fra Regno delle Due Sicilie e lo Stato della Chiesa sull’Adriatico subivano spostamenti di confine abbastanza di frequente. Se oggi andiamo in paesini e campagne sul versante settentrionale del fiume, nel mezzo dell’area picena sentiamo i più anziani chiamare ancora il balli etnico locale al femminile: la saltarella.
Da una nostra ricerca del 1987 provengono alcune forme di saltarella documentate lungo la riva meridionale del Tronto: saltarelle in cerchio e in coppia di grande vivacità. Questi balli vengono presentati per la prima volta assoluta in un laboratorio didattico. Dunque una primizia da non perdere.

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CONCORDANZE

Accademia di danza etnica abruzzese

"Alle radici ed allo specchio"

V INCONTRO
LA SALTARELLA TERAMANA E DELLA VAL VOMANO
Spoltore - Pescara, 8 e 9 narzo 2014

La rassegna di "Concordanze" prosegue con successo verso il suo quinto appuntamento. 
Il nostro viaggio nel mondo della danza e della musica popolare abruzzese giunge ad una tappa importante: dagli anni '70 del secolo scorso la saltarella teramana si è imposta come il modello più forte nel panorama etnomusicale della regione, grazie alla tenacia di alcuni suonatori che hanno riportato in auge i suoni brillanti de lu ddu bottë (organetto diatonico a due bassi), che rischiava in quel periodo di andare in disuso. Ricordiamo qui - fra gli altri - i grandi Fanciullo Rapacchietta e Basilio D'Amico.

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Seminario di balli popolari della Corsica

Firenze, 5 e 6 aprile 2014
presso Palestra della Scuola Media "Machiavelli" - P.za de' Nerli 3 (zona S. Frediano-Oltrarno, 10 minuti a piedi dalla stazione centrale di S. Maria Novella)
Bus 6, 12, C3, D

Una primizia assoluta
Per la prima volta in Italia si organizza un seminario di studio sulla tradizione etnocoreutica della Corsica. 
La Corsica è stata italiana sino al 1768, quando, per una ribellione indipendentista guidata dall'illuminista Pasquale Paoli, Genova fu costretta a cedere l'isola alla Francia mediante il Trattato di Versailles. La Francia, tradendo le ispirazioni indipendentiste corsicane, annesse nel 1769 l'isola, avviando un processo di francesizzazione del territorio. L'italiano restò lingua ufficiale scritta sino al 1869. Per questo, gran parte della sua tradizione (lingua, architettura, cucina, musica, ballo, abbigliamento, ecc.) risente delle intense influenze tosco-liguri, essendo stata per secoli sotto i domini della repubblica pisana e genovese.

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La pizzica pizzica della Puglia

Un ballo, una storia, una tela di tarantola

Seminario didattico teorico-pratico nella tradizione di una danza.
LIVORNO, domenica 2 febbraio 2014 presso il Circolo Arci, Via San Jacopo.

Da circa 20 anni un genere di ballo pugliese è stato riscoperto ed è diventato ballo di moda per una generazione intera. In realtà ciò che si vede nelle piazze è una nuova forma di ballo, reinventato in forme spettacolari. Questo seminario è tenuto da ricercatori etnocoreologi fra i più importanti nello studio dei balli italiani, che agli inizi degli anni '80 hanno documentato i modelli contadini del ballo in vari paesi del Salento: le forme originali di forte matrice contadina vengono qui trasmesse con accompagnamento di documentari video dell'epoca.

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NAPOLI SOTTO-SOPRA

MILANO 30 nov. - 1 dic. 2013

Balli popolari a sud e nord di Napoli:
La tarantella cilentana 
e la tammurriata domiziana

La tarantella è stata l'icona più rappresentativa di Napoli nel mondo sin dalla fine del '700. Sulla natura coreutica e sulla storia di questa danza vi sono ancora oggi un'aria di mistero, tante incognite, diffusi luoghi comuni e scarsa chiarezza.
In un'apposita e ricca conferenza Pino Gala, etnocoreologo ed antropologo della danza, autore di un recente testo “Danza popolare e questioni storiche”, fa chiarezza con fonti storiche alla mano sulla travagliata diatriba fra Puglia e Napoli per l'attribuzione della tarantella. Nello stesso tempo illustrerà il ricco panorama dei balli tradizionali in Campania, articolando ad esempio i vari modelli di ballo sul tamburo, penetrando nel variegato mondo della tarantella dell'Irpinia e del Sannio, illustrerà i caratteri della ballarella del Matese casertano e articolerà i diversi modi della tarantella cilentana. 

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