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Estadanza in Abruzzo 2019

ORSOGNA (CH)
3 - 10 agosto 2019
36° anno – 71a edizione

BALLI POPOLARI ABRUZZESI
y LAS JOTAS DEL PAIS VALENCIANO

Dopo aver scoperto e studiato dalla fine degli anni '80 il particolare ballo della "cotta" di Orsogna, abbiamo attivato un'indagine di confronto sulle jotas originali di alcune regioni spagnole, fino a stipulare contatti, amicizie e collaborazioni con studiosi e insegnanti di jota. L’edizione 2019 di Estadanza vede l’inizio di un gemellaggio culturale fra Orsogna e Lucena del Cid, paese della provincia di Castellon, da cui giungerà una delegazione per insegnarci dal vivo le tante varianti di jota e fandango della zona.

Orsogna, paese distrutto dalla guerra e terra di partigiani della Majella, conserva gelosamente alcuni balli particolari come la cotta e la scioveta, inoltre ha uno dei gruppi folkloristici più antichi dell’Abruzzo: “La figlia di Jorio”.

ATTIVITÀ DIDATTICHE (32 ore di lezione e attività culturali)
- Antropologia e Storia della danza (prof. Gala, antropologo): 5 h.
- Tecnica dei balli abruzzesi (inss. membri del gruppo folk “La figlia di Jorio”, Biagi, Gala P., Gala S., Miniati): 16 h.
- Tecnica dei balli spagnoli: ins. Elena Vicent Vidal: 10 h.
- Gli alberi della memoria: incontri con depositari di tradizione: 2 h.
- Convegno di studi: “Italia meridionale-Spagna: culture a confronto”: 3 h.

REPERTORI COREUTICI:

- Balli abruzzesi: saltarella, cotta, scioveta, ‘ntriccicapiedi, mazurka scambiata, quadriglia di Orsogna, zumparella, spallata, jisciana, sirpitillë e lu sciottë dei monti Frentanie balli gioco.
- Balli spagnoli: varie jotas, fandango e seguidilla  della regione valenziana.

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Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento

Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 5 ai 9 giorni di durata, le 56 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga, talvolta gratificante o talvolta ingrata fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per arricchire il proprio bagaglio professionale e rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° e 2° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si è voluto tornare anche un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati che si muove tra versioni impegnative e versioni più leggere, nelle quali, accanto ad attività didattiche di spessore, vi è anche la possibilità di divertirsi con attività ludiche, incontri, visite ambientali e turistiche e qualche bagno collettivo a mare.

Bussola Estadanzina

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari e soprattutto gli amanti di musica e danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, di folk-festivals, di rassegne e sagre per appagare le proprie curiosità, per realizzare le proprie tendenze al protagonismo artistico, a vivere un folklore di consumo sul piano emotivo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Si tratta però di situazioni quasi sempre nuove che usano il tema della cultura popolare come movente di aggregazione giovanile, mutuando dai raduni e meeting musicali contemporanei nuove modalità espressive.

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