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Bussola Estadanzina

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari e soprattutto gli amanti di musica e danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, di folk-festivals, di rassegne e sagre per appagare le proprie curiosità, per realizzare le proprie tendenze al protagonismo artistico, a vivere un folklore di consumo sul piano emotivo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Si tratta però di situazioni quasi sempre nuove che usano il tema della cultura popolare come movente di aggregazione giovanile, mutuando dai raduni e meeting musicali contemporanei nuove modalità espressive.

Quando è nata Estadanza (1984) d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi nel mondo tradizionale, nel quale la festa conservava ancora validi esempi di musica e ballo autoctoni. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per una conoscenza più profonda e diretta delle tradizioni locali, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di oltre 35 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove" documentarie, quasi come una virtuale trasmissione degli anziani depositari oggi scomparsi. I giorni di Estadanza si arricchiscono sempre di dibattiti e di riflessioni antropologiche sui contesti socio-culturali della danza e sul senso della perpetuazione delle radici nella contemporaneità inevitabilmente mutata.
L'insegnamento dei balli è accompagnata da pubblicazioni editoriali a riguardo (libri, dischi, ecc.). Insomma la competenza dei docenti, il contatto con anziani depositari della tradizione, le poche attività mirate all'approfondimento teorico ed alla specializzazione tecnica del ballo si coniugano con un clima familiare di accoglienza che favorisce anche i rapporti interpersonali e la conoscenza artistica e ambientale dei territori dove si effettuano i corsi. Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito e critico ad alcuni aspetti della cultura popolare.
E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stato delle indagini e delle conoscenze sul territorio. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attento e meditato. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più metodologica e attendibile con le tradizioni, da responsabili di gruppi folkloristici che vogliono trasferire in spettacolo aspetti del mondo contadino. Gli "Estadanzini" vogliono, dunque, divertirsi e crescere culturalmente gustando sapori e saperi del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione di mini-stages sovrapposti e mordi-e-fuggi, come avviene in certi raduni folk, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione). Insomma Estadanza è scuola di eccellenza di danza popolare italiana.

Cosa scegliere nel 2013

Quest'anno si festeggia il trentennale di Estadanza: 30 anni e 61 edizioni: un record di cui andiamo fieri.
Chi è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo si consiglia il seminario di pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. Qui può partecipare e apprendere i balli pugliesi nella versione mostrata dagli anziani. Ma qui troverà una novità assoluta quest'anno: un corso aggiuntivo di danzaterapia tradizionale ("Il ballo che cura") permetterà di approfondire in prima persona la funzione curativa del ballo.

A chi interessa invece il mondo del saltarello dell'Italia centrale o vuole diplomarsi insegnante UISP di danza popolare abruzzese, si consiglia la scuola di Formazione per Insegnanti della UISP Lega Danza di 1° livello in Abruzzo, Qui oltre ai balli abruzzesi (ne abbiamo documentati varie decine), troverà un parallelo corso di balli-gioco, divertenti ed educativi. Sempre in Abruzzo possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia poco nota, il Teramano, e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.

Ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana ChoreolaQuaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.

 

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