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Errata corrige

Lessico improprio e talvolta abusivo
nel trattar di pizziche e tarante.

La "pizzicomania" in atto in questi anni ha stimolato inventori di neologismi a sbizzarrirsi in parole ed espressioni ad effetto, per assecondare anche con un "fascinoso" linguaggio una moda precostituita. Verba substantia sunt, dicevano i latini; è vero che i dizionari alla fine rincorrono la lingua parlata, ma nella storia innumerevoli sono i casi di parole appena affacciatesi che sono state poi corrette da competenze più appropriate. Ma qui si tratta di patrimonio culturale che ci proviene dal passato, e anche nel denominare le cose un po' di filologia non guasta, per dare a Cesare quel che è di Cesare.

danza dei coltelli,
danza delle spade
nomi pittoreschi (ma semanticamente molto devianti) che sono stati dati al ballo della scherma salentina. In realtà la "scherma" o "pizzica-scherma" (tali sono i nomi adottati a memoria d'uomo dalla tradizione locale) non è mai stata "battuta" con i coltelli, né tanto meno con le spade. Quali forze dell'ordine avrebbero permesso l'uso di armi per una giocosa contesa - pur se tradizionale - in una pubblica festa? I suddetti nomi sono stati adottati da alcuni operatori e giornalisti pugliesi.

neotarantismo
altro termine di moda [vedi A. Nacci] che lascia supporre una nuova forma o addirittura un ritorno del tarantismo nella società pugliese attuale. Chi si è documentato sui testi storici del tarantismo sa quanto sia poco probabile una reale riedizione del fenomeno. I raduni pizzicaroli attuali somigliano molto di più ai raves e agli happenings mutuati dalla musica rock o metal, che alle festicciole domestica del mondo contadino.

pizzica de core
espressione inventata da Giorgio di Lecce per indicare la pizzica cosiddetta "di corteggiamento", ma del tutto assente nella tradizione salentina. Il ballo di divertimento o talvolta di allusione erotica veniva detto semplicemente "pizzica pizzica" o "tarantella".

taranta
negli ultimi anni alcuni operatori stanno diffondendo questo ternmine per indicare il ballo della pizzica o delle tarantate. Nei dialetti meridionali (e non solo salentini) "taranta" vuol dire semplicemente "tarantola", indica quindi il ragno. La musica usata per "scazzicare" le tarante (per cacciare gli effetti del morso della tarantola) veniva detta da Stifani "pizzica tarantata". In alcune aree del tarantino-brindisino (ma anche del Leccese settentrionale) col termine "taranta" si poteva indicare l'intero fenomeno rituale della terapia coreo-musicale del tarantismo e di conseguenza anche il corrispondente repertorio musicale e coreutico. Alcune informazioni raccolte durante le ricerche di questi ultimi anni hanno forti analogie con le descrizioni che del fenomeno fa L. G. De Simone in La vita in Terra d'Otranto, secondo il quale la "tanza" della "taranta" si poteva articolare in 12 "muedi" musiali diversi (purtroppo ne cita solo tre e non specifica se ad essi corrispondevano danze diverse o varianti di uno stesso modello coreutico).

tre tarante
altra espressione coniata da Giorgio Di Lecce nel 2000-2001 per indicare i tre balli principali del Salento leccese. L'espressione nel dialetto salentino vuol dire semplicemente "tre tarantole". In realtà i balli tradizionali usati nel Salento meridionale negli ultimi secoli per curare gli effetti del morso - vero o presunto - di ragni o scorpioni erano ben più numerosi.

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