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Notizie etnografiche

La tarantella è un'ampia e diversificata famiglia di balli tradizionali distribuiti nelle regioni dell'Italia meridionale (Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Molise), che storicamente hanno fatto parte per secoli del Regno delle Due Sicilie. Il nome, così generalizzato, crea non pochi equivoci oggi a chi vuole fare un'analisi comparativa delle varie forme ancora riscontrabili; infatti confluiscono sotto tale denominazione modelli coreutici molto diversi tra loro, che un tempo avevano altri nomi e vita propria. Solo alcune aree però conservano oggi una tradizione viva, assidua ed autentica del ballo: sono infatti in corso processi di rimozione dei balli degli avi o di profonda trasformazione delle forme coreiche tradizionali, sia per estinzione del bisogno di esprimersi con un linguaggio corporeo proveniente dalle generazioni precedenti, sia per i radicali mutamenti dei modi di vita nelle comunità attuali.
La maggior parte dei repertori che vanno sotto il nome di "tarantella"consiste in balli di coppia (non necessariamente uomo-donna), ma esistono forme a quattro persone, in cerchio e processionali.

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Per una storia della Tarantella

Le prime fonti che parlano di tarantella risalgono - secondo le conoscenze attuali - agli inizi del XVII sec. e sono fonti musicali legate alla cura del morso della tarantola. Nel 1621 Epifanio Ferdinando la cita come la danza preferita dagli attarantati, che avevano a disposizione anche altre danze per curarsi come passo rosso, panno verde, moresca e spallata. La tarantella è confermata alcuni anni dopo dal gesuita Athanasius Kirker. Ben più antiche sono le prime trattazioni mediche sul fenomeno epidemico e terapeurico e citano altre danze per la cura del veleno del ragno sin dal XIV sec.. Al tarantismo pugliese resta legata la tarantella fino alla fine del XVIII sec., quando diventa anche ballo ludico e festivo ormai diffuso a Napoli e il altre regioni del Regno di Napoli.

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La nuova moda delle Tarantelle

La fuga verso l'etnico come rito di purificazione di massa

Negli ultimi anni si assiste anche nel Sud da parte dei giovani delle città (Napoli, Bari, Taranto, Lecce, Foggia, Brindisi, Benevento, ecc.) ad una entusiastica riscoperta del valore dei balli tradizionali, ma in assenza di validi esperti, di studi specifici e di documenti visivi, i processi di recupero tendono a prendere o la strada spettacolare del folklorismo che snatura e decontestualizza l'evento danza, oppure quella del folk-revival giovanile urbano, che svuota di funzioni proprie il ballo e vi aggiunge forme e finalità nuove, più legate ai contemporanei raduni da concerto rock o alla discoteca. Ecco una bibliografia essenziale per studiare la tarantella intesa sia come danza terapeutica che - più diffusamente - come danza ludica, rituale e religiosa. Il fascino delle tarantelle (pizzica, tammurriata, tarantella calabrese, ecc.) si sta propagando a macchia d'olio, divenendo un emblema sociale e ideologico di alternativa culturale alla globalizzazione. D'estate o nei giorni delle feste tradizionali si assiste a veri e propri "pellegrinaggi laici" di giovani, che dalle città del sud o dalle varie regioni del nord si recano al sud per immergersi in improprie tarantelle di massa, come una sorta di nuova danzimania medievale. Così per molti giovani, pieni di entusiasmo e di voglia di conoscere le danze e le tradizioni meridionali, hanno per modello di riferimento altri coetanei, le nuove danze si propagano con l'errata consapevolezza di essere le vere "forme antiche". L'aspetto più contraddittorio del fenomeno è quello di giustificare le reinvenzione di nuovi balli creando attorno ad essi un'aura di classicità (dionisismo, menadismo, riti di possessione, culto della Madre Terra, ecc.). In realtà i balli contadini vanno estinguendosi, e queste nuove forme di invasione culturale stanno dando il colpo di grazia alla tradizione coreutica contadina e si stanno sostituendo ad essa.

La tarantella su Internet

Crediamo che per la vastità della trattazione Internet non sia ancora il luogo giusto per gli approfondimenti su argomenti etnocoreutici, che per il momento solo la ricerca sul campo, il libro o un buon documentario video possono proporre. Abbiamo quindi pensato - insistendo su una metodologia rigorosa di approccio alla danza - di offrire via etere non trattati, ma segnalazioni per approfondire poi lo studio a livello almeno bibliografico sui balli. Il nostro archivio possiede la più grande collezione di films video, libri, stampe e fotografie oggi esistente sulla tarantella (vd. la pagina ADE), il materiale è visionabile solo presso la sede e per appuntamento. Molti giovani universitari e vari studiosi si rivolgono ad esso per tesi di laurea, tirocinio o studi monografici. Purtroppo essendo l'Associazione Culturale basata sul volontariato, bisogna aver pazienza e attendere la disponibiltà dei nostri ricercatori.
Per posta elettronica ci vengono posti molti quesiti sui balli tradizionali, purtroppo non abbiamo sempre il tempo di rispondere subito a tutti, preghiamo quindi, per chi ha interessi superficiali sull'argomeno, di consultare i testi qui esposti e la bibliografia consigliata. I ricercatori veri devono insistere. GrazieSiamo disponibili a compiere ricerche etnografiche e preparare pubblicazioni scientifiche su commissione.

Manuali generali di cultura popolare
LEYDI Roberto, Canti popolari italiani, Milano, Mondadori, 1976
LEYDI Roberto, L'altra musica, Giunti Ricordi, 1991.
PIANTA Bruno, Cultura popolare, Milano, Garzanti, 1982.
TOSCHI Paolo, Le origini del teatro italiano, Torino, Boringheri, 1979.

© Copyright Associazione Taranta, 1999-2011

© TARANTA 2011

(È assolutamente vietato riprodurre su altre pagine web, su opere multimediali o su opere a stampa i presenti testi, senza l'autorizzazione scritta dell'Ass. Cult. Taranta)

Riferimenti bibliografici sulla Tarantella ed il Tarantismo

AA. VV., La danza tradizionale in Italia, Roma, Cooperativa Biblionova, Roma, Tipografia il Bagatto, 1981.
AA. VV. (a cura di M. Santoro e S. Torsello), Il ritmo meridiano.La pizzica e le identità danzanti del Salento, Lecce, Aramirè Edizioni, 2001.
ALESSANDRO Lillo, Viaggio in Italia. La danza tradizionale del popolo di ieri vista dall'uomo di oggi, Castrovillari, Coscile, 2000.
BRAGAGLIA Anton Giulio, Danze popolari italiane, ENAL, Roma 1950.
CARPITELLA Diego, Ritmi e melodie di danze popolari in Italia, Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, 1956, pp. 23.
CARPITELLA Diego, L'esorcismo coreutico-musicale del tarantismo, in DE MARTINO Ernesto, La terra del rimorso, Milano, il Saggiatore, 1961, pp. 335-372.

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