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Eco-danza in Cilento

 

ROCCA CILENTO (SA)
26 - 31 luglio 2011

55a edizione di Estadanza

Col patrocinio della LEGAMBIENTE "Cilento verde", del Comune di Lustra e della Pro Loco di Rocca Cilento, per la prima volta in terra cilentana.

ESTADANZA (danza-ecologia) IN CILENTO (I anno)
"Natura e tradizioni" - La tarantella cilentana

- Il tarantismo nel Cilento all'ombra di S. Vito -

Un'edizione speciale perché comiuga due dimensioni in armonia fra loro: la natura e il lavoro dell'uomo, ossia la creazione di un paesaggio ambientale e la creatività culturale delle popolazioni che in esso si sono insediate per secoli. Apprendere i balli non solo col corpo, al contrario con la mente e lo spirito è possibile penetrare più a fondo nel vissuto di una piccola comunità, sfilacciata dall'emigrazione ma con la voglia di ribadire una propia identità.

 

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

SCUOLA DI TARANTELLA CILENTANA E BALLI CAMPANI


DISCIPLINE:

Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 4

Tecnica del ballo (Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 12


Totale: ore 16


Repertorio coreutico: tarantella cilentana (in coppia e a quattro), passé, tarantella figurata e pizzicarola della Valle del Selee quadriglia. 
Le danze saranno insegnate nelle forme originali osservate dagli anziani e contestualizzate nelle culture di provenienza. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre verranno messe a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli proposti.

ATTIVITA' ESCURSIONISTICHE NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO


Escursioni con Educazione Ambientale a cura della Legambiente (con la guida di Rossella Cavallo): portarsi attrezzatura adeguata per passeggiate in boschi e campagne. 
Visita archeologica a Paestum, visite paesaggistiche alle gole del Calore e al bel litorale cilentano.

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nel Centro di Educazione Ambientale della Legambiente a Rocca Cilento, in stanze da 4-6 letti. Portarsi le lenzuola e biancheria personale.
Altra sistemazione: nella zona vi sono altre strutture di ricezione turistica a pagamento (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc). Chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi.
Vitto: gli estadanzini mangeranno presso il C.E.A. a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il vitto diventa parte integrale del costo complessivo del corso

Rocca Cilento è raggiungibile anche con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino ad Agropoli (linea Salerno-Reggio Calabria). Qui gli estadanzini verranno prelevati dal pulmino del Comune, oppure prendere altri bus di linea per Lustra.

INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo serate di musica popolare e di serenate dal vivo alla cilentana in alcuni paesi della zona. Importante sarà il rapporto che gli "eco-danzini" stabiliranno con i pochi abitanti del paese. 

Inizia la terza era di Estadanza:
- dopo i corsi-incontro-divertimento, 
- dopo i corsi-formazione professionale e specializzazione didattica, 
ecco i corsi cultura-ambiente. Il nostro habitat naturale induce a porsi quesiti profondi sul destino dell'umanità e sul ruolo che la cultura ha per qualificare meglio la vita di ogni giorno. Funzionale è l'antropologia culturale per comprendere i processi di creazione del sapere e di fornire una lente critica per capire la società odierna. Le lezioni di Antropologia della danza saranno tenute durante le escursioni e le immersioni dirette nei paesaggi cilentani, natuali ed archeologici. Attraverso l'osservazione della vita naturale, si rispecchia e contrasta il senso del vivere odierno della nostra civilltà dei consumi, così le tradizioni e le memorie ci pongono la questione di un passato che comunque contribuisce alla creazione d'identità dell'oggi.
Anche lezioni pratiche di ballo, non solo saranno condotte da ricercatori con esperienza didattica ed etnografica trentennale, ma inquadreranno certe pratiche corporee come linguaggi che recano in sé il senso del tempo e concezioni di vita propri. I balli saranno quindi insegnati con le dovute attenzioni alle strutture coreografiche, ma anche agli stili corporei locali senza l'ansia consumistica di molte situazioni folk, ma con il conforto dell'analisi comparativa tra ciò che era la tradizione e i meccanismi di mutazione genetica e di sottrazione decisionale delle proprie sorti. La vicinanza degli anziani e la documentazione etnografica video integreranno la conoscenza dei balli e delle tradizioni lucano-campane.
Insomma si ballerà di piedi e di testa. Grazie alla collaborazione e all'interessamento della Legambiente di Agropoli "Cilento Verde" (in particolare di Alessandra Battaglia, Pasquale Del Duca e Rossella Cavallo) e alla disponibilità del CEA (Centro Educazione Ambientale) di Rocca Cilento, è possibile ideare una permanenza in un territorio ricco di natura e tradizione.

 * * * 

LE TRADIZIONI CULTURALI DEL CILENTO, UN CAMPO ANCORA POCO NOTO
Preziosi frammenti di vita locale

ANCHE IL CILENTO E' TERRA DI TARANTOLE E COREOTERAPIE
Riflessioni e studi su un altro aspetto del tarantismo meridionale.

Il Cilento è una vasta area montuosa e litoranea ascrivibile prevalentemente alla cultura lucana, pur restando amministrativamente sotto la provincia di Salerno. Le sue tradizioni, quindi, rispecchiano quei caratteri di transizione graduale e significativa fra zone culturali limitrofe. Terra fino ad alcuni decenni or sono ad economia principalmente agricola e pastorale, ha vissuto grandi flussi di emigrazione verso l'estero prima e verso le regioni settentrionali e centrali dell'Italia, tantìè che molti dei suoi piccoli paesi somo oggi semispopolati. Di recente il turismo balneare e rurale stanno dando impulsi socio-economici nuovi, a questi si lega anche la riscoperta di una ricchezza paesaggistica di grande interesse (esaltata dalla costituzione di un Parco Nazionale del Cilento), una produzione enogastronomica ed artigianale di qualità e, di conseguenza e ancor più di recente, di una riscoperta di tradizioni ed usanze a rischio di estinzione.
Il Cilento è un'altra tessa elettiva del tarantismo, molto meno studiata rispetto all'analogo fenomeno pugliese ma non meno interessante ed intrigante. La nostra ricerca sulle tradizioni coreo-musicali degli anni 1982-83 aveva già allora evindenziato la rimanenza di interessanti forme espressive, poi riesaminate di recente dalla rispresa di mirate campagne di indagine etnografica. Oggi è possibile fare un primo bilancio di ciò che è emerso dall'osservazione diretta e dalla documentazione audiovisiva conseguente:
- un vasto repertorio di canti a serenata, con ampia articolazione delle modalità esecutive
- la presenza della chitarra battente e della zampogna con alcuni suoi centri di produzione;
- una fragile permanenza delle tarantelle locali, che si attestano su due sottotipologie morfologiche della tarantella lucana;
- la memoria di un tarantismo che detiene aspetti arcaici, registrati sin dal XVI sec. in Puglia, ed oggi là perduti e qui conservatisi. Tracce di religiosità medievale s'intravedono nel culto di San Vito, legato anch'esso probabilmente al tarantismo cilentano. La melo-coreo-terapia presenta aspetti molto diversi dal tarantismo pugliese. Le lezioni di Antropologia della danza affronteranno anche questi interessanti aspetti, ancora oggi poco studiati.
Vi sarà all'interno di Estadanza un pomeriggio dedicato ad un incontro di studi su alcuni aspetti del folklore cilentano, con il prezioso apporto di studiosi locali, che sono comunque una risorsa culturale da valorizzare, per la promozione intellettuale del territorio. Quest'anno l'osservazione antropologica verterà in tale incontro sia sulle rimanenze del tarantismo che sulla diffusa ed ancora parzialmente vitale pratica della serenata. Quest'ultimo fenomeno ha rappresentato per secoli una fucina di creatività poetica, permettendo la nascita di una vasta mole di strambotti di grande levatura ispirativa, che hanno non poche aderenze con la letteratura colta tre-cinquecentesca.
Un mondo socio-culturale, dunque, quello del Cilento da conoscere e "gustare", poiché anche la cucina gestita da cuoche locali diventerà un piacevole canale di conoscenza territoriale. Il contatto diretto con gli abitanti delle varie frazioni di Lustra o dei comuni limitrofi fungeranno da contorno a delle giornate intensissime ma significative delle vacanze di chi vorrà aderire.

Infine un dovuto ringraziamento va a tutti coloro che hanno permesso la creazione di questa esperienza, dalla Legambiente di Agropoli alla Pro Loco e al Comune di Lustra, ma soprattutto alle persone di Alessandra Battaglia, Pasquale Del Duca, Rossella Cavallo, Serafina Izzi e Cristian Giordano.

(G. M. Gala) 

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