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Il ballo sardo fra tradizione, folklorismo e riproposta folk

A Gadoni un incontro di studi fra specialisti su
"Il ballo sardo fra tradizione, folklorismo e riproposta folk". Riflessioni e approfondimenti su etnocoreutica, musica, società e spettacolo.

RELATORI:
- Giuseppe M. Gala, antropologo della danza, dottore di ricerca presso l'Univ. di Sassari
- Marco Lutzu, etnomusicologo presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia
- Marcello Marras, antropologo, direttore UNLAS di Oristano
Coordina Ottavio Nieddu
Nel corso della aerano saranno proiettati documetari etnografici e la serata si concluderà con un libero dibattito.
L'iniziativa è organizzata dall'Ass. Gruppo Folk Santa Barbara e il Comune di Gadoni.
Prenderanno parte anche:
- Antonello Secci, sindaco di Gadoni
- Ugo Agus, presidente del gruppo folk Santa Barbara di Gadoni
- Daniele Cossellu, tenore Remunnu 'e Locu di Bitti
- Antonio Musina, del Gruppo folk Santu Pedru di Nuoro

Primo convegno nazionale
di studi etnocoreologici sui balli etnici siciliani

Ficarra (ME)

Sabato 28 agosto 2010



“La danza tradizionale come patrimonio culturale della Sicilia.
Stato degli studi, invenzioni, trasposizioni e investimenti

Premessa

Gli studi di etnocoreologia fanno registrare in Italia, come in molti Paesi dell'Europa occidentale, un cospicuo ritardo rispetto ad altre discipline demoetnoantropologiche o coreologiche in genere. Numerose sono le ragioni di tale trascuratezza, sia storiche che ideologiche e metodologiche, ma le cause remote non possono più essere addotte come scusanti per chi ha il dovere dell'indagine e della conoscenza. Nell'ultimo secolo si sono verificati parallelamente due fenomeni fra loro compensativi: 
1) da una parte il rapido mutare del sistema socio-culturale ha comportato la progressiva dispersione di forme espressive tradizionali appartenenti alle comunità locali, ciò ha comportato la perdita crescente delle specificità culturali di ogni area e il conseguente adeguamento alla mondializzazione dei modelli culturali dominanti; 
2) dall'altra sia lo sviluppo delle tecnologie di documentazione audiovisva, sia l'evoluzione degli studi etno-antropologici e dei metodi di investigazione permettono di fissare, analizzare e tramandare ai posteri le espressioni del patrimonio immateriale.

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