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M'oli tin passiuna


(Con tutta la passione)
Giovanni Avantaggiato: suoni e canti di Corigliano d'Otranto

COMPACT DISC TA028 DELLA COLLANA "ETHNICA" a cura di Giuseppe Michele Gala ©

La tradizione musicale di un paese sempre più raramente è patrimonio diffuso e condiviso dall'intera comunità. Da decenni la disgregazione in atto di valori, modelli e forme espressive ha portato ad una rarefazione della padronanza collettiva, e sempre più spesso la memoria etnomusicale è affidata a singole famiglie che più conservano tenacemente l'uso e ne continuano la pratica. A Corigliano d'Otranto, uno dei più importanti paesi della Grecìa salentina (l'area ellenofona più ampia presente in Italia, probabile residuo della civiltà bizantina medievale), vi sono alcune famiglie o singole personalità che hanno coltivato un'esperienza musicale più intensa e sono oggi punto di riferimento per compaesani e per studiosi. Uno di questi riferimenti è Giovanni Avantaggiato: suonatore ultraottantenne dalla forte personalità, che col suo organetto e il canto, è uno dei più importanti depositari di tutta l’area grecanica.

Egli è stato negli ultimi trent'anni anche fautore di aggregazioni musicali fra anziani. Tra i fondatori negli anni '70 del gruppo di musica tradizionale coriglianese "Argalìo", Giovanni ha riunito negli ultimi anni attorno a sé altri anziani e giovani per tenere vivo l'interesse sulla vasta collezione di canzoni "grike" del proprio paese. Anche la lingua grecanica oggi è fortemente a rischio, i giovani tendono a parlare il dialetto salentino. Nel documentare le conoscenze musicali di Giovanni e degli altri musici, è emerso un interessante sapere musicale di famiglia, soprattutto da parte della moglie Angela, mentre figli e nipoti sono in grado di fare da supporto. 
Il disco espone vari repertori canori e brani strumentali per il ballo.
Tra i canti vi sono esempi diversi di stornelli, sia in "griko" che in salentino. Vi era un tempo una gran quantità di testi (in distici, terzine o quartine) nati dalle occasioni poetiche più varie (serenate o contrasti amorosi, lavori campestri, ritrovi fra amici e feste nuziali) e spesso improvvisati secondo l'ispirazione del momento. Molto interessante è la modalità esecutiva del canto polifonico detto “a paravoce”, nella quale una voce conduce e dà l’incipit del canto e una seconda o più voci riprendono e affiancano per terze parallele la seconda parte e la ripetizione. Tra i canti di lavoro l’album presenta un canto alla trainiera o carrettiera, tipico dei trasportatori di merce con i vecchi carri a due ruote trainati da cavalli, un canto di trappeto (frantoio per la macina delle olive) e un canto di aratura. 
Tra i brani strumentali Giovanni esegue col suo organetto diatonico a 8 bassi la pizzica pizzica (tarantella del Salento, usata un tempo anche per la terapia musicale e coreutica del morso della tarantola), lo scotis (della famiglia delle schottish europee, apparentate con le polke figurate), la quadriglia e vari vazer, polke e mazurke. Giovanni suona anche in altri brani armonica a bocca e tamburello. La moglie Angela, persona timida e schiva, si è rivelata una buona cantatrice, a testimonianza di quanto fosse diffusa nella civiltà contadina la normale capacità di esprimersi attraverso il bel canto e secondo i canoni esecutivi della tradizione locale.

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