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La zampogna lucana

Le tradizioni musicali in Lucania - Volume 1

COMPACT DISC DELLA COLLANA "ETHNICA" - TA001

a cura di Giuseppe Michele Gala ©

La prima e la più completa antologia sulla zampogna e gli aerofoni pastorali della Basilicata


Questo disco, primo cd di musica etnica apparso in Italia, presenta una raccolta di brani frutto di un lavoro di 10 anni di di ricerca etnomusicale in Lucania (area intesa in senso culturale ed etnico, cioè comprendente l'attuale Basilicata, il Cilento, la valle del Sele e la Calabria settentrionale dalla piana di Sibari all'area del Pollino). Dominano in queste aree due tipologie di zampogna: 
- Una (i suoni, sampogna, ciaramedde, ecc.) a quattro canne lignee, disuguali funzionanti (una di canto, una di accompagnamento e due bordoni) con la "chiave" nella "mancina" (canna di accompagnamento), otre di pelle e ance doppie. 
- L'altra (surdulina) di dimensioni più piccole con 4 canne lignee di vario rapporto dimensionale fra loro e funzionanti, con otre di pelle e ance semplici.

Ma il disco prende in esame anche altri aerofoni della cultura pastorale lucana: molto presente è lo strumento solista come la ciaramella e il suo uso anche di accompagnamento (la ciaramella in seconda e la coppia di ciaramelle); ma il pregio della raccolta sta anche nel presentare strumenti pastorali ormai scomparsi: le sampogne (clarinetto doppio o triplo di canna ad ancia semplice), la sampugnella (piccola zampogna con due o tre canne di canna ad ancia semplice) e i sunacchi (zampogna rudimentale con 3 canne ad ancia semplice).

I brani sono stati registrati durante feste rituali e nell'indagine domiciliare direttamente dagli anziani (o giovani depositari) esecutori con attrezzatura professionale. La ricerca sistematica ha permesso di censire sia i laboratori di costruzione dello strumento, sia gli esecutori considerati "maestri" dell'arte zampognara. Suonano e cantano infatti nel disco i migliori maestri lucani, di cui molti sono ormai da tempo deceduti e la loro scomparsa rendono ancora più prezioso questo lavoro perché resta una testimonianza irripetibile. Il testo del libretto precisa i caratteri organologici degli strumenti studiati, le quattro tipologie di tornio, le dinamiche di approvvigionamento degli strumenti, le formazioni organiche strumentali e i repertori. In un arco di tempo così lungo è stato possibile documentare anche l'evoluzione e soprattutto la dispersione del repertorio e di alcune tecniche esecutive canore e strumen tali.
Tarantelle e altri balli, canzoni, serenate, suonate pastorali e suonate varie, nelle quali compare anche il tamburello suonato nei vari stili lucani ed altri idiofoni. Registrazioni dal 1981 al 1991.
All'interno libretto di 28 pp. varie fotografie e scale di espanzione dello strumento. Vi sono anche sommari in spagnolo, francese e inglese.


Brani 32

Durata totale: 76’ 13”

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