INFORMAZIONI GENERALI: LA STORIA DI ESTADANZA
1984-2012: ventinove anni di balli, studi, incontri, amicizie e divertimenti
"Estadanza" è la prima e più longeva rassegna estiva (è nata infatti nel 1984) di studio dei balli tradizionali italiani a contatto con i luoghi di origine e con le fonti vive del ballo popolare.
Le 61 edizioni finora organizzate si sono svolte nelle seguenti regioni e località:
Viggiano, Bella, Tricarico e Lavello in Basilicata,
Torricella Peligna, Penna S. Andrea, Roccaspinalveti, Rocca Santa Maria e S. Valentino A. C. in Abruzzo,
Amatrice nel Lazio,
Colliano, Montemarano, Cusano Mutri e Rocca Cilento in Campania,
Premilcuore in Emilia e Romagna,
Sorgono e Ittiri in Sardegna,
Galatina, Corigliano d'Otranto e Castrignano dei Greci in Puglia,
Buonconvento in Toscana,
Matelica nelle Marche,
Ficarra in Sicilia.
Le varie edizioni hanno portato migliaia di appassionati di musica e danza etnica nelle varie microculture locali per far conoscere da vicino i contesti umani e socio-culturali da cui nascono tali espressioni della tradizione, ed hanno proposto didattiche diverse e talvolta sperimentali, grazie alla presenza di molti validi studiosi di Antropologia Culturale, Etnomusicologia, Etnocoreologia, Antropologia della danza, Educazione Ritmica, Storia delle tradizioni popolari, Storia del tarantismo, Tecnica e Didattica del ballo etnico e di ricercatori sul campo di tradizioni popolari (Maurizio Agamennone, Enzo Vinicio Alliegro, Paolo Apolito, Tamara Biagi, Gian Piero Boschero, Federica Calvino Prina, Gerolama Carta Mantiglia, Luigi Chiriatti, Pietro Clemente, Marcello Cofini, Gabriele D'Ajello Caracciolo, Fabio Dei, Domenico Di Virgilio, Ornella Di Tondo, Eugenio Epifani, Serena Facci, Maricarmen Farah, Giuseppe Michele Gala, Adriana Gandolfi, Ernesto Giammarco, Emiliano Giancristofaro, Giuseppina Giovannelli, Giovanni Giuriati, Anka Giurchescu, Vincenzo Izzi, Roberto Leydi, Roberto Lorenzetti, Ignazio Macchiarella, Francesco Marano, Nicola Martelli, Carles Mas, Marcello e Marinella Marras, Ada Metafune, Tiziana Miniati, Maria Concetta Nicolai, Maurizio Padovan, Alkis Raftis, Silvio Pascetta, Gilberto Pressacco, Gaudenzo Ragazzi, Roberto Raheli, Josè Alberto Sardinha, Alberto Sobrero, Ambrogio Sparagna, Placida Staro, Maria Carmela Stella, Antonio Tavera, Sergio Torsello, Roberta Tucci, Antonietta Vizzuso, Massimo Zacchi, ecc.). Fra gli istruttori dei corsi tecnici e pratici di balli tradizionali ricordiamo: Tamara Biagi, Katerina Cucugliello, Michele Gallo, Marco Macis, Marinella e Susi Marras, Ada Metafune, Gianni Mereu, Tiziana Miniati, Paulina Muller, Alberto Restelli, Piero Simula.
"Estadanza", nonostante le tante imitazioni e la forte concorrenza estiva di corsi, festivals e raduni folk degli ultimi anni, mantiene dopo 30 anni di vita la sua indiscussa originalità:
- contatto diretto con la tradizione locale fatta di gente, di rapporti sociali, di condizioni di vita del territorio, ma anche di dialetto, di canto, di ballo, di musica, di bevute al bar, di racconti, di memorie, ecc.
- immersione nel mondo etnico attuale (con le relative implicazioni, contaminazioni e trasformazioni maturate però nei luoghi di provenienza e di creazione delle forme espressive tradizionali),
- studio dei documenti, critica delle fonti e studio critico e dinamico delle resistenze e delle trasformazioni culturali,
- fruizione di conoscenze dirette basate sui metodi scientifici di lunga ricerca antropolgica sul campo,
- avvio all'Etnocoreologia, all'Antropologia della danza, all'Antropologia culturale, all'Etnomusicologia,
- corsi di ballo e di strumenti musicali tradizionali,
- feste, convegni, concerti, mostre, teatro popolare e incontri,
- gastronomia tradizionale,
- visite ambientali, artistiche, naturalistiche ed etnografiche,
- conoscenze, amicizie, scambi di esperienze e riflessioni a tutto campo fra i partecipanti.
Dunque, in ogni edizione poche ma serie e selezionate attività per diffondere un sapere demologico in modo divertente, piacevole ed attendibile.
Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento
Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 5 ai 9 giorni di durata, le 61 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga, talvolta gratificante o talvolta ingrata fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per arricchire il proprio bagaglio professionale e rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° e 2° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si è voluto tornare anche un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati che si muove tra versioni impegnative e versioni più leggere, nelle quali, accanto ad attività didattiche di spessore, vi è anche la possibilità di divertirsi con attività ludiche, incontri, visite ambientali e turistiche e qualche bagno collettivo a mare.
DALLA TARANTELLA ALLA SALTARELLA!
Esplorare i balli nei loro contesti sociali e naturalistici
Fra Puglia e Abruzzo, entrambe terre del Regno delle Due Sicilie, i corsi quest'anno si muoveranno fra area della tarantella e area del saltrarello, due famiglie differenti ma "cugine" dell'etnodanza. Gli estadanzini aggiungeranno alle sudate fatiche e ai piaceri del ballo, le fatiche di passeggiate nel verde del Parco Nazionale del Gran Sasso e di visite a città d'arte. La danza, il canto, la musica, le relazioni umane sono importanti lenti di osservazioni, sono gli specchi dell'anima profonda del mondo contadino, insieme al paesaggio naturale, che in molti luoghi è stato ben conservato, mentre altrove sono stati compiuti veri scempi da incoscienti e speculatori. Un viaggio coreutico, dunque, che continua, come una carovana che viaggiando e incontrando gente e luoghi, esplora balli nuovi, spesso del tutto ignoti alle giovani generazioni locali, ma soprattutto ciò che c'è dietro la danza, sul piano della cultura e della vita sociale locali. Il punto fisso resta l'insostituibilità dell'indagine sul campo, che ha estratto e documentato il ballare nelle feste degli anziani nei decenni scorsi (e talvolta anche adesso).
Chi viene a Estadanza in genere è invitato a spogliarsi di eventuali protagonismi esibizionistici ed impara ad ascoltare e ad ascoltarsi, a udire dialetti diversi, a guardare linguaggi corporei diversi, a ragionare di culture locali ed a compararle per meglio comprendere ogni pecularietà. Estadanza cerca anche di lavorare insieme alle amministrazioni, alle associazioni e agli studiosi locali per sensibilizzarli sul valore di ciascun patrrimonio, che va innanzitutto tutelato e conosciuto sotto molteplici aspetti, anche per un "turismo intelligente".
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ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
10 - 16 agosto 2013
60a edizione di Estadanza
Col patrocinio culturale del Comune di Galatina, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento, della Murgia dei trulli e del Gargano.
ESTADANZA IN SALENTO (XII anno)
"Officina di pizzica pizzica tradizionale":
(la pizzica "legata")
"IL BALLO CHE CURA" - Seminario di studio
Continua per il dodicesimo anno consecutivo (6 a Galatina, 5 a Corigliano d'Otranto e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il rigoroso profilo storico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di Etnocoreologia, di tradizioni salentine, di tarantismo e di Antropologia culturale nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2013 presenta peculiarità introvabili altrove:
- Forme tradizionali della pizzica pizzica (comprese anche la figure legate del ballo).
.- Balli ottocenteschi tradizionali del Salento e della Murgia dei trulli (polka rossa, scotis, quadriglia).
- "Il ballo che cura": seminario di studio con percorsi di danzaterapia tradizionale. Immersione in alcuni balli dagli evidenti tratti terapeutici.
Il corso di danza è intensivo perché prevede un totale di 27 ore di lezioni in pochi giorni. Dunque vi aspetta un periodo intenso di attività ed esperienze. Le serate saranno arricchite da concerti concomitanti in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta.
I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli. Sul piano etnocoreologico sarà posta molta attenzione sulla STORIA DELLE DANZE TRADIZIONALI DELLA PUGLIA. I balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuove invenzioni e di trasformazione di espressioni-simbolo e di costruzioni culturali come la musica e la danza.
LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA
- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI
DEL SALENTO E DELLA PUGLIA
DISCIPLINE:
- Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
- Antropologia della danza e Storia della danza popolare pugliese (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 6
- Tecnica del ballo (Biagi, S. Gala, Miniati): ore 17
Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), le "figure legate" della pizzica pizzica (area grika), scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantella di Carpino; quadriglia.
Le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica: si ampliano il numero delle varianti del già complesso repertorio della pizzica pizzica tradizionale pugliese [vedi riquadro più in basso]. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre saranno messi a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli pugliesi.
- "IL BALLO CHE CURA"
Seminario di danzaterapia tradizionale, parallelo al corso di balli pugliesi. Una delle ragioni del successo della pizzica pizzica pugliese sta nel suo uso durante la coreoterapia del tarantismo e nella creduta capacità guaritrice della danza, ben oltre l'annullamento dell'efficacia del veleno. Ora che il tarantismo pugliese è da decenni fenomeno realmente estinto, la ricerca sul campo ha scoperto modelli di danza ancora in uso che sono a tutti gli effetti forme efficaci per il raggiungimento di un benessere psicofisico, che motiva l'attaccamento a tali danze. Il percorso didattico muove da lunghe osservazioni di particolari realtà coreutiche presenti in Italia, nelle quali i detentori di tali tradizioni si beneficiano di euritmia sperimentata. Gli allievi saranno condotti gradualmente ad avvicinarsi a tali dimensioni motorie e ad osservarne e sperimentarne tecniche ed effetti . (7 ore)
"TARANTA ETNOFILM"
Rassegna cinematografica del documentario etnografico su "Musica e Carnevale"
OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio dell'Istituto Immacolata di Galatina (oggi Centro IPA) nel centro storico, in camerate munite di vari letti (servizi comuni, docce in terrazza). Portarsi le lenzuola e biancheria personale.
Altra sistemazione: Galatina e i comuni circostanti offrono anche altre strutture ricettive (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc), chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi di .
Vitto: gli estadanzini mangeranno in ristorante a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuochi locali.
Galatina si può raggiungere con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino a Lecce, qui si può prendere sia la Ferrovia Sud-Est (direzione Galatina-Gallipoli), sia un autobus di linea.
VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico ed artistico a Galatina e una mattinata per una visita collettiva a Lecce, la bella città barocca.
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