ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2012 - XXIX anno, 58° e 59° incontro
Informazioni
generali
Pizzica pizzica, tarantelle pugliesi
Il ballo che cura:
Galatina (LE) 10-15 agosto
Saltarelle e altri balli d'Abruzzoi
I balli-gioco in Italia:
Penna S. Andrea (TE) 17-22 agosto
Edizioni
precedenti

INFORMAZIONI GENERALI: LA STORIA DI ESTADANZA
1984-2012: ventinove anni di balli, studi, incontri, amicizie e divertimenti

"Estadanza" è la prima e più longeva rassegna estiva (è nata infatti nel 1984) di studio dei balli tradizionali italiani a contatto con i luoghi di origine e con le fonti vive del ballo popolare.
Le 61 edizioni finora organizzate si sono svolte nelle seguenti regioni e località:
Viggiano, Bella, Tricarico e Lavello in Basilicata,
Torricella Peligna, Penna S. Andrea, Roccaspinalveti, Rocca Santa Maria e S. Valentino A. C. in Abruzzo,
Amatrice nel Lazio,
Colliano, Montemarano, Cusano Mutri e Rocca Cilento in Campania,
Premilcuore in Emilia e Romagna,
Sorgono e Ittiri in Sardegna,
Galatina, Corigliano d'Otranto e Castrignano dei Greci in Puglia,
Buonconvento in Toscana,
Matelica nelle Marche,
Ficarra in Sicilia.
Le varie edizioni hanno portato migliaia di appassionati di musica e danza etnica nelle varie microculture locali per far conoscere da vicino i contesti umani e socio-culturali da cui nascono tali espressioni della tradizione, ed hanno proposto didattiche diverse e talvolta sperimentali, grazie alla presenza di molti validi studiosi di Antropologia Culturale, Etnomusicologia, Etnocoreologia, Antropologia della danza, Educazione Ritmica, Storia delle tradizioni popolari, Storia del tarantismo, Tecnica e Didattica del ballo etnico e di ricercatori sul campo di tradizioni popolari (Maurizio Agamennone, Enzo Vinicio Alliegro, Paolo Apolito, Tamara Biagi, Gian Piero Boschero, Federica Calvino Prina, Gerolama Carta Mantiglia, Luigi Chiriatti, Pietro Clemente, Marcello Cofini, Gabriele D'Ajello Caracciolo, Fabio Dei, Domenico Di Virgilio, Ornella Di Tondo, Eugenio Epifani, Serena Facci, Maricarmen Farah, Giuseppe Michele Gala, Adriana Gandolfi, Ernesto Giammarco, Emiliano Giancristofaro, Giuseppina Giovannelli, Giovanni Giuriati, Anka Giurchescu, Vincenzo Izzi, Roberto Leydi, Roberto Lorenzetti, Ignazio Macchiarella, Francesco Marano, Nicola Martelli, Carles Mas, Marcello e Marinella Marras, Ada Metafune, Tiziana Miniati, Maria Concetta Nicolai, Maurizio Padovan, Alkis Raftis, Silvio Pascetta, Gilberto Pressacco, Gaudenzo Ragazzi, Roberto Raheli, Josè Alberto Sardinha, Alberto Sobrero, Ambrogio Sparagna, Placida Staro, Maria Carmela Stella, Antonio Tavera, Sergio Torsello, Roberta Tucci, Antonietta Vizzuso, Massimo Zacchi, ecc.). Fra gli istruttori dei corsi tecnici e pratici di balli tradizionali ricordiamo: Tamara Biagi, Katerina Cucugliello, Michele Gallo, Marco Macis, Marinella e Susi Marras, Ada Metafune, Gianni Mereu, Tiziana Miniati, Paulina Muller, Alberto Restelli, Piero Simula.
"Estadanza", nonostante le tante imitazioni e la forte concorrenza estiva di corsi, festivals e raduni folk degli ultimi anni, mantiene dopo 30 anni di vita la sua indiscussa originalità:
- contatto diretto con la tradizione locale fatta di gente, di rapporti sociali, di condizioni di vita del territorio, ma anche di dialetto, di canto, di ballo, di musica, di bevute al bar, di racconti, di memorie, ecc.
- immersione nel mondo etnico attuale (con le relative implicazioni, contaminazioni e trasformazioni maturate però nei luoghi di provenienza e di creazione delle forme espressive tradizionali),
- studio dei documenti, critica delle fonti e studio critico e dinamico delle resistenze e delle trasformazioni culturali,
- fruizione di conoscenze dirette basate sui metodi scientifici di lunga ricerca antropolgica sul campo,
- avvio all'Etnocoreologia, all'Antropologia della danza, all'Antropologia culturale, all'Etnomusicologia,
- corsi di ballo e di strumenti musicali tradizionali,
- feste, convegni, concerti, mostre, teatro popolare e incontri,
- gastronomia tradizionale,
- visite ambientali, artistiche, naturalistiche ed etnografiche,
- conoscenze, amicizie, scambi di esperienze e riflessioni a tutto campo fra i partecipanti.
Dunque, in ogni edizione poche ma serie e selezionate attività per diffondere un sapere demologico in modo divertente, piacevole ed attendibile.

* * *

Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento
Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 5 ai 9 giorni di durata, le 61 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga, talvolta gratificante o talvolta ingrata fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per arricchire il proprio bagaglio professionale e rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° e 2° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si è voluto tornare anche un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati che si muove tra versioni impegnative e versioni più leggere, nelle quali, accanto ad attività didattiche di spessore, vi è anche la possibilità di divertirsi con attività ludiche, incontri, visite ambientali e turistiche e qualche bagno collettivo a mare.

* * *

DALLA TARANTELLA ALLA SALTARELLA!
Esplorare i balli nei loro contesti sociali e naturalistici
Fra Puglia e Abruzzo, entrambe terre del Regno delle Due Sicilie, i corsi quest'anno si muoveranno fra area della tarantella e area del saltrarello, due famiglie differenti ma "cugine" dell'etnodanza. Gli estadanzini aggiungeranno alle sudate fatiche e ai piaceri del ballo, le fatiche di passeggiate nel verde del Parco Nazionale del Gran Sasso e di visite a città d'arte. La danza, il canto, la musica, le relazioni umane sono importanti lenti di osservazioni, sono gli specchi dell'anima profonda del mondo contadino, insieme al paesaggio naturale, che in molti luoghi è stato ben conservato, mentre altrove sono stati compiuti veri scempi da incoscienti e speculatori. Un viaggio coreutico, dunque, che continua, come una carovana che viaggiando e incontrando gente e luoghi, esplora balli nuovi, spesso del tutto ignoti alle giovani generazioni locali, ma soprattutto ciò che c'è dietro la danza, sul piano della cultura e della vita sociale locali. Il punto fisso resta l'insostituibilità dell'indagine sul campo, che ha estratto e documentato il ballare nelle feste degli anziani nei decenni scorsi (e talvolta anche adesso).
Chi viene a Estadanza in genere è invitato a spogliarsi di eventuali protagonismi esibizionistici ed impara ad ascoltare e ad ascoltarsi, a udire dialetti diversi, a guardare linguaggi corporei diversi, a ragionare di culture locali ed a compararle per meglio comprendere ogni pecularietà. Estadanza cerca anche di lavorare insieme alle amministrazioni, alle associazioni e agli studiosi locali per sensibilizzarli sul valore di ciascun patrrimonio, che va innanzitutto tutelato e conosciuto sotto molteplici aspetti, anche per un "turismo intelligente".


XXX Anno - ESTADANZA 2013

PUGLIA, Galatina (LE): 10-16 agosto: Corso di approfondimento sulla pizzica pizzica salentina tradizionale e balli pugliesi. Seminario su "IL BALLO CHE CURA"- "TARANTA ETNOFILM": 12 e 13 agosto

ABRUZZO: Penna Sant'Andrea (TE): 16-22 agosto: Saltarelle, spallate e altri balli abruzzesi. Scuola Formazione UISP Lega Danza

ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
10 - 16 agosto 2013

60a edizione di Estadanza

Col patrocinio culturale del Comune di Galatina, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento, della Murgia dei trulli e del Gargano.

ESTADANZA IN SALENTO (XII anno)
"Officina di
pizzica pizzica tradizionale":
(la pizzica "legata")

"IL BALLO CHE CURA" - Seminario di studio

Continua per il dodicesimo anno consecutivo (6 a Galatina, 5 a Corigliano d'Otranto e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il rigoroso profilo storico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di Etnocoreologia, di tradizioni salentine, di tarantismo e di Antropologia culturale nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2013 presenta peculiarità introvabili altrove:

- Forme tradizionali della pizzica pizzica (comprese anche la figure legate del ballo).
.- Balli ottocenteschi tradizionali del Salento e della Murgia dei trulli (polka rossa, scotis, quadriglia).
- "Il ballo che cura": seminario di studio con percorsi di danzaterapia tradizionale. Immersione in alcuni balli dagli evidenti tratti terapeutici
.

Il corso di danza è intensivo perché prevede un totale di 27 ore di lezioni in pochi giorni. Dunque vi aspetta un periodo intenso di attività ed esperienze. Le serate saranno arricchite da concerti concomitanti in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta.
I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli. Sul piano etnocoreologico sarà posta molta attenzione sulla STORIA DELLE DANZE TRADIZIONALI DELLA PUGLIA. I balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuove invenzioni e di trasformazione di espressioni-simbolo e di costruzioni culturali come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI
DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
- Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4

- Antropologia della danza e Storia della danza popolare pugliese (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 6

- Tecnica del ballo (Biagi, S. Gala, Miniati): ore 17

Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), le "figure legate" della pizzica pizzica (area grika), scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantella di Carpino; quadriglia.
Le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica: si ampliano il numero delle varianti del già complesso repertorio della pizzica pizzica tradizionale pugliese [vedi riquadro più in basso]. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre saranno messi a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli pugliesi.

- "IL BALLO CHE CURA"
Seminario di danzaterapia tradizionale, parallelo al corso di balli pugliesi. Una delle ragioni del successo della pizzica pizzica pugliese sta nel suo uso durante la coreoterapia del tarantismo e nella creduta capacità guaritrice della danza, ben oltre l'annullamento dell'efficacia del veleno. Ora che il tarantismo pugliese è da decenni fenomeno realmente estinto, la ricerca sul campo ha scoperto modelli di danza ancora in uso che sono a tutti gli effetti forme efficaci per il raggiungimento di un benessere psicofisico, che motiva l'attaccamento a tali danze. Il percorso didattico muove da lunghe osservazioni di particolari realtà coreutiche presenti in Italia, nelle quali i detentori di tali tradizioni si beneficiano di euritmia sperimentata. Gli allievi saranno condotti gradualmente ad avvicinarsi a tali dimensioni motorie e ad osservarne e sperimentarne tecniche ed effetti . (7 ore)

"TARANTA ETNOFILM"
Rassegna cinematografica del documentario etnografico su "Musica e Carnevale"

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio dell'Istituto Immacolata di Galatina (oggi Centro IPA) nel centro storico, in camerate munite di vari letti (servizi comuni, docce in terrazza). Portarsi le lenzuola e biancheria personale.

Altra sistemazione: Galatina e i comuni circostanti offrono anche altre strutture ricettive (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc), chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi di .
Vitto: gli estadanzini mangeranno in ristorante a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuochi locali.

Galatina si può raggiungere con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino a Lecce, qui si può prendere sia la Ferrovia Sud-Est (direzione Galatina-Gallipoli), sia un autobus di linea.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico ed artistico a Galatina e una mattinata per una visita collettiva a Lecce, la bella città barocca.


30 ANNI DI ESTADANZA

TANTE BELLE ESTATI
DI PASSIONI ETNICHE
E RADICI DANZANTI

Da 30 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.

Per festeggiare i 30 anni di vita ininterrotta della manifestazione e le sue 61 edizioni diverse, la "carovana" degli estadanzini torna in Abruzzo nel paese che più di altri ci ha ospitato in questi tre decenni, a partire dal 1987. Qui nel piccolo paesino del Teramano che custodisce gelosamente un proprio ballo, il famoso Laccio d'amore, è iniziata nel 1996 la lunga esperienza delle Scuole di Formazione della UISP Lega Danza. Dunque le due edizioni del 2013 propongono due occasioni di immersione in due grandi famiglie della tradizione della danza italiana: l'area della tarantella (pizzica pizzica salentina e tarantella del Gargano) e l'area del saltarello (saltarelle e spallate abruzzesi).

Laboratori aggiuntivi.
Oltre ai corsi regolari a impronta regionale, sono proposti due seminari paralleli speciali: A Galatina, il luogo più altamente simbolico del tarantismo pugliese, nel quale si recavano le tarantate per avere la guarigione da Santu Paulu, si svolgerà un'esperienza originalissima di danzaterapia: "Il ballo che cura" è un corso già sperimentato che ha attinto attraverso la ricerca dei repertori oggi attivi e funzionanti, che hanno in sè elementi di piacevolezza e beneficio, che vale la pena conoscere e sperimentare. A Penna in Abruzzo si ripete con repertori locali un apprezzato laboratorio di balli-gioco, divertenti ed istruttivi, utili soprattutto da applicare a scuola. Attingeremo da giochi danzati scoperti in varie regioni italiane, sia dal mondo infantile che da quello adulto.

I giorni estadanzini dell'estate 2013 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori. Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari e soprattutto gli amanti di musica e danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, di folk-festivals, di rassegne e sagre per appagare le proprie curiosità, per realizzare le proprie tendenze al protagonismo artistico, a vivere un folklore di consumo sul piano emotivo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Si tratta però di situazioni quasi sempre nuove che usano il tema della cultura popolare come movente di aggregazione giovanile, mutuando dai raduni e meeting musicali contemporanei nuove modalità espressive. Quando è nata Estadanza (1984) d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi nel mondo tradizionale, nel quale la festa conservava ancora validi esempi di musica e ballo autoctoni. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per una conoscenza più profonda e diretta delle tradizioni locali, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di oltre 35 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove" documentarie, quasi come una virtuale trasmissione degli anziani depositari oggi scomparsi. I giorni di Estadanza si arricchiscono sempre di dibattiti e di riflessioni antropologiche sui contesti socio-culturali della danza e sul senso della perpetuazione delle radici nella contemporaneità inevitabilmente mutata.
L'insegnamento dei balli è accompagnata da pubblicazioni editoriali a riguardo (libri, dischi, ecc.). Insomma la competenza dei docenti, il contatto con anziani depositari della tradizione, le poche attività mirate all'approfondimento teorico ed alla specializzazione tecnica del ballo si coniugano con un clima familiare di accoglienza che favorisce anche i rapporti interpersonali e la conoscenza artistica e ambientale dei territori dove si effettuano i corsi. Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito e critico ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stato delle indagini e delle conoscenze sul territorio. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attento e meditato. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più metodologica e attendibile con le tradizioni, da responsabili di gruppi folkloristici che vogliono trasferire in spettacolo aspetti del mondo contadino. Gli "Estadanzini" vogliono, dunque, divertirsi e crescere culturalmente gustando sapori e saperi del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione di mini-stages sovrapposti e mordi-e-fuggi, come avviene in certi raduni folk, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione). Insomma Estadanza è scuola di eccellenza di danza popolare italiana.

Cosa scegliere nel 2013

Quest'anno si festeggia il trentennale di Estadanza: 30 anni e 61 edizioni: un record di cui andiamo fieri.
Chi è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo si consiglia il seminario di pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento.
Qui può partecipare e apprendere i balli pugliesi nella versione mostrata dagli anziani. Ma qui troverà una novità assoluta quest'anno: un corso aggiuntivo di danzaterapia tradizionale ("Il ballo che cura") permetterà di approfondire in prima persona la funzione curativa del ballo.

A chi interessa invece il mondo del saltarello dell'Italia centrale o vuole diplomarsi insegnante UISP di danza popolare abruzzese, si consiglia la scuola di Formazione per Insegnanti della UISP Lega Danza di 1° livello in Abruzzo, Qui oltre ai balli abruzzesi (ne abbiamo documentati varie decine), troverà un parallelo corso di balli-gioco, divertenti ed educativi. Sempre in Abruzzo possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia poco nota, il Teramano, e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.

Ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.


LA SALTARELLA ABRUZZESE

PENNA SANT'ANDREA (TE)
16 - 22 agosto 2013

61a edizione di Estadanza

Col patrocinio del Comune di Penna Sant'Andrea e del gruppo folk "Laccio d'amore" - XI edizione pennese.

SALTARELLE, SPALLATE, TRALLALLERO, DANZO
E ALTRI BALLI ABRUZZESI

CORSO DI FORMAZIONE UISP LEGA DANZA
PER INSEGNANTI DI DANZE ETNICHE ABRUZZESI
(1° livello)

CORSO DI BALLI-GIOCO ITALIANI

L'Abruzzo è una delle regioni più indagate e documentateUn'edizione speciale perché comiuga due dimensioni in armonia fra loro: la natura e il lavoro dell'uomo, ossia la creazione di un paesaggio ambientale e la creatività culturale delle popolazioni che in esso si sono insediate per secoli. Apprendere i balli non solo col corpo, al contrario con la mente e lo spirito è possibile penetrare più a fondo nel vissuto di una piccola comunità, sfilacciata dall'emigrazione ma con la voglia di ribadire una propia identità.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

DISCIPLINE:
Antropologia Culturale (prof. L. Giancristofaro, Univ. di Chieti
): ore 4
Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 5
Storia della danza popolare (prof. G.
Gala, etnocoreologo): ore 2
Storia delle tradizioni popolari (Dr. A. Gandolfi, ricercatrice): ore 2
Tecnica del ballo (Biagi, Gala, Miniati e Gruppo Folk "Laccio d'amore" di Penna S. Andrea): ore 20

Totale: ore 33

Repertorio coreutico didattico:
BALLI ABRUZZESI: saltarella della Val Vomano, trallallero, saltarella della Val di Sangro, laccio d'amore, danza, cotiglione, spallata dell'Alto Vastese e quadriglia.
BALLI-GIOCO: ballo del merlo, ballo della sala, ballo degli sposi, (Abruzzo), papagno, ballo della volpe (Molise)compagnia e ballo dei gobbi (Toscana), ballo della mela, ballo del bacio (Romagna).

Le danze saranno insegnate nelle forme originali osservate dagli anziani e contestualizzate nelle culture di provenienza. Sono disponibili pubblicazioni sui balli insegnati.

Nel costo della Scuola di Formazione è compreso un manuale di storia della danza popolare di pp. 272. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre verranno messe a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli proposti.

SCUOLA DI MUSICA POPOLARE

* Corso di organetto a 2 bassi, su repertorio abruzzese

* Corso di tamburello nello stile abruzzese

Escursioni naturalistiche e visite artistiche, cucina abruzzese e feste serali in amicizia

- La cultura tradizionale si lega fortemente al territorio. Conoscere i contesti ambientali, artistici, umani della gente di un luogo vuol dire essere facilitati a comprendere le sue espressioni culturali.
- Durante la settimana sono previste un'escursione naturalistica sul Gran Sasso con lezioni all'aperto e pranzo a sacco, inoltre vi saranno visite a cittadine, chiese storiche e musei di alcuni centri d'arte limitrofi.-Durante la settimana due cuoche locali prepareranno piatti tipici abruzzesi, sia di cucina povera contadina, sia di più complessa preparazione.
- Sono previste nelle serate di permanenza a Penna concerti e feste da ballo con i gruppi musicali della zona, oltre a una serata gestita dal gruppo folk "Laccio d'amore", il tutto in un clima di amicizia e confidenzialità tipico di un piccolo ed ospitale centro.

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nella Scuola elementare e nella Scuola materna del piccolo borgo di Penna Sant'Andrea, in aule munite da 4-6 letti. Portarsi le lenzuola e biancheria personale. Le lezioni di danza si terranno presso l'adiacente palestra, mentre le lezioni teoriche si svolgeranno nelle sale della scuola materna.

Altra sistemazione: nella zona vi sono altre strutture di ricezione turistica a pagamento (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc). Chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi a esplicita richiesta.
Vitto: gli estadanzini mangeranno presso negli ambienti attrezzati della scuola materna, a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il vitto diventa parte integrale del costo complessivo del corso

Penna S. Andrea si raggiunge in treno fino a Giulianova sulla linea adriatica, poi bus o treno sino a Teramo, qui prendere alla stazione autolinee un bus per Penna S. Andrea.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

L'organizzazione si prefigge di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza, se non il ripasso finale dei balli appresi da parte degli stessi paretecipanti.

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INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su
contocorrente postale n. 26456509
indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.


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Taranta Tradizioni Popolari
Per gli appassionati di tradizioni popolari un'amicizia da tenere in considerazione.

Estadanza

Per i partecipanti alle tanti edizioni di Estadanza per restare in contatto, rivedersi e condividere pensieri e passioni.


LA DIDATTICA DEL BALLO POPOLARE A ESTADANZA

I balli insegnati sono stati appresi per imitazione e insegnamento direttamente dai depositari locali (spesso anziani) dei balli stessi. L'indagine a tappeto permette ai docenti di avere una conoscenza anche comparativa, oltre che analitica.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico vi sarà una contestualizzazione socio-culturale dei repertori nella vita e nella società di provenienza. verranno presentati o consegnati schemi tematici, bibliografie inerenti e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Sul piano metodologico a Estadanza resta fondamentale l'uso dei video documentari di ricerca, mentre si ballerà su musiche registrate sul campo, una chance che pochi altri corsi offrono. L'uso di video inediti - e molto spesso irripetibili perché girati alcuni decenni or sono - permette una possibilità aggiuntiva: apprendere virtualmente dagli esecutori le forme originali di un tempo.
Lo svolgimento del programma didattico dei balli dipende dalla rapidità media di apprendimento degli iscritti; ogni lezione prevede il ripasso di quanto giù studiato.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni estadanzini, a contatto con gente ospitale del posto, mentre per la cucina gli estadanzini si affideranno alla bravura culinaria di cuoche locali.
Insomma i giorni passeranno tra fatiche benefiche, serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi di terre magnifiche... il tutto a prezzi modici.


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2008 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 30 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici, e soprattutto vista la diffusa abitudine si autoproclamarsi "insegnante di danza popolare" da chiunque voglia, senza alcun controllo delle reali competenze cognitive e didattiche. Nel nostro settore il mercato libero, talvolta selvaggio, detta legge, spesso senza alcuna garanzia per gli utenti.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 7 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2008) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2007) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta per la prima volta nel 1999 a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA

Didascalie foto

Lezione di ballo nella palestra a Penna Sant'Andrea (TE) [1988]. Ballerini tradizionali durante le lezioni di pizzica pizzica e pizzica scherma nei corsi di specializzazione sui balli salentini di Corigliano [2003].

© Taranta

Ballerini tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano ed esecuzione del laccio d'amore a Penna Sant'Andrea (TE) da parte degli allievi dell'edizione del 2000.

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Suonatori tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 ed gruppo di estadanzini ad Amatrice (RI) nel 1991. Per ben 11 anni il "mastro" di zampogne di Viggiano, Peppe Belviso, ci ha fatto compagnia.

© Taranta

Ballo nel cortile del castello di Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 e visita a Norcia degli estadanzini di Amatrice nel 1993.

© Taranta

Lezione di tarantella a Montemarano (AV) e foto di gruppo dei partecipanti a Penna S. Andrea (TE) [1999].

© Taranta

Lezioni di tarantella montemaranese al Corso di Formazione UISP Lega Danza di Montemarano (AV) nell'estate 1999.

Dimostrazione del ballo della pizzica pizzica a Corigliano (2003).

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Lezione teorica a Buonconvento (SI). Gruppo di canto tradizionale "Li Santandunjre" di Penna Sant'Andrea (TE).

Edizioni 2003 e 2000.

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Banchino delle vendite con Sabina, Linda e il piccolo Matteo. Partecipanti in posa davanti al castello di Corigliano, sede delle lezioni.

Edizione 2006

© Taranta

Allieve in pausa durante la spiegazione di coreografie e contestualizzazioni. Pausa mensa nella sala dei salesiani.

Edizione 2006

© Taranta

Lezione di tamburello con Fiore Maggiulli e lezione teorica nella sala multimediale del castello di Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

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Foto di gruppo dei partecipanti in Salento nel 2005 e lezioni di canto con Cinzia Villani nell'edizione 2006. © Taranta

Momenti di improvvisazione teatrale nelle pause mensa: lo staf di camerieri di giornata e due famosi specialisti di possessione estatica a Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

© Taranta

Raptus musicale alla lezione di organetto (Massimiliano Felice, Mario De Carlo e Franco Moricone. Gruppo in gita ad un eremo sulla Majella duerante due edizioni di Estadanza a San Valentino in Abruzzo.

Edizioni 2007 e 2005.

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