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ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2010 - XXVII anno, 52°, 53° e 54° incontro
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Informazioni
generali |
Estadanza 2010:
balli siciliani
Ficarra (ME) 23-29 agosto |
Edizioni
precedenti |
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Estadanza 2010:
tarantelle lucane
Tricarico (PZ) 8-15 agosto |
Estadanza 2010:
pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 16-21 agosto |
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INFORMAZIONI GENERALI
1984-2010: ventisei anni di balli, studi, incontri, amicizie e divertimenti
"Estadanza" è la prima e più longeva rassegna estiva (è nata infatti nel 1984) di studio dei balli tradizionali italiani a contatto con i luoghi di origine e con le fonti vive del ballo popolare.
Le 54 edizioni finora organizzate (a Viggiano, Ruoti e Tricarico in Basilicata, a Torricella Peligna, Penna S. Andrea, Roccaspinalveti, Rocca Santa Maria e S. Valentino A. C. in Abruzzo, ad Amatrice nel Lazio, a Colliano, a Montemarano e a Cusano Mutri in Campania, a Premilcuore in Emilia e Romagna, a Sorgono e Ittiri in Sardegna, a Galatina, Corigliano d'Otranto e Castrignano dei Greci in Puglia, a Buonconvento in Toscana e a Matelica nelle Marche e a Ficarra in Sicilia) hanno portato migliaia di appassionati di musica e danza etnica in diverse regioni per far conoscere da vicino il mondo originale dei balli popolari, a diretto contatto col tessuto socio-culturale da cui nascono i balli e le musiche di tradizione, ed hanno proposto didattiche sperimentali grazie alla presenza di molti validi studiosi di Antropologia Culturale, Etnomusicologia, Etnocoreologia, Antropologia della danza, Educazione Ritmica, Storia delle tradizioni popolari, Storia del tarantismo, Tecnica e Didattica del ballo etnico e ricercatori sul campo di tradizioni popolari (Maurizio Agamennone, Paolo Apolito, Tamara Biagi, Gian Piero Boschero, Federica Calvino Prina, Gerolama Carta Mantiglia, Luigi Chiriatti, Pietro Clemente, Marcello Cofini, Gabriele D'Ajello Caracciolo, Fabio Dei, Domenico Di Virgilio, Ornella Di Tondo, Eugenio Epifani, Serena Facci, Maricarmen Farah, Giuseppe Michele Gala, Adriana Gandolfi, Ernesto Giammarco, Emiliano Giancristofaro, Giuseppina Giovannelli, Giovanni Giuriati, Anka Giurchescu, Vincenzo Izzi, Roberto Leydi, Roberto Lorenzetti, Ignazio Macchiarella, Carles Mas, Marcello e Marinella Marras, Ada Metafune, Maria Concetta Nicolai, Maurizio Padovan, Alkis Raftis, Silvio Pascetta, Gilberto Pressacco, Gaudenzo Ragazzi, Roberto Raheli, Josè Alberto Sardinha, Alberto Sobrero, Ambrogio Sparagna, Placida Staro, Antonio Tavera, Sergio Torsello, Roberta Tucci, Massimo Zacchi, ecc.). Fra gli istruttori dei corsi tecnici e pratici di balli tradizionali ricordiamo: Tamara Biagi, Katerina Cucugliello, Michele Gallo, Marco Macis, Marinella e Susi Marras, Ada Metafune, Gianni Mereu, Tiziana Miniati, Paulina Muller, Alberto Restelli, Piero Simula.
"Estadanza", nonostante le tante imitazioni e la forte concorrenza estiva di corsi, festivals e raduni folk degli ultimi anni, mantiene dopo 27 anni di vita la sua indiscussa originalità:
- contatto diretto con la tradizione locale fatta di gente, di rapporti sociali, di condizioni di vita del terriotio, ma anche di dialetto, di canto, di ballo, di musica, di bevute al bar, di racconti, di memorie, ecc.
- immersione nel mondo etnico attuale (con le relative implicazioni, contaminazioni e trasformazioni maturate però nei luoghi di provenienza e di creazione delle forme espressive tradizionali),
- studio dei documenti, critica delle fonti e studio critico e dinamico delle resistenze e delle trasformazioni culturali,
- fruizione di conoscenze dirette basate sui metodi scientifici di lunga ricerca antropolgica sul campo,
- avvio all'etnocoreologia, all'antropologia della danza e all'antropologia culturale,
- corsi di ballo e di strumenti musicali tradizionali,
- feste, convegni, concerti, mostre, teatro popolare e incontri,
- gastronomia tradizionale,
- visite ambientali, artistiche, naturalistiche ed etnografiche,
- conoscenze, amicizie, scambi di esperienze e riflessioni a tutto campo fra i partecipanti.
Dunque, in ogni edizione poche ma serie e selezionate attività per diffondere un sapere demologico in modo divertente, piacevole ed attendibile.
Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento
Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 5 ai 9 giorni di durata, le 54 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga ma gratificante fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° e 2° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si è voluto tornare anche un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati che si muove tra versioni impegnative e versioni più leggere, nelle quali, accanto ad attività didattiche di spessore, vi è anche la possibilità di divertirsi con attività ludiche, incontri, visite ambientali e turistiche e qualche bagno collettivo a mare.
A SUD, A SUD!
Esplorare i balli della Lucania e della Sicilia
La novità e la particolarità di quest'anno, come non era mai successo, consistono in un'annata con ben 3 edizioni tutte meridionali. In tempo di forte leghismo nordico, vogliamo come sempre seguire una strada alternativa: il meridionalismo si fa innanzitutto conoscendo e capendo le culture meridionali. Ben tre edizioni, tutte all'insegna del sud. Si va nella terra di Rocco Scotellaro, e non si può pensare al Sud se non stando a sud e di lì avere l'umiltà di capire. La danza, il canto, la musica, le relazioni umane sono importanti lenti di osservazioni, sono gli specchi dell'anima profonda del sud. Si sbarca, poi, in una nuova regione: la Sicilia. "Estadanza" porta per la prima volta gli etnofili e gli appassionati di musica e danza popolare nella più grande regione italiana, conosciuta soprattutto per i suoi tanti gruppi folkloristici, ma poco nota sul piano etnografico, se non per gli addetti ai lavori. Sfronderemo il luogo comune della rinomata "tarantella siciliana" per ispezionare in profondità i balli oggi rimasti o in uso fino ad alcuni decenni or sono, grazie alle testimonianze degli anziani raccolte in varie province dell'isola. Un viaggio coreutico, dunque, che continua, come una carovana che viaggiando e incontrando gente e luoghi, esplora balli nuovi, spesso del tutto ignoti alle giovani generazioni locali, ma soprattutto ciò che c'è dietro la danza, sul piano della cultura e della vita sociale locali. Il punto fisso resta l'insostituibilità dell'indagine sul campo, che ha estratto e documentato il ballare nelle feste degli anziani nei decenni scorsi (e talvolta anche adesso).
Chi viene a Estadanza in genere è invitato a spogliarsi di eventuali protagonismi esibizionistici ed impara ad ascoltare dialetti diversi, a guardare linguaggi corporei diversi, a ragionare di culture locali ed a raffrontarle. Ma Estadanza quest'anno fa il tris: una follia coreutica instancabile. Sembreranno nuovi luoghi, nuovi balli, nuovi ritmi, in realtà tutto già c'era e nei luoghi di questa edizione le impacalture culturali ed espressive della tradizione tengono abbastanza, pur nell'ovvio aggiornamento continuo. Estadanza cerca anche di lavorare insieme alle amministrazioni, alle associazioni e agli studiosi locali per sensibilizzarli sul valore di ciascun patrrimonio, che va innanzitutto tutelato e conosciuto sotto molteplici aspetti, anche per un "turismo intelligente".
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XXVII Anno - ESTADANZA 2010
BASILICATA, Tricarico (MT): 7-15 agosto: Corso di tarantelle, pastorale e balli ottocenteschi lucani, corsi di musica popolare
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 16-20 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale) e balli pugliesi. Storia del Tarantismo
SICILIA, Ficarra (ME) 23-29 agosto: Danza-vacanza. Corso e Convegno nazionale sui balli popolari siciliani, festival di balli tradizionali e folkloristici
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TRICARICO (MT)
8 - 15 agosto 2010
TARANTELLE DELLA LUCANIA
Corso specializzato e Scuola di Formazione
per insegnanti di danze popolari lucane
27 anni di Estadanza: memoria e patrimoni culturali.
Nata in Basilicata nel 1984, la manifestazione ritorna nuovamente in questa regione così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani osservati e documentati sul campo da una meticolosa ricerca, che dura da oltre 30 anni e che ancora oggi sta portando alla luce balli del passato di cui si erano perse le tracce, o varianti coreutiche locali di balli già noti. La Basilicata è una terra sorprendente, una miniera che nasconde nelle sue viscere una ricchezza di forme espressive che denota la creatività culturale delle comunità agropastorali, i lunghi processi di acquisizione e di trasformazione, e quella maggiore autonomia che ogni comunità determinava rispetto ai modelli dominanti. Oggi molti aspetti di questo immenso patrimonio culturale si vanno progressivamente perdendo per l'immancabile trasformazione delle concezioni e dei modi di vita. Resta a noi l'obbligo dello scavo e del recupero delle radici: maggiori sono le pendici sotterranee che si imbevono di saperi del passato, e maggiori sono le possibilità di una prospera crescita nel futuro. La settimana lucana di Estadanza sarà un'utile occasione per fare una specie di inventario di musiche, danze, canti, usi ed eventi festivi della tradizione tricaricense, con l'aiuto di esperti e della gente del posto, la quale è molto cosciente di ciò che le appartiene.
Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella materana, poco nota negli ambienti folkloristici e di riproposta urbana; inoltre continueremo l'esplorazione nella tarantella "figurata", si tratta di una creazione coreutica eclettica, che ha incorporato contraddanze sette-ottocentesche di varia provenienza e frammenti di tarantelle più antiche locali.
Tricarico, un paese ricco di tradizioni. Ci saranno lezioni specialistiche sul variegato mondo della danza popolare lucana. La conoscenza dettagliata dei molti balli praticati nella tradizione di una delle regioni più etnocoreuticamente ricche deriva da trent'anni di ricerca e da una documentazione etnografica attendibile. Verrà esposta una esaustiva radiografia delle abitudini festive delle varie zone della regione, spesso diverse tra loro.
Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (visite e incontri nei comuni della zona).
LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA
DISCIPLINE e DOCENTI
- Antropologia Culturale: Ferdinando Mirizzi (ore 4).
- Antropologia della danza ed etnomusicologia: Giuseppe M. Gala (ore 6).
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (relazioni di un incontro di studi sul folklore materano) (ore 4)
Totale delle attività didattiche: ore 30
Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8
REPERTORIO DEI BALLI
I partecipanti apprenderanno i balli della regione: ore (tarantella del Materano, tarantella figurata della Valle del Sele, pizzicantò, pastorale del Pollino a quattro, tarantelle in coppia, tarantella col fazzoletto, lu pichë e palë, il batticulo e la polka figurata).
LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE
- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 8).
- Corso di tamburello: (stile lucano), docente: Antonio (ore 6).
- Laboratorio in fieri sul canto popolare: incontro con i cantatori tradizionali e esperienze di canto con loro.
CONVIVIA: conversazioni a tavola con cultori e anziani locali.
OSPITALITÀ
Alloggio
- Sistemazione economica: Tricarico è una bella cittadina storica della Valle del Basento (700 s.l.m.). I partecipanti saranno ospitati dalla Comunità Emmanuel nel Convento della Chiesa del Carmine fuori mura, con bagno in camera o esterno. Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale.
- Sistemazione più confortevole: chi vuole, può alloggiare a proprie spese in agriturismi locali.
Le lezioni si terranno nel Palazzo Ducale.
Pasti:
La colazione, il pranzo e la cena saranno consumati nella mensa scolastica. I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini. Costo giornaliero complessivo 20,00 € (colazione, pranzo e cena).
VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali. Visite guidate sono previste a Tricarico, Matera, Dolomiti lucane e Acerenza.
Incontro di studio con docenti universitari su tradizioni materane.
Musica in piazza: musica spontanea da parte dei numerosi gruppi musicali tricaricesi, serenate lungo le strade del bel centro storico, improvvisazioni e ascolto di esecutori anziani.
Sfilata delle maschere carnevalesche tradizionali di Tricarico, in una sorta di carnevale estivo per emigranti e ospiti.
"FESTIVAL DELLA TARANTELLA" - 13 e 14 agosto: Concerti serali di musica popolare lucana.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
http://www.taranta.it/ED10-Tricarico.html.
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco) 
Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.
A iscrizioni avvenuta vi verrà inviato programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.
Edizione organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Tricarico. Vietate le riprese video delle attività di Estadanza.
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UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI
Da 27 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.
Anche la proposta 2010 della XXVII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare: si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, Tricarico. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale. Fuori della solita "Montemarapizzicamurriata", cioè oltre i soliti balli più di moda e più inquinati degli ambienti cosiddetti "folk" (cioè neopizzica, neotammurriata, neomontemaranese e neocalabrese) andremo ad approfondire le notevoli differenze che ci sono fra le tarantelle di una regione che, pur se piccola, presenta sottogruppi morfologici diversi dell'ampia famiglia "tarantellara" meridionale: ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella pastorale a quattro persone. Oltre ai corsi danza, la manifestazione lucana è arricchita da un "Festival della tarantella" e dal carnevale estivo di Tricarico: una sfilata delle belle maschere (vacche e tori policromi) locali, e poi vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, con dalla scoperta di aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti, come i "Sassi" della stupenda Matera.
Per la prima volta Estadanza sbarca in Sicilia: i balli siciliani, su cui la nostra associazione ha già tenuto vari corsi di formazione dal 2002 in poi per i gruppi folkloristici della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari, sono terreno ancora di scoperta, perché più si scava e più emergono repertori vari, soprattutto ottocenteschi. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze e conoscere una terra esuberante e ricca di potenzialità e contraddizioni. Anche qui un Festival dei balli siciliani e "danza-vacanza", cioè giornate al mattino dense di studio, ma con momenti di svago e socializzazione, con visite artistiche ed ambientali per utilizzare al meglio la lunga distanza geografica che penalizza la bella Trinachia.
Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.
I giorni estadanzini dell'estate 2010 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori. Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!
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BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza
Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per luna conoscenza profonda e diretta del mondo tradizionale, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di olre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove documentarie. Insomma competenza degli operatori, unita ad provenienti direttamente da 30 anni clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.
E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.
Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attendibile. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più scientifica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).
Cosa scegliere nel 2010
Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 3 incontri tutti dedicati al sud. e in parrticolar modo della Basilicata e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione del Materano, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.
I principianti che muovono i primi passi e coloro che vogliono avvicinarsi per la prima colta al mondo dei balli siciliani e in contemporanea immergersi nella spettacolarizzazione del folklore hanno l'occasione di conoscere a Ficarra repertori poco noti. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. In alternativa altri laboratori di danza popolare tenuti dalla nostra associazione ma organizzati da associazioni locali: il corso di tarantelle del Gargano del Carpino Folk Festival. (2-5 agosto), oppure il corso di balli abruzzesi che si terrà il 6 e 7 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!
ISCRIZIONI
Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare lanticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata allinizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.
L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.
E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.
LAss. Cult. Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.
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ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
16 - 21 agosto 2010
53a edizione di Estadanza
Col patrocinio culturale del Comune di Galatina, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento.
ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (X anno)
"Officina di pizzica pizzica tradizionale"
- Edizione speciale 2010: le pizziche "legate" del Salento
Continua per il nono anno consecutivo (3 a Galatina, 5 a Corigliano e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il profilo scientifico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di antropologia nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2010 si differenzia dalle precedenti edizioni per una primizia mai offerta sinora: verranno insegnate le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica leccese. Inoltre, come lo scorso anno, essere più "leggera" con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. .
Il corso di danza è intensivo al mattino, tempo libero nel pomeriggio e concerti la sera in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli; sul piano etnocoreologico i balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuova riadozione e trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.
LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA
- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI DEL SALENTO E DELLA PUGLIA
DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 3
Tecnica del ballo (T. Biagi, P. Gala, S. Gala, T. Miniati): ore 13
Totale: ore 20
Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), le figurazioni legate, scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantelle del Gargano; tarantella e quadriglia della Murgia barese.
LABORATORIO DIDATTICO DI MUSICA
- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 10 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.
OSPITALITÀ I partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio di Galatina e in un residence a pagamento economico (15 € a notte), entrambi nel centro storico. Portarsi le lenzuola e biancheria personale. Nel vitto gli estadanzini mangeranno nel refettorio del residence a 20-22 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini.
VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcune visite artistiche a Galatina, Lecce e Gallipoli. Ogni sera vi saranno i concerti de "La notte della taranta" e altri concerti nella zona.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
- Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
oppure visitare la pagina dettagliata www.taranta.it/ED10-Galatina.htlm
- o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.
L'organizzazione si prefigge di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.
Sono vietate le riprese video delle attività della manifestazione senza esplicita autorizzazione.
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ESTADANZA IN SICILIA
FICARRA (ME)
23 - 29 agosto 2010
54a edizione di Estadanza
Col patrocinio del Comune di Ficarra, del Gruppo Folk "I Nebrodi" di Ficarra e della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari..
ESTADANZA (danza-vacanza) IN SICILIA (I anno)
Scuola di Formazione professionale di insegnanti di balli tradizionali siciliani della UISP Lega Danza
Nel senso comune, quando si parla di danze popolari della Sicilia, si pensa subito alla "tarantella siciliana", quelal che si vede ballare da oltre un centinaio di gruppi folk in costume, con ragazzi che agitano in alto con una mano i tamburelli, con ragazze che sgonnellano agitatamente, con esecuzioni atletiche e complesse coreografie. Tutto questo è un'invenzione spettacolare. In realtà dai primi decenni del XX secolo è stato costruito tale stereotipo dal proliferare di tanti gruppi folkloristici, che hanno finito col creare un linguaggio nuovo, rimasto però solo da palco e mai radicato nel modus saltandi delle festività locali. La ricerca dell'Ass. Taranta, iniziata in Sicilia nel 1986, ha via via documentato un'altra realtà, quella dei balli realmente eseguiti durante le feste, che nella maggior parte dei casi sono le rimanenze di mode aristocratiche ottocentesche. Il ballo, equivalente alle tarantelle delle altre regioni meridionali, viene detto "ballittu", del quale si insegneranno alcuni esempi provenienti da zone diverse. Rigogliose sono in Sicilia le contraddanze, forse la danza più caratteristica dei momenti festivi e sociali dell'isola. Poi esiste una fitta costellazione di balli legati ottocenteschi che la ricca presenza di classi medie nei popolosi centri siciliani ha contribuito a radicarsi. Collaborerà nella didattica dei balli della Sicilia centrale il ricercatore Pino Biondo.
SCUOLA DI FORMAZIONE DI BALLI POPOLARI SICILIANI
DISCIPLINE:
(30 ore di lezioni pratiche e teoriche):
- Etnocoreologia (prof. G.M. Gala, Univ. di Sassari): 6 ore
- Tecnica e Didattica del ballo (T. Biagi, P. Biondo, P. Gala e T. Miniati, ricercatori): scotese, musetta, lanzet, contrananza, ballittu, ballo della cordella, pirullè, ecc. (16 ore)
- Relazioni teoriche di ricerche e studi di etnocoreutica da parte di vari ricercatori (in un apposito convegno di studi) (8 ore).
CORSO DI MUSICA POPOLARE
- Corso di friscalettu (10 ore): ins. G. Becchina.
- Corso di tamburello siciliano (10 ore):
SOGGIORNO
Alloggio: i partecipanti saranno ospitati gratuitamente da Comune di Ficarra nelle aule della scuola elementare munite di letti e servizi. (Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale). Chi vuole può alloggiare a proprie spese in agriturismi locali. Le lezioni di danza si terranno nel Palazzo Busacca. Vitto: i pasti saranno preparati da cuoche locali nella mensa scolastica. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini. Costo giornaliero complessivo 20-22 € (colazione, pranzo e cena).
VISITE, INCONTRI e FESTE: DANZA VACANZA
- Visite artistiche a Cefalù, Palermo e al Parco Nazionale dei Nebrodi.
- FESTIVAL "A CONTRODANZA". 27-28 agosto: concerti e spettacoli di musica e danza popolare siciliana, con esibizione di gruppi musicali e folklorici di danza.
Serenate e musica in piazza le altre sere a cura del Gruppo Folk "I Nebrodi".
- 1° CONVEGNO NAZIONALE sulle danze tradizionali della Sicilia (28 agosto) con docenti universitari, ricercatori e operatori culturali.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
- Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
oppure visitare la pagina dettagliata www.taranta.it/ED10-Ficarra.htlm
- o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.
L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.
Sono vietate le riprese video delle attività della manifestazione, senza esplicia autorizzazione dell'Ass. Taranta.
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LA DIDATTICA DEL BALLO POPOLARE A ESTADANZA
I balli insegnati sono stati appresi per imitazione e insegnamento direttamente dai depositari locali (spesso anziani) dei balli stessi. L'indagine a tappeto permette ai docenti di avere una conoscenza anche comparativa, oltre che analitica.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico vi sarà una contestualizzazione socio-culturale dei repertori nella vita e nella società di provenienza. verranno presentati o consegnati schemi tematici, bibliografie inerenti e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Sul piano metodologico a Estadanza resta fondamentale l'uso dei video documentari di ricerca, mentre si ballerà su musiche registrate sul campo, una chance che pochi altri corsi offrono. L'uso di video inediti - e molto spesso irripetibili perché girati alcuni decenni or sono - permette una possibilità aggiuntiva: apprendere virtualmente dagli esecutori le forme originali di un tempo.
Lo svolgimento del programma didattico dei balli dipende dalla rapidità media di apprendimento degli iscritti; ogni lezione prevede il ripasso di quanto giù studiato.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni estadanzini, a contatto con gente ospitale del posto, mentre per la cucina gli estadanzini si affideranno alla bravura culinaria di cuoche locali.
Insomma i giorni passeranno tra fatiche benefiche, serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi di terre magnifiche... il tutto a prezzi modici.
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DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare
LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.
L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2008 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 30 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici, e soprattutto vista la diffusa abitudine si autoproclamarsi "insegnante di danza popolare" da chiunque voglia, senza alcun controllo delle reali competenze cognitive e didattiche. Nel nostro settore il mercato libero, talvolta selvaggio, detta legge, spesso senza alcuna garanzia per gli utenti.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 7 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2008) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2007) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.
Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta per la prima volta nel 1999 a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.
(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)
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ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA
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Didascalie foto
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Lezione di ballo nella palestra a Penna Sant'Andrea (TE) [1988]. Ballerini tradizionali durante le lezioni di pizzica pizzica e pizzica scherma nei corsi di specializzazione sui balli salentini di Corigliano [2003].
© Taranta
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Ballerini tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano ed esecuzione del laccio d'amore a Penna Sant'Andrea (TE) da parte degli allievi dell'edizione del 2000.
© Taranta
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Suonatori tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 ed gruppo di estadanzini ad Amatrice (RI) nel 1991. Per ben 11 anni il "mastro" di zampogne di Viggiano, Peppe Belviso, ci ha fatto compagnia.
© Taranta
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Ballo nel cortile del castello di Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 e visita a Norcia degli estadanzini di Amatrice nel 1993.
© Taranta
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Lezione di tarantella a Montemarano (AV) e foto di gruppo dei partecipanti a Penna S. Andrea (TE) [1999].
© Taranta
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Lezioni di tarantella montemaranese al Corso di Formazione UISP Lega Danza di Montemarano (AV) nell'estate 1999.
Dimostrazione del ballo della pizzica pizzica a Corigliano (2003).
© Taranta
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Lezione teorica a Buonconvento (SI). Gruppo di canto tradizionale "Li Santandunjre" di Penna Sant'Andrea (TE).
Edizioni 2003 e 2000.
© Taranta
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Banchino delle vendite con Sabina, Linda e il piccolo Matteo. Partecipanti in posa davanti al castello di Corigliano, sede delle lezioni.
Edizione 2006
© Taranta
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Allieve in pausa durante la spiegazione di coreografie e contestualizzazioni. Pausa mensa nella sala dei salesiani.
Edizione 2006
© Taranta
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Lezione di tamburello con Fiore Maggiulli e lezione teorica nella sala multimediale del castello di Corigliano d'Otranto.
Edizione 2006.
© Taranta
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Foto di gruppo dei partecipanti in Salento nel 2005 e lezioni di canto con Cinzia Villani nell'edizione 2006. © Taranta
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Momenti di improvvisazione teatrale nelle pause mensa: lo staf di camerieri di giornata e due famosi specialisti di possessione estatica a Corigliano d'Otranto.
Edizione 2006.
© Taranta
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Raptus musicale alla lezione di organetto (Massimiliano Felice, Mario De Carlo e Franco Moricone. Gruppo in gita ad un eremo sulla Majella duerante due edizioni di Estadanza a San Valentino in Abruzzo.
Edizioni 2007 e 2005.
© Taranta
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TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
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