ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana

Edizione 2009 - XXVI anno, 49°, 50°e 51° incontro

Informazioni
generali
Estadanza 2009:
balli sardi
Ittiri (SS) 16-23 luglio
Estadanza 2009:
tarantelle lucane
Bella (PZ) 8-15 agosto
Estadanza 2009:
pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 16-20 agosto
Edizioni
precedenti

INFORMAZIONI GENERALI
1984-2009: ventisei anni di balli, studi, incontri, amicizie e divertimenti

"Estadanza" è la prima e più longeva rassegna estiva (è nata infatti nel 1984) di studio dei balli tradizionali italiani a contatto con i luoghi di origine e con le fonti vive del ballo popolare.
Le 50 edizioni finora organizzate (a Viggiano e Ruoti in Basilicata, a Torricella Peligna, a Penna S. Andrea, Roccaspinalveti, Rocca Santa Maria e S. Valentino A. C. in Abruzzo, ad Amatrice nel Lazio, a Colliano, a Montemarano e a Cusano Mutri in Campania, a Premilcuore in Emilia e Romagna, a Sorgono e Ittiri in Sardegna, a Galatina, Corigliano d'Otranto e Castrignano dei Greci in Puglia, a Buonconvento in Toscana e a Matelica nelle Marche) hanno portato migliaia di appassionati di musica e danza etnica in diverse regioni per far conoscere da vicino il mondo originale dei balli popolari, a diretto contatto col tessuto socio-culturale da cui nascono i balli e le musiche di tradizione, ed hanno proposto didattiche sperimentali grazie alla presenza di molti validi studiosi di Antropologia Culturale, Etnomusicologia, Etnocoreologia, Antropologia della danza, Educazione Ritmica, Storia delle tradizioni popolari, Storia del tarantismo, Tecnica e Didattica del ballo etnico e ricercatori sul campo di tradizioni popolari (Maurizio Agamennone, Paolo Apolito, Tamara Biagi, Gian Piero Boschero, Federica Calvino Prina, Gerolama Carta Mantiglia, Luigi Chiriatti, Pietro Clemente, Marcello Cofini, Gabriele D'Ajello Caracciolo, Fabio Dei, Domenico Di Virgilio, Ornella Di Tondo, Eugenio Epifani, Serena Facci, Maricarmen Farah, Giuseppe Michele Gala, Adriana Gandolfi, Ernesto Giammarco, Emiliano Giancristofaro, Giuseppina Giovannelli, Giovanni Giuriati, Anka Giurchescu, Roberto Leydi, Roberto Lorenzetti, Carles Mas, Marcello e Marinella Marras, Ada Metafune, Maria Concetta Nicolai, Maurizio Padovan, Alkis Raftis, Silvio Pascetta, Gilberto Pressacco, Gaudenzio Ragazzi, Roberto Raheli, Josè Alberto Sardinha, Alberto Sobrero, Ambrogio Sparagna, Placida Staro, Antonio Tavera, Sergio Torsello, Roberta Tucci, Massimo Zacchi, ecc.). Fra gli istruttori dei corsi tecnici e pratici di balli tradizionali ricordiamo: Tamara Biagi, Katerina Cucugliello, Michele Gallo, Ada Metafune, Tiziana Miniati, Gianni Mereu, Paulina Muller, Albero Restelli, Piero Simula.
"Estadanza", nonostante le tante imitazioni e la forte concorrenza estiva di corsi, festivals e raduni folk degli ultimi anni, mantiene dopo 26 anni di vita la sua indiscussa originalità:
- contatto diretto con la tradizione locale fatta di gente, di rapporti sociali, di condizioni di vita del terriotio, ma anche di dialetto, di canto, di ballo, di musica, di bevute al bar, di racconti, di memorie, ecc.
- immersione nel mondo etnico attuale (con le relative implicazioni, contaminazioni e trasformazioni maturate però nei luoghi di provenienza e di creazione delle forme espressive tradizionali),
- studio dei documenti, critica delle fonti e studio critico e dinamico delle resistenze e delle trasformazioni culturali,
- fruizione di conoscenze dirette basate sui metodi scientifici di lunga ricerca antropolgica sul campo,
- avvio all'etnocoreologia, all'antropologia della danza e all'antropologia culturale,
- corsi di ballo e di strumenti musicali tradizionali,
- feste, convegni, concerti, mostre, teatro popolare e incontri,
- gastronomia tradizionale,
- visite ambientali, artistiche, naturalistiche ed etnografiche,
- conoscenze, amicizie, scambi di esperienze e riflessioni a tutto campo fra i partecipanti.
Dunque, in ogni edizione poche ma serie e selezionate attività per diffondere un sapere demologico in modo divertente, piacevole ed attendibile.

* * *

Didattiche diverse: dall'intrattenimento all'approfondimento
Calcolando che ogni edizione di Estadanza va dai 7 ai 9 giorni di durata, le 50 edizioni complessive sono come più di un anno intero di balli, lezioni e convivenze. Una lunga ma gratificante fatica per gli organizzatori, una duratura occasione di incontri e di apprendimenti per gli "Estadanzini". In questi anni sono state sperimentate metodologie diverse di didattica e di socializzazione: le prime annate negli anni '80 vedevano un'utenza con tanta voglia di stare insieme, di formare gruppo, scherzare, agire e sperimentare insieme. Poi nella prima metà degli anni '90, man mano che cresceva il numero dei centri di interesse e di coloro che si proponevano in ambiente urbano "insegnanti" di ballo popolare, Estadanza si è riempita di insegnanti e operatori del ballo italiano, che vedevano nelle danze riproposte - prelevate direttamente nei contesti tradizionali originari - una preziosa occasione per rifornirsi di repertori da reinsegnare a irradiazione continua. Cogliendo questa nuova e crescente esigenza, è stata istituita dall'Ass. Taranta e dalla UISP Lega Danza la prima Scuola di Formazione per Insegnanti di Danza Popolare Italiana, che dal 1996 continua ad avere adesioni, a fornire varie discipline formative ed a produrre diplomati (finora di 1° livello). Le Estadanze di formazione sono divenute molto impegnative, dense di didattica e ultimamente anche organizzatrici di brevi esperienze di ricerca sul campo. Di fronte al dilagante consumismo del ballo popolare "urbano" e alle invasioni di fruitori del cosiddetto "ballo folk", Estadanza, elevando il livello scientifico, si è trasformata in una sorta di "Scuola di specializzazione" per lo studio e l'apprendimento del patrimonio etnocoreutico. Dopo il 25° anno di vita si vuole tornare un po' alle origini: conoscere divertendosi, praticare comprendendo, educarsi osservando. Estadanza è dunque un campo-scuola di studi demo-etno-antropologici applicati.

* * *

Esplorare i balli della Lucania settentrinale e del Logudoro
Per festeggiare l'inizio del suo sesto lustro Estadanza propone quest'anno due nuove località con rispettive usanze: torna 25 anni dopo in Basilicata, ma nel Potentino settentrionale, e torna in Sardegna, non nel Mandrolisai - come nell'estate del 1997 - ma nel Logudoro. Nuovi repertori coreutici, nuove sonorità ma Un viaggio coreutico, dunque, che continua, come una carovana che viaggiando e incontrando gente e luoghi, esplora balli nuovi, spesso del tutto ignoti alle giovani generazioni locali e agli appassionati. Il punto fisso resta l'insostituibilità dell'indagine sul campo, che ha estratto e documentato il ballare nelle feste degli anziani nei decenni scorsi (e talvolta anche adesso). Chi viene a Estadanza in genere è invitato a spogliarsi di eventuali protagonismi esibizionistici e impara ad ascoltare dialetti diversi, a guardare linguaggi corporei diversi, a ragionare di culture locali e a raffrontarle. Ma Estadanza quest'anno fa il tris: una follia coreutica instancabile
Sembreranno nuovi luoghi, nuovi balli, nuovi ritmi, in realtà tutto già c'era e nei luoghi di questa edizione le impacalture culturali ed espressive della tradizione tengono abbastanza, pur nell'ovvio aggiornamento continuo. Estadanza cerca anche di lavorare insieme alle amministrazioni, alle associazioni e agli studiosi locali per sensibilizzarli sul valore di ciascun patrrimonio, che va innanzitutto tutelato e conosciuto sotto molteplici aspetti.

XXVI Anno - ESTADANZA 2009

SARDEGNA, Ittiri (SS) 16-23 luglio: Danza-vacanza per chi vuole divertirsi fra frenetici balli logudoresi e di altre aree dell'isola
BASILICATA (PZ): 8-15 agosto: Corso di varie tipologie di tarantelle lucane: comandate, a struttura aperta e circolari
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 16-21 agosto: Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale). Storia del Tarantismo


ITTIRI (SS)
16 - 22 luglio

49a edizione di Estadanza

ESTADANZA 2009 A ITTIRI (SS) IN SARDEGNA

La Sardegna è la miniera più ricca della cultura tradizionale in Italia. In realtà bisognerebbe parlare di una cultura propria e specifica, degna di una nazione autonoma. Dal 1977 l'Associazione Culturale “Taranta” di Firenze compie ricerche, produce pubblicazioni, organizza eventi in Sardegna e per la Sardegna. È così che si è ammalata del "mal di Sardegna", una sorta di benefica malattia che come sintomo principale ha una viscerale attrazione per la terra e la cultura sarde. Il profondo e antico senso di ospitalità, il convinto senso di identità, l'orgoglio di appartenenza e la ricchezza delle forme espressive affascinano il folklorista e forniscono ampi terreni di esplorazione e studi all'antropologo. La collaborazione ventennale con il Gruppo Folkloristico "Ittiri Cannedu" (con 35 anni di storia e di un Festival consolidato di folklorismo) permette di arricchire da una parte la rassegna estiva di "Ittiri FolkFesta" e dall'altra il cammino di Estadanza. Le finalità della rassegna sono diverse:
- far conoscere e apprendere praticamente alcuni dei balli del ricco microcosmo etnocoreutico ed etnomusicale sardo,
- avere contatti con i depositari della tradizione,
- far conoscere le altre espressioni del cultura locale, aspetti paesaggistici e artistici della Sardegna
- apprendere i balli direttamente dai depositari locali della tradizione
- incontro con studiosi della cultura sarda
- dibattito tra folklore e folklorismo in Sardegna.

PROGRAMMA DELLE ATTIVITA'

Laboratorio di balli tradizionali sardi:

20 ore di ballo e lezioni teoriche.
Programma didattico dei balli: sa logugoresa, sa dantza logudoresa, ballu viddanovesu, passu della Planargia, passu torrau, ballu tzoppu, s'arroxiada, sa dantza del Madrolisai.

Docenti: balladores sardos dei paesi di provenienza dei balli

CONVIVIA

Incontri con suonatori, cantatori, ballerini e artigiani della zona. Fra un bicchiere, una domanda, una esecuzione in diretta ed un caffè ci si avvicina meglio alla vita del posto, e possono nascere positivi confronti e scambi di esperienze. Contatti con i gruppi folkloristici di varie nazionalità partecipanti Festival, con i quali mangeremo tutti i giorni insieme.

SPETTACOLI

Giovedì 16, Venerdì 17, Sabato 18 e Domenica 19 luglio: Alghero e Ittiri Folk Festa: balli da vedere, musiche da ascoltare e balli da fare in piazza.

OSPITALITÀ

Alloggio
I partecipanti saranno ospitati gratuitamente dall'Amministrazione comunale di Ittiri presso l'edificio della Scuola d'Infanzia con ampie aule munite di bagni e docce, e di una sala per ballare. Portarsi le lenzuola.Possibilità di alloggio a proprie spese in Agritutismi e B&B di Ittiri.

Pasti:
La colazione, il pranzo e la cena saranno consumati presso l'adiacente mensa della scuola elementare, gestita dall'Ass. "Ittiri Cannedu" e dall'Ittiri FolkFesta. I pasti saranno preparati da cuochi locali. Servizio mensa autogestito a turno dagli estadanzini. Scelta collettiva del menù. Costo previsto: 20 € al giorno (comprensivi di colazione, pranzo e cena).

VISITE, INCONTRI e FESTE

Visita ai centri storici di Sassari e Alghero e alla valle dei nuraghes - Pomeriggi al mare. - Serata intensiva di musica popolare sarda: - Proiezione di documentari etnografici. -Dibattiti

PER INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E ISCRIZIONI:
www.taranta.it/ED09-Ittiri.html
Telefonare al n. 055-295178 (pomeriggio), oppure al tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco)

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

A iscrizione avvenuta vi verrà inviato programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.

COMITATO ORGANIZZATORE
Gruppo Folkloristco “Ittiri Cannedu” e Associazione Culturale “Taranta” di Firenze.


UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI

Da 26 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.

Anche la proposta 2009 della XXVI edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove mete da esplorare: si ritorna in Basilicata e in Sardegna, ma in nuove località e presso differenti modi di ballare e di esprimersi. Nella Lucania settentrionale continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo dellaa tarantella meridionale. Fuori della solita "MONTEMARAPIZZICAMURRIATA", cioè fuori dei soliti balli più di moda e più inquinati negli ambienti cosiddetti "folk" (cioè neopizzica, neotammurriata, neomontemaranese e neocalabrese) andremo ad approfondire le notevoli differenze che ci sono fra le tarantelle di una regione che pur se piccola, presenta sottogruppi morfologici diversi dell'ampia famiglia "tarantellara" meridionale: ci si imbatterà con la tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto, ecc.

Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente ed etnograficamente inesatte, abbiamo ritenuto utile portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnocoreutico . Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno.
Oltre ai corsi danza, la manifestazione lucana è arricchita da una prima rassegna del film etnografico lucano e dalla scoperta di aspetti ambientali (paesaggistici e artistici) poco noti, come ad esempio la visita ad alcuni castelli federiciani.

Riprendiamo, dopo averlo interrotto nel 1997, il cammino di conoscenza del complesso mondo dei ballos sardos. La Sardegna, com'è noto, è il bacino geografico più ricco di balli popolari che abbiamo in Italia, ma rappresenta anche una identità culturale propria, particolare e distinta, tanto da configurarsi come un mondo culturale a sé stante. Verranno insegnati balli del Logudoro, della Planargia e del Mandrolisai. Inoltre

I giorni estadanzini dell'estate 2009 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale , artistico ed umano.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai!
Posti limitati
!


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare italiana hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi eventi di musica e ballo. Eppure in questa panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per lo spessore delle iniziative culturali, per la meticolosità didattica dei balli trasmessi, provenienti direttamente da 30 anni di assidua ricerca sul campo e dal clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze nel territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver svolto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono un approccio più scientifico con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).

Cosa scegliere nel 2009

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.

A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale e in parrticolar modo della Basilicata e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione del Potentino, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.

Coloro che invece vogliono avvicinarsi od approfondire il ricco e variegato mondo del ballo sardo, od osservare criticamente e in diretta i depositari vecchi e giovani delle tradizioni della Sardegna (canti, tenores, balli, poesia, ecc.), e in contemporanea immergersi nella spettacolarizzazione del folklore mondiale hanno questa ghiotta occasione di conoscere a Ittiri repertori poco noti. Ai principianti che muovono i primi passi, o vogliono passare dei giorni di impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. In alternativa altri corsi tenuti dalla nostra Associazione ma organizzati da Associazioni locali: il corso di balli abruzzesi che si terrà a fine luglio, in coincidenza con il Majella Etno Festival. o il corso di tarantelle del Gargano del Carpino Folk Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e docenti, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni della rivista Choreola, della collana discografica Ethnica e dei “Quaderni della Taranta”.


ESTADANZA IN BASILICATA

BELLA (PZ)
8 - 15 agosto 2009

50a edizione

TARANTELLE DELLA LUCANIA

Corso specializzato e
Scuola di Formazione per insegnanti di danza popolare lucana

26 anni di Estadanza. Nata in Basilicata nel 1984, ritorna nuovamente in questa regione così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani osservati e documentati sul campo da una meticolosa ricerca che ancora oggi sta scoprendo numerosi esempi di varianti coreutiche locali, segno di una ricchezza di forme espressive che si vanno perdendo per l'immancabile trasformazione di modi e concezioni di vita. L'inventario di musiche e di repertori coreutici della tradizione ha innanzitutto lo scopo di testimoniare la storia delle classi popolari, di approfondirne le creazioni e

Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella "figurata", poco nota negli ambienti folkloristici e di riproposta urbana; si tratta di una creazione coreutica eclettica, che ha incorporato contraddanze sette-ottocentesche di varia provenienza e frammenti di tarantelle più antiche locali.

La ricchezza dei balli tradizionali in Basilicata. Ci saranno lezioni specialistiche sul variegato mondo della danza popolare lucana. La conoscenza dettagliata dei molti balli praticati nella tradizione di una delle regioni più etnocoreuticamente ricche deriva da ventnove anni di ricerca e da una documentazione etnografica attendibile. Verrà esposta una esaustiva radiografia delle abitudini festive delle varie zone della regione, spesso diverse tra loro.

Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (visite e incontri nei comuni della zona).

LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA

DISCIPLINE e DOCENTI

- Antropologia della danza ed etnomusicologia: Giuseppe M. Gala (ore 8).
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (lezioni "applicate" con incontri, conferenze, visite guidate, partecipazione a feste popolari) (ore 6)
Totale delle attività didattiche: ore 30

Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8

REPERTORIO DEI BALLI
I partecipanti apprenderanno i balli della regione: tarantelle figurate, tarantelle in cerchio, tarantelle a quattro, tarantelle in coppia, tarantelle a invito col fazzoletto, lu pichë e palë, il batticulo e la polka figurata.

LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE

- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 8).
- Corso di tamburello: (stile lucano), docente: (ore 6).
- Laboratorio in fieri sul canto popolare: incontro con i cantatori tradizionali e esperienze di canto con loro.

CONVIVIA: incontri con studiosi, personaggi e storie di vita della Lucania.

OSPITALITÀ

Alloggio
- Sistemazione economica: i partecipanti saranno ospitati gratuitamente dall'Amministrazione Comunale di Bella presso gli edifici scolastici muniti di aule con letti, palestra, bagni e docce. Portarsi lenzuola e biancheria personale.
- Sistemazione più confortevole: agriturismo e B&B convenzionati con riduzione di costi. Oppure provvedere in proprio sulla ricezione alberghiera disponibile in loco.

Pasti:
La colazione, il pranzo e la cena saranno consumati nella mensa scolastica adiacente. I pasti saranno preparati da cuoche locali. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini. Costo giornaliero complessivo 20,00 € (colazione, pranzo e cena).

VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali a botteghe artigiane, centri storici e chiese del Potentino e del Melfitano, castello federiciano di Lagopesole. Le serate saranno allietate da vari concerti della zona a base di ballo liscio, quadriglia e tarantelle.

"TARANTELLA BELLA" - FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE

Due serate di concerti di musica popolare dell'Appennino meridionale.

"VIA APPIA ETNOFILM"

Prima rassegna del film etnografico dedicata alle tradizioni lucane. Documentari storici e nuovi lavori di ricerca.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco)

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

A iscrizioni avvenuta vi verrà inviato programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.

Edizione organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Bella. Vietate le riprese video delle attività di Estadanza.


ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
16 - 20 agosto 2009

51a edizione di Estadanza

Col patrocinio culturale del Comune di Galatina, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento.

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (VII anno)
"Officina di pizzica pizzica tradizionale"

Continua per l'ottavo anno consecutivo (2 a Galatina, 5 a Corigliano e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il profilo scientifico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di antropologia nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2009 si differenzia dalle precedenti edizioni per essere più "leggera" con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. .

Il corso di danza è intensivo al mattino, tempo libero nel pomeriggio e concerti la sera in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli; sul piano etnocoreologico i balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuova riadozione e trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 3
Tecnica del ballo (T. Biagi, P. Gala, S. Gala, T. Miniati): ore 13

Totale: ore 20

Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantelle del Gargano; tarantella e quadriglia della Murgia barese.

LABORATORI DIDATTICI DI MUSICA

- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 10 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.

OSPITALITÀ
I partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio di Galatina e in un residence a pagamento economico (10 € a notte), entrambi nel centro storico. Nel vitto gli estadanzini mangeranno nel refettorio del residence a 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). Portarsi le lenzuola.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico. Incontri con portatori della tradizione.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
- Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349

oppure visitare la pagina dettagliata www.taranta.it/ED09-Galatina.htlm
- o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.
Sono vietate le riprese viceo delle attività della manifestazione.

FINALITA' DEL CORSO SALENTINO

Il corso di balli tradizionali di Galatina del 2009 si rivolge a coloro che vogliono approfondire o entrare a contatto più meditato con la cultura pugliese, e vogliono conoscere le forme tradizionali della pizzica pizzica pugliese.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico verranno consegnati schemi tematici, bibliografie e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Video inediti, immagini e suoni arricchiranno l'apprendimento dei contenuti teorici impartiti con serietà e rigore filologico.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni galatinesi, a contatto con la gente ospitale del posto, mentre per la cucina gli estadanzini si affideranno alla bravura culinaria di cuoche locali.Il programma didattico dei balli prevede di apprendere alcuni varianti locali della pizzica salentina, quella della Murgia dei Trulli e poi anche le tarantelle del Gargano e della Murgia barese.
Dunque serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi e una terra magnifica, peraltro a prezzi modici.


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2008 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 30 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici, e soprattutto vista la diffusa abitudine si autoproclamarsi "insegnante di danza popolare" da chiunque voglia, senza alcun controllo delle reali competenze cognitive e didattiche. Nel nostro settore il mercato libero, talvolta selvaggio, detta legge, spesso senza alcuna garanzia per gli utenti.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 7 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2008) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2007) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA

Didascalie foto

Lezione di ballo nella palestra a Penna Sant'Andrea (TE) [1988]. Ballerini tradizionali durante le lezioni di pizzica pizzica e pizzica scherma nei corsi di specializzazione sui balli salentini di Corigliano [2003].

© Taranta

Ballerini tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano ed esecuzione del laccio d'amore a Penna Sant'Andrea (TE) da parte degli allievi dell'edizione del 2000.

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Suonatori tradizionali di pizzica pizzica in Salento a Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 ed gruppo di estadanzini ad Amatrice (RI) nel 1991. Per ben 11 anni lo zampognaro Peppe Belviso ci ha fatto compagnia.

© Taranta

Ballo nel cortile del castello di Corigliano d'Otranto (LE) nel 2002 e visita a Norcia degli estadanzini di Amatrice nel 1993.

© Taranta

Lezione di tarantella a Montemarano (AV) e foto di gruppo dei partecipanti a Penna S. Andrea (TE) [1999].

© Taranta

Lezioni di tarantella montemaranese al Corso di Formazione UISP Lega Danza di Montemarano (AV) nell'estate 1999.

Dimostrazione del ballo della pizzica pizzica a Corigliano (2003).

© Taranta

Lezione teorica a Buonconvento (SI). Gruppo di canto tradizionale "Li Santandunjre" di Penna Sant'Andrea (TE).

Edizioni 2003 e 2000.

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Banchino delle vendite con Sabina, Linda e Matteo. Partecipanti in posa davanti al castello di Corigliano, sede delle lezioni.

Edizione 2006

© Taranta

Allieve in pausa durante la spiegazione di coreografie e contestualizzazioni. Pausa mensa nella sala dei salesiani.

Edizione 2006

© Taranta

Lezione di tamburello con Fiore Maggiulli e lezione teorica nella sala multimediale del castello di Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

© Taranta

Foto di gruppo dei partecipanti in Salento nel 2007 e lezioni di canto con Cinzia Villani nell'edizione 2006. © Taranta

Momenti di improvvisazione teatrale nelle pause mensa: lo staf di camerieri di giornata e due famosi specialisti di possessione estatica a Corigliano d'Otranto.

Edizione 2006.

© Taranta

Raptus musicale alla lezione di organetto (Massimiliano , Mario De Carlo e Franco Moricone. Gruppo in gita ad un eremo sulla Majella duerante due edizioni di Estadanza a San Valentino in Abruzzo.

Edizioni 2007 e 2005.

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