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CARPINO FOLK FESTIVAL
Testo a cura dell'Ass. Cult. Carpino Fol Festival e dell'Ass. Cult. Taranta - © 2007 - [Vietata la riproduzione]
XIII EDIZIONE - AGOSTO 2008
SUONI DI PASSI - Laboratori didattici
FESTAFESTA - Musica e tarantelle tra vicoli e piazze
Carpino 2 - 9 agosto 2007
[programma provvisorio]
CORSO DI BALLO POPOLARE
PUGLIA-LUCANIA andata e ritorno
Musiche e balli tradizionali di due grandi civiltà del sud
Antropologia della danza: prof. Pino Gala
Tecnica del ballo: Pino Gala e Tamara Biagi.
Durata totale: 17 ore
Due grandi e popolose regioni del Sud si confrontano e si espongono con le loro tradizioni e le sopravvivenze di forme espressive plurisecolari. Tracce di "chitarra battente" o "chitarra italiana" anche in Sicilia, ricordanze del mondo zampognaro in Puglia e di una pratica eccellente in Sicilia, scuole liutaie e scotis in entrambe, e poi ancora friscalettu, marranzanu e altri suoni e linguaggi corporei da riscoprire. Tracce di mondi bizantino, normanno, angioino, aragonese, borbonico e italiano da individuare e valorizzare. Per la prima volta vengono presentati, studiati e insegnati in un Laboratorio didattico al Carpino Folk Festival, corredati da una ricca documentazione video e audio.
Repertorio: tarantelle di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, tarantella della Val d'Agri, tarantella "figurata" del Potentino e della valle del Sele, tarantella col fazzoletto, polka fiorata, ecc.
CORSI DI MUSICA POPOLARE
Corso di chitarra battente (repertorio garganico): ins. Roberto Menonna
Corso di tamburello (stile garganico): ins. Antonio Manzo
Corso di tamburello lucano e costruzione di strumenti sonori: ins. (da designare)
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PROGRAMMA
Venerdì 1 agosto 2008
sera: arrivo dei partecipanti e sistemazione logistica
Sabato 2 agosto 2008
h. 11-13: presentazione dei corsi - lezioni di ballo e di musica
h. 13: pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di ballo
h. 21: CarpinoEtnoCinema - presentazione di un film su Andrea Sacco (di G. M. Gala)
h. 22,30: FESTAFESTA: musica e tarantelle tra vicoli e piazze
Domenica 3 agosto 2008
h. 10-12: lezioni di ballo e di musica
h. 12-13: Antropologia della danza e della musica (video)
pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di danza
h. 21: CarpinoEtnoCinema: presentazione di pubblicazioni discografiche
h. 22,30: FESTAFESTA: musica e tarantelle tra vicoli e piazze
Lunedì 4 agosto 2008
h. 9-12: lezioni di ballo e di musica
h. 12-13: Antropologia della danza e della musica (video)
pranzo - siesta
h. 15-19: Escursione: Monte Sant'Angelo, Foresta Umbra e Vico Garganico
h. 21: CarpinoEtnoCinema: presentazione del libro LE TRADIZIONI MUSICALI IN LUCANIA - 1: GLI STRUMENTI di Giuseppe Michele Gala - Incontro con l'autore.
h. 22 CarpinoEtnoCinema: presentazione del film: LA ZAMPOGNA LUCANA, di G. M. Gala.
Martedì 5 agosto 2008
h. 10-12: lezioni di ballo e di musica
h. 12-13: Antropologia della danza e della musica
pranzo - siesta
h. 16-18: lezioni di musica
h. 17-19: lezioni di danza
h. 21,30: CARPINO FOLK FESTIVAL: CONCERTO DI TRADIZIONE
- SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (SA) - Canti, tarantelle e suonate processionali
- SUONATORI DI RUOTI E AVIGLIANO - Canti, tarantelle e quadriglie
- I CANTORI DI CARPINO, serenate e tarantelle alla carpinese
Mercoledì 5 - Sabato 9 agosto
h. 22: CARPINO FOLK FESTIVAL
[programma in fase di allestimento]
Ideazione e direzione artistica del settore didattico-scientifico: Pino Gala e Michele Ortore.
Direttore artistico dell'intera manifestazione: Luciano Castelluccia
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Crediamo che per la vastità della trattazione Internet non sia ancora il luogo giusto per gli approfondimenti su argomenti etnocoreutici, che per il momento solo la ricerca sul campo, il libro o un buon documentario video possono proporre. Abbiamo quindi pensato - insistendo su una metodologia rigorosa di approccio alla danza - di offrire via etere non trattati, ma segnalazioni per approfondire poi lo studio a livello almeno bibliografico sui balli. Il nostro archivio possiede la più grande collezione di films video, libri, stampe e fotografie oggi esistente sulla tarantella (vd. la pagina ADE), il materiale è visionabile solo presso la sede e per appuntamento. Molti giovani universitari e vari studiosi si rivolgono ad esso tesi di laurea o studi monografici. Purtroppo essendo l'Associazione Culturale basata sul volontariato, bisogna aver pazienza e attendere la disponibiltà dei nostri ricercatori.
Per posta elettronica ci vengono posti molti quesiti sui balli tradizionali, purtroppo non abbiamo sempre il tempo di rispondere a tutti, preghiamo quindi, per chi ha interessi superficiali sull'argomeno, di consultare i testi qui consigliati.
Siamo disponibili a compiere ricerche etnografiche e preparare pubblicazioni scientifiche su commissione.
Manuali generali di cultura popolare
DE MARTINO Ernesto, La terra del rimorso, San Casciano, Il Saggiatore, 1976.
DE SIMONE Roberto, Canti e tradizioni popolari in Campania, Roma, Lato Side, 1979.
LEYDI Roberto, Canti popolari italiani, Milano, Mondadori, 1976
LEYDI Roberto, Laltra musica, Giunti Ricordi, 1991.
PIANTA Bruno, Cultura popolare, Milano, Garzanti, 1982.
ROSSI Annabella, DE SIMONE Roberto, Carnevale si chiamava Vincenzo, Roma, De Luca Editore, 1977.
TOSCHI Paolo, Le origini del teatro italiano, Torino, Boringheri, 1979.
© Copyright Associazione Taranta, 1999-2004
© TARANTA 2003
(È assolutamente vietato riprodurre su altre pagine web o su opere a stampa i presenti testi senza le dovute citazioni delle fonti)
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CARPINO E L'ETNOMUSICOLOGIA ITALIANA
Esistono luoghi simbolici, quasi mitici, in ogni settore tematico, in ogni disciplina. Nella storia dell'Etnomusicologia italiana, disciplina specialistica costituitasi ufficialmente solo negli anni 60-70 del XX sec. (ma con preamboli nelle ricerche di Nataletti e Lomax-Carpitella, anni '30 e '50), vi è un luogo che è divenuto una sorta di santuario simbolico dell'«altra musica», nel quale vive una comunità capace di aver creato un linguaggio musicale originalissimo che, per le sue particolarità melodiche, ritmiche e timbriche, hanno incuriosito prima e affascinato dopo musicologi e ricercatori. Carpino è un paese collinare sulle pendici settentrionali del promontorio garganico, affacciato sul lago di Varano e il mare. Di economia ancora principalmente agropastorale (ulivi, fave, grano, mandorle, pastorizia), Carpino si immerge in un tessuto folklorico, quello del Gargano, un tempo particolarmente ricco, perché terra marginale, non di passaggio e lontano dai grandi vettori di trasporto nord-sud e senza una particolare vocazione portuale e marittima.
Ciò che colpisce della musica tradizionale carpinese è soprattutto l'armonica simbiosi creata fra l'uso della voce e lo strumento principale di questa terra: la "chitarra battente". La chitarra battente, suonata principalmente come armonizzazione rismica e arricchita sui suoni gravi dalla "chitarra francese", fa sa supporto e scenario sonoro alla voce, che si esalta in modi diversi, dal "canto di testa" al "canto lamentoso", al canto di accompagnamento al ballo lento. I quattro "modi" più usati dagli esecutori di serenate sono
- alla "montanara" (alla maniera di Monte S. Angelo),
- alla "viestesana" (alla maniera di Vieste),
- alla "rodiana" e "rodianella" (alla maniera di Rodi Garganico).
Era proprio la serenata la grande palestra strumentale e canora degli uomini carpinesi, il rito un tempo molto usato e di grande importanza socio-culturale che richiedeva l'omaggio musicale, l'inventiva poetica nella composizione di testi ex novo o nell'adattamento dei canti esistenti, una buona capacità tecnica strumentale, un complesso rituale di realizzazione. La serenata ha permesso di comporre varie centinaia di testi (strambotti) di canzoni, che rischiano oggi di perdersi. Per fortuna molti documentaristi sono passati da Carpino e hanno fissato su magnetofono o registratore digitale esempi di canti dagli anziani: Lomax e Carpitella, Leydi, De Simone, Gala, Villani, Marini. Un lavoro semiclandestino per pochi appassionati, una perla musicale che ha affascinato per l'originalità e la "orecchiabilità aulica"delle melodie. Un fortunato ripescaggio e il cosciente stravolgimento colto di Roberto De Simone e della Nuova Compagnia di Canto Popolare e poi di Musica Nova, avvenuti negli anni '70, hanno diffuso un modello di canto a serenata Com'eja fari pi ama sta donna in una sorta di tarantella lenta arabeggiante. Poi è arrivata - dopo - a fine anni '90 la notorietà della musica di Carpino: Eugenio Bennato ritorna a Carpino e inizia a farsi accompagnare nei suoi concerti da un gruppo di anziani chiamati "Cantori di Carpino"), anche i giovanissimi restano affascinati dalla vitalità musicale degli anziani e dalla poeticità dei canti. Man mano che gli anni avanzano inesorabilmente e i longevi maestri della musica carpinese pian piano scompaiono o invecchiano sempre più, un gruppo di giovani segue la scia e - pur velocizzando i brani, modificando le linee melodiche e non raggiungendo le caratteristiche timbriche degli anziani - portano in giro i suoni carpinesi.
A Carpino un gruppo di giovani ha creato e conduce da oltre dieci anni con grande riscontro di pubblico un festival della musica di tradizione e contaminazione (Carpino Folk Festival), facendo diventare Carpino un crocevia della musica popolare, con supporto di editoria e cinema.
Ma la situazione reale della conservazione e della pratica della musica etnica a Carpino è ben diversa: l'uso attivo della serenata è quasi del tutto scomparso, la ricerca si è in gran parte arenata e concentrata sempre sugli stessi protagonisti, tarantelle e serenate hanno avuto scarsa presa fra i giovani locali, il ballo della tarantella è scomparso o viene riproposta alterata per scarsa conoscenza delle fonti, le tecniche esecutive musicali nel migliore dei casi vengono acquisite superficialmente da alcuni gruppi musicali dei paesi limitrofi e quasi sempre trasformati, tanto che gli anziani carpinesi non si riconosco più nei nuovi linguaggi musicali. Servirebbe una profonda e diffusa presa di coscienza da parte dei giovani sul rischio della perdita o della riduzione semplificatoria del patrimonio musicale e coreutico. Servirebbe un ritorno degli anziani alle pratiche consuetudinarie con un autorevole ruolo di veri "maestri".
Un festival, un laboratorio di etnodanza e di etnomusica possono servire anche a questo: alla crescita di una comunità e al ripristino di tradizioni interrotte , rese nuovamente funzionali alla società di oggi.
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TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
Tel+fax: +39 055-295178 - Mob. +39 347-5000000
scribe - email
Per inviare contributi: c/cp 26456509 intestato a
Choreola, via Alfani, 51 - 50121 Firenze
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