LA BALLARELLA

Testo a cura di G. M. Gala - © 2005 - [Vietata la riproduzione]

NOTIZIE STORICHE ED ETNOGRAFICHE

La ballarella costituisce una vera e propria famiglia etnocoreutica italiana. Hanno testimoniato la sua presenza le ricerche etnomusicologiche di Alan Lomax e Diego Carpitella del 1954-55 e di Ambrogio Sparagna (1981). Ma sul piano precipuamente etnocoreologico solo negli ultimi 20 anni la ricerca capillare dell'etnocoreologo Pino Gala (con collaborazioni di Tiziana Miniati, e Mazzocco Paolo) sta ridescrivendo una mappatura delle aree di diffusione del modello coreutico chiamato "ballarella" e delle varie tipologie formali in cui esso si manifesta.
Radicata tra il Casertano, il Basso Lazio, la Ciociaria e il Molise appenninico, la ballarella giunge in Abruzzo sin sulle sponde meridionali del fiume Pescara passando per le valli del pendio occidentale della Majella. Mai studiata nei suoi aspetti morfologici e contestuali, si presenta come una tipologia etnocoreutica di cerniera fra l’area della tarantella, della spallata e della saltarella. La maggior parte dei motivi musicali che va sotto il nome di "ballarella" denota una matrice tematica comune e ben connotabile, che è prossima nei modelli più arcaici al fraseggio meloritmico della spallata. Non ha invece - stando all’analisi degli esempi finora da noi documentati - una specifica connotazione coreografica.
Parente stretta di alcune forme di tarantella e di saltarella, la ballarella si manifesta variamente, secondo le zone. Vi è un modello di "altadanza" per lo più ballato in coppia, basata sul ballo frontale, giro grande e giri sottobraccio; della stessa versione vi è un modello danzato a due coppie, più figurato e coreograficamente variato. La versione a "bassadanza" è eseguita con continui giri a passi camminati, con eventuali avanzamenti e indietreggiamenti radiali. La forma a quattro ballerini di questo secondo modello prevede alcune figure eseguite con moderazione motoria e ripeture ciclicamente. Nelle forme in gruppo, quando vengono eseguite molte figurazioni coreografiche, questo possono anche essere comandate da un corifeo.

La ricerca è tuttora in corso per scoprire più varianti possibili sia di musica che di ballo e i risultati finora ottenuti sono incoraggianti. Spesso però bisogna scavare nella memoria sotto decenni di non-pratica regolare dei balli e di un ovvio appannamento della ricchezza e della varietà dei repertori.

[Liberamente tratto e sviluppato dal libretto del CD della collana "Ethnica" - TA025 - "Balli popolari in Abruzzo. Vol. 3: musiche dalla Majella e dalla Val Pescara" - a cura di G. M. Gala, Firenze, Ed. Taranta, 2005].

Proponiamo alcuni cenni di bibliografia sull'argomento:

ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
SULLA BALLARELLA


AA. VV., La lapa, Argomenti di Storia e Letteratura popolare, periodico 1953-1955. Ristampa: Isernia, Marinelli Edtore,199.

AA. VV., La danza tradizionale in Italia, Roma, Cooperativa Biblionova, Roma, Tipografia il Bagatto, 1981.
AA. VV., Utriculus, Bollettino del "Circolo della zampogna", Scapoli 1992-2002.

BRAGAGLIA Anton Giulio, Danze popolari italiane, ENAL, Roma 1950.
SPARAGNA Ambrogio, La tradizione musicale a Maranola, Roma, Bulzoni, 1983.

Periodici, discografia e materiali di documentazione

Culture Musicali (Rivista della Società italiana di etnomusicologia), nn. 7-8, Unicopli, Milano 1985.
Choreola (Rivista di danza popolare italiana), Taranta, Firenze 1991-1999.
Ethnica, collana discografica di danza popolare italiana (a cura di G. M. Gala), Taranta, Firenze 1991-2001.
Albatros, collana discografica di musica popolare (a cura di R. Leydi), Milano, Sciascia Ed. 1973-1991.
Suoni, collana discografica di musica popolare (a cura di D. Carpitella), Roma, Fonit Cetra 1981-1985.

Compact disc di riferimento musicale
della collana "Ethnica"

(con musiche tradizionali originali)

- Balli popolari in Abruzzo. Vol. 3: Musiche dalla Majella e dalla Val Pescara, (a cura di G. M. Gala) collana "Ethnica", TA025, Firenze, Taranta 2005.

Crediamo che per la vastità della trattazione Internet non sia ancora il luogo giusto per gli approfondimenti su argomenti etnocoreutici, che per il momento solo la ricerca sul campo, il libro o un buon documentario video possono proporre. Abbiamo quindi pensato - insistendo su una metodologia rigorosa di approccio alla danza - di offrire via etere non trattati, ma segnalazioni per approfondire poi lo studio a livello almeno bibliografico sui balli.

Manuali generali di cultura popolare
DE MARTINO Ernesto, La terra del rimorso, San Casciano, Il Saggiatore, 1976.
DE SIMONE Roberto, Canti e tradizioni popolari in Campania, Roma, Lato Side, 1979.
LEYDI Roberto, Canti popolari italiani, Milano, Mondadori, 1976
LEYDI Roberto, L’altra musica, Giunti Ricordi, 1991.
PIANTA Bruno, Cultura popolare, Milano, Garzanti, 1982.
ROSSI Annabella, DE SIMONE Roberto, Carnevale si chiamava Vincenzo, Roma, De Luca Editore, 1977.
TOSCHI Paolo, Le origini del teatro italiano, Torino, Boringheri, 1979.
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Siamo disponibili a compiere ricerche etnografiche e preparare pubblicazioni scientifiche su commissione.

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