ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana

Edizione 2011- XXVIII anno, 55°, 56° e 57° incontro

Informazioni
generali
Estadanza 2011:
tarantelle cilentane
Rocca Cil.(SA) 26-31 luglio
Estadanza 2011:
Pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 9-15 ago
Estadanza 2011:
Tarantelle lucane
Lavello (PZ) 16-21 agosto
Altre edizioni
precedenti

XXVIII Anno - ESTADANZA 2011

CAMPANIA, Rocca Cilento (SA): 26-31 luglio: ECO-DANZA: ecologia nel Parco del Cilento e tarantelle locali
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 9-15 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (forma tradizionale) e balli pugliesi. - "TARANTA ETNOFILM": 10 e 11 agosto
BASILICATA, Lavello (PZ): 16-21 agosto: Corsi di tarantelle lucane e balli-gioco. Corsi di musica popolare lucana


ESTADANZA IN BASILICATA

LAVELLO (PZ)
16 - 21 agosto 2011

57a edizione di Estadanza

TARANTELLE DELLA LUCANIA

Corso specializzato e Scuola di Formazione
per insegnanti di danze popolari lucane

BALLI-GIOCO DI TRADIZIONE ITALIANA
per festeggiare l'anniversario dell'Unità d'Italia

27 anni di Estadanza: memoria e patrimoni culturali.
Nata in Basilicata nel 1984, la manifestazione "Estadanza" ritorna nuovamente in questa regione, così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani, grazie ad una vita di ricerche sul campo. Il favoloso viaggio dell'Ass. Taranta nel mondo della danza popolare italiana dura da oltre 30 anni e ancora oggi sta portando alla luce balli del passato di cui si erano perse le tracce, o varianti coreutiche locali di balli già noti. La Basilicata è una terra sorprendente, dietro la "normalità" della vita quotidiana, si nasconde nelle sue viscere sociali una miniera di saperi e forme espressive che denotano la creatività delle comunità agropastorali, i lunghi processi di acquisizione e di trasformazione, e quella maggiore autonomia che ogni comunità determinava rispetto ai modelli dominanti. Oggi molti aspetti di questo immenso patrimonio culturale si vanno progressivamente perdendo per l'immancabile trasformazione delle concezioni e dei modi di vita. Resta alle giovani generazioni locali il dovere morale dello scavo e del recupero delle radici: Maggiori sono le pendici sotterranee che si imbevono di saperi del passato, e maggiori sono le possibilità di una prospera crescita nel futuro. La settimana lucana di Estadanza sarà un'utile occasione per fare una "sorta" di inventario di musiche, danze, canti, usi ed eventi festivi della tradizione lucana, con l'aiuto di esperti e della gente del posto.

Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Anche quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella lucana prendendo in esame alcuni esempi documentati proprio nella zona del Vulture, area che s'incunea fra Puglia nord-barese, foggiano ed Irpinia, risentendone influenze e vicinanze.
La danza è anche un pretesto per conoscere i suoi contesti culturali: le feste, i carnevali, la cucina, la musica, il canto, i dialetti, i modi di pensare e di intendere il mondo.
Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (feste, visite e incontri nei comuni della zona).

Novità dell'edizione 2011 è l'inserimento di un secondo corso di danza parallelo a quello lucano: i balli giocati o i giochi danzati provenienti da varie regioni italiane. Un tema divertente e istruttivo che mette a confronto i bisogni di divertimento sociale attraverso la danza di ogni gente che ha confluito poi nella Nazione Italia.

LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA

DISCIPLINE e DOCENTI

- Antropologia Culturale: prof. Enzo Alliegro (Univ. di Napoli): ore 4.
- Antropologia della danza ed etnomusicologia: prof. Giuseppe M. Gala (Univ. di Sassari): ore 6.
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (incontro di studi sul folklore locale) (ore 2)
Totale delle attività didattiche: ore 24

Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8

REPERTORIO DEI BALLI
Balli lucani: tarantella del Vulture, tarantella della Val d'Agri, pastorale del Pollino a quattro, quadriglia di Lavello, il batticulo e la polka figurata).
Balli-gioco italiani: papagnë, ballo della volpe, ballo dei gobbi, ballo del morto, bella lavanderina, madama dorè, ballo del fiasco, ballo della scopa, ballo dello specchio, ballo dell'ahimè, bellë zambittë, ecc.

LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE

- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 8).
- Corso di tamburello: (stile Val d'Agri e Pollino), docente: Pino Gala (ore 6).

CONVIVIA: conversazioni a tavola con cultori, esecutori e testimoni anziani di tradizioni locali.

OSPITALITÀ

Alloggio e vitto
- Sistemazione convenzionata: I partecipanti saranno ospitati in strutture di mini appartamenti con camere da 3-5 letti e bagno. Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale.
I pasti saranno consumati a prezzo agevolato in un ristorante con doppio menù a scelta. Costo giornaliero complessivo 25,00 € (vitto e alloggio).
- Sistemazione più confortevole: chi vuole, può alloggiare a proprie spese in alberghi e agriturismi locali.
Le lezioni si terranno nei locali di un ex-asilo nel centro storico.

VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali. Festa religiosa e inoltre visite guidate sono previste al centro storico di Lavello, Canosa, Monticchio, Venosa, Ripacandida e Acerenza.
Tavola rotonda sulle tradizioni lucane.
Carnevale estivo lavellese: maschere e festini per emigranti e ospiti.
Festa dell'anziano: una bella serata di ballo liscio.
Concerti serali di musica popolare lucana, serenate per le vie e animazioni con balli-gioco.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobili 347-5000000 (Pino)/ 347-6186994 (Tiziana)/ 349-4312349 (Tamara)
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco)

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

A iscrizione avvenuta verranno inviati ai partecipanti programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.

Edizione organizzata con la preziosa collaborazione del Gruppo Folk "I Fëstëniddë" della Pro Loco e del Comune di Lavello. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza senza esplicita autorizzazione.


LAVELLO:
fra Basilicata e Puglia

Storia
Lavello è un comune di circa 14000 abitanti della provincia di Potenza, posto a 313 mt s.l.m. Nel suo territorio sono stati scoperti alcuni insediamenti preistorici evari ruderi dell'Antica Foretum di epoca romana. Una cospicua mole di ceramica di tipo canosino (ceramica daunia, ceramica di influenza attica, ceramica listata, ceramica ellenistica policroma e fittile) è stata ritrovata in loco. Il suo nome attuale pare derivare da labellum, ossia abbeveratorio, per la sua ricchezza d'acqua, in quanto il centro storico si trova collocato sulle prime propaggini dell'Appennino lucano, appena al limite delle vaste pianure pugliesi, avare d'acqua. Come le campagne pugliesi, anche la zona di Lavello, adagiata in parte sulla riva destra dell'Ofanto, è segnata dalla transumanza dei pastori abruzzesi e molisani che scendevano ogni inverno per trovare pascoli adatti al bestiame. Nell'Alto Medioevo vede la presenza prima dei Longobardi insediatisi nel Ducato di Benevento (qui infatti venne ucciso nell'839 Riccardo, Duca di Benevento) e poi dei Normanni, passando come proprietà agli Altavilla unite perpendicolarmente da vicoli per lo più gradinati ed a forte pendenza). Il castello, ora sede del municipio, è una costruzione di epoca sveva trasformata nel secolo XVII, con facciata che conserva nella parte sinistra una torre semicircolare, un ampio portale d'ingresso e nell'angolo destro un corpo aggettante coronato da loggia. L'edificio accoglie anche un antiquarium in cui si conservano reperti dell' età del ferro, provenienti dalla zona, ceramiche indigene e italo-greche e varie iscrizioni in lingua latina ed ebraica. La Chiesa di Sant'Anna fu rifatta nel secolo XVIII su una fabbrica trecentesca e possiede un'Annunciazione tardo-cinquecentesca dipinta dai napoletani Antonio Stabile e Costantino Stabile. Nel territorio vi sono i resti di una costruzione termale romana e di un sepolcreto paleocristiano. Tra i poersonaggi lavellesi più noti, ricordiamo l'intellettuale meridionalista Giustino Fortunato.


Tradizioni
Il ricercatore Pino Gala si era già recato a Lavello nell'agosto del 1979 per documentare canti e musiche direttamente dagli anziani, nel quadro di una ricerca sulle tradizioni orali legate alla transumanza bracciantile fra Puglia e Basilicata. L'area del Vulture, per la vicinanza ai grandi centri urbani della Puglia e per una recente industrializzazione (stabilimenti FIAT e indotto) è una delle zone della Basilicata che più hanno tralasciato usi ed alcune espressioni del proprio patrimonio tradizionale, ma da alcuni anni c'è una nuova presa di coscienza del valore delle eredità culturale ed esperienziale che proviene dal passato locale. Vi è in Lavello un grande fermento giovanile: vari gruppi musicali dialettali, prolifici di creazioni canore attuali sui metri dei balli "lisci", gruppo folkloristico, rievocazioni di fasi del lavoro contadino, museo della civiltà contadina, ecc.) e gli anziani oggi sono di nuovo "esplorati" nelle loro memorie.

Maschere del carnevale lavellese.
Sorprendentemente, dopo anni di languore del carnevale lavellese, si sta realizzando un rinnovato piacere dei giovani per il mascheramento, il ballo, la socializzazione festiva e il buon vino. Dietro richiesta dei tanti emigrati e degli studenti fuori sede, quest'anno la Pro loco proporrà una sera di carnevale estivo, con vari luoghi privati per ballare e un ferreo regolamento comportamentale per girare da un festino all'altro ed essere accettati dalle famiglie organizzatrici.


DALLE ESTATI DI RICERCA ALL'ESTADANZA:
LA BASILICATA:

STORIE DA RACCONTARE,
SAPERI DA RICORDARE

Da 28 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.
Tra gli anni '70 e '80 andavamo in giro per l'altra Italia, quella nascosta e rinnegata dei contadini, pastori, artigiani e operai, quella delle province più isolate e nascoste, che quasi mai apparivano nella vetrina espositiva dei mezzi di comunicazione di massa. Andavamo per capire lo spessore culturale e il radicamento di memorie e saperi degli strati sociali più infimi, per riscrivere le tante storie di donne e di uomini, di gruppi sociali e di paesi che non appaiono solitamente sui libri di Storia. Non documentavamo solo le suonate o i balli, ma tante manifestazioni che costituivano i profili identitari di ogni comunità.

Anche la proposta 2010, XXVII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e insolita, diremmo quasi esagerata: ben tre località per continuare ad indicare strade meno facili ma più riflessive per capire l'altra Italia. Certo una settimana basta appena per intuire qualche modello culturale o curiosare su alcune espressioni locali, però intanto chi partecipa se ne torna più arricchito di altri perché può immergersi in "culture comunali", cioè microsituazioni di paese della culturalmente florida "Provincia italiana".

28 anni di Estadanza: quando abbiamo cominciato quasi per piacere e per "osservare da vicino" il mondo contadino, molti di coloro che ora si considerano esimi esperti di ballo o di musica popolare non erano ancora nati; allora anche il mondo lucano era diverso. In Basilicata ci è capitato più volte di mangiare nelle case dei pastori o dei contadini in un unico grande piatto centrale, oppure in case fatiscenti, poverissime, quasi vuote e sudice, ma abbellite dal calore della gente che ospitava con sacra religiosità chi cercava di capirli. Oppure andavamo a trovare a piedi nei capanni di montagna suonatori isolatissimi, abbiamo viste feste e vissuto situazioni indicibili, oggi non più ripetibili. Dalle relazioni così frequenti, dalle tante situazioni osservate sono nati cd e libri che hanno contribuito a fare la storia delle tradizioni popolari. La Basilicata poi è una regione imprevedibile, dove tutto sembre sparire e cancellarsi, poi all'improvviso ricompaiono rituali antichi, bisogni di lungo tempo, espressioni depositate nel profondo sociale.

Negli ultimi anni la Lucania sta vivendo una sorta di strano complesso di inferiorità nei confronti della Puglia e soprattutto del Salento leccese: la pizzica e il tarantismo sembra essere un marchio di nobiltà garantita rispetto all'anonima vita da pastori lucani. Invece se i Lucani sapessero quante forme espressive tradizionali sono riusciti a conservare più dei popolosi centri pugliesi, dovrebbero solo inorgoglirsi della propria tenacia nell'iterazione delle proprie espressività. Se si pensa alla zampogna, all'arpa, alla memoria dello stesso tarantismo, ai rituali religiosi di grande complessità, ai matrimoni degli alberi, ecc. ci si accorgerebbe di quanta dovizia espressiva era dotata tale regione.

Per non essere indirettamente causa di invasione indebita in una regione tranquilla, che si vive il suo folklore in santa pace e secondo le dinamiche che le erano proprie, tra abbandoni, sostituzioni e trasformazioni endogene, noi ci muoveremo con grande delicatezza e scrupolosità per capire e non contaminare dall'esterno (o dall'interno come già sta accadendo da parte di alcuni sedicenti esperti di tarantelle e pastorali), in modo che siano le comunità locali, e solo esse, coscienti agenti delle dinamiche culturali locali. Noi
Il fenomeno del folk-revival e del folklorismo è per fortuna contenuto e misurato, ben poca cosa rispetto alle mode e reinvenzioni della pizzica in Salento o alle espropriazioni e manomissioni "urbane" avvenute nell'area della cosiddetta "tammurriata". Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative, e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente e storicamente inesatte, abbiamo ritenuto utile tornare a portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnico lucano, che ha permesso sinora di editare varie pubblicazioni
bibliografiche e discografiche.

La valorizzazione di un repertorio etnocoreutico passa necessariamente attraverso la conoscenza delle diverse forme e dei contesti. Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno. Oltre ai corsi danza locale, la manifestazione di Lavello è arricchita per la prima volta da un corso teorico-pratico sui balli giocati dell'intera tradizione italiana, per festeggiare i 150 anni dell'Unità nazionale; infine vi sono anche corsi musicali di pratica strumentale, che caratterizzano da secoli o da vari decenni la tradizione del luogo.

Continuiamo anche quest'anno, pur nella pienezza delle giornate con varie ore di lezione, a fare esperienza collettiva di visite e conoscenza del territorio: si potranno frequentare anche luoghi d'arte, significativi luoghi religiosi e soprrattutto persone del luogo che parlano della propria cultura e del proprio mondo.

In compenso i partecipanti all'Estadanza lucana possono usufruire di varie pubblicazioni bibliografiche e discografiche, che permetteranno di approfondire i temi stessi dei corsi didattici.

Il corso lucano è valido come Formazione di istruttori generici (cioè di 1° livello) di danza popolare lucana della Lega Danza UISP. Chi intende avvalersene dovrà fare esperienze di ricerca e sostenere un esame mediante relazione scritta e esecuzioni pratiche dei balli impartiti.
Insomma, Estadanza è per chi vuol fare salti di qualità nell'accostarsi alla scoperta del patrimonio tradizionale!


UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI

Da 28 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.

Anche la proposta 2011 della XXVIII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare.

Per la prima volta Estadanza si svolge in Cilento, un'ampia area meridionale della provincia di Salerno. Grazie al prezioso apporto della Legambiente "Cilento verde", il soggiorno è dedicato all'immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e, nel contempo, nelle tradizioni gastronomiche, musicali e coreutiche del territorio. Rocca Cilento e Lustra sono due piccoli centri nei quali è facile familiarizzare con i pochi abitanti e condividere aspetti della vita quotidiana e aspettative. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze sui balli del cilento e della Valle del Sele.

Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.

Si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, Lavello. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale; ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella dell'area del Vulture, cioè della tradizione locale. Vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, dei suoi aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti (come il paese di Orazio, venosa, i laghi di Monticchio, il duomo di Acerenza, la città archeologica della limitrofa Canosa), ma anche etnografici (la festa di S. Rocco) ed umani, con la conoscenza e l'amicizia di personaggi eccellenti del paese.

I giorni estadanzini dell'estate 2011 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che ambientale, sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socio-ambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:


Posti limitati
!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!

BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi nel mondo tradizionale, dove la festa conservava ancora validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per una conoscenza più profonda e diretta delle tradizioni locali, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di oltre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove" documentarie e per una riflessione antropologica sui contesti socio-culturali della danza. L'insegnamento dei balli è accompagnata da pubblicazioni editoriali a riguardo (libri, dischi, ecc.). Insomma la competenza dei docenti, il contatto con anziani depositari della tradizione, le poche attività mirate all'approfondimento teorico ed alla specializzazione tecnica del ballo si coniugano con un clima familiare di accoglienza che favorisce anche i rapporti interpersonali e la conoscenza artistica e ambientale dei territori dove si effettuano i corsi. Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito e critico ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più metodologica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione). Insomma Estadanza è scuola di eccellenza sulla danza popolare italiana.

Cosa scegliere nel 2011

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 2 incontri tutti dedicati al sud. La grande novità sta nell'ECO-DANZA del Cilento, che inizia la terza fase della lunga storia di Estadanza. Natura e tradizioni culturali creano una simbiosi armonica: immergersi nella natura e nella cultura di un territorio accosta i partecipanti ad una dimensione nuova, che si muove fra antropologia e filosofia, tra riflessioni sul passato e le problematiche del nostro presente. Il Cilento è anche un pretesto per muoversi fra tradizioni lucane e campane, di cui questa terra è scrigno. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento.
A chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo, si consiglia la scuola di Formazione in Basilicata, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale. Qui c'è la sorpresa di quest'anno, anniversario dell'Unità d'Italia: un'antologia di balli-gioco provenienti da varie regioni italiane, una simbolico ritrovarsi nel gioco e nel divertimento piacevole!
In alternativa, per chi desidera un'immersione più breve nel ballo popolare, vi è il corso di balli abruzzesi e laziali che si terrà il 5 e 6 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.
• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.


ALBUM FOTOGRAFICO di Lavello (PZ) [© Ass. Taranta 2011]

Veduta aerea di Lavello: si intravedono la parte antica (la lingia sul costone della collina), la parte sette-ottocentesca sulla destra e quella recente sul fondo. Momenti del carnevale lavellese. [Foto di Miniati-Gala. © 2011]
Momenti dei festini durante il carnevale di Lavello. [Foto di Miniati-Gala. © 2011]
Momenti di ricerca domiciliare. [Foto di Miniati. © 2011]
Il castello di Lavello, oggi sede del Municipio: esterno e cortile interno.

TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
Tel+
fax: +39 055-295178 - Mob. +39 347-5000000
scribe - email

Per inviare contributi: c/cp 26456509 intestato a
Choreola, via Alfani, 51 - 50121 Firenze
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