Taranta - centro studi di danza etnica

ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2011 - XXVIII anno, 55°, 56° e 57° incontro
Informazioni
generali
Tarantelle lucane:
Rocca Cilento (SA)
26-31 luglio
Pizzica pizzica
e tarantelle pugliesi:
Galatina (LE) 9-15 agosto
Tarantelle lucane
e balli gioco:

Lavello (PZ) 16-21 agosto
Edizioni
precedenti


XXVIII Anno - ESTADANZA 2011

CAMPANIA, Rocca Cilento (SA): 26-31 luglio: ECO-DANZA: ecologia nel Parco del Cilento e tarantelle locali
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 9-15 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (forma tradizionale) e balli pugliesi. - "TARANTA ETNOFILM": 10 e 11 agosto BASILICATA:
Lavello (PZ): 16-21 agosto: Tarantelle lucane e balli-gioco italiani. Scuola di Formazione UISP Lega Danza

ESTADANZA IN SALENTO
Galatina (LE)
9 - 14 agosto 2011

56a edizione di Estadanza

Col patrocinio culturale del Comune di Galatina, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento.

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (X anno)
"Officina di
pizzica pizzica tradizionale":
la pizzica "legata"

Continua per il decimo anno consecutivo (4 a Galatina, 5 a Corigliano e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il rigoroso profilo etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di Antropologia culturale nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2011 si differenzia dalle precedenti edizioni per una primizia mai offerta sinora: verranno insegnate le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica leccese, che evidenziano una qualche lontana analogia con l'area del saltarello o di alcune forme di tarantella calabrese. Inoltre, come lo scorso anno, sarà un'edizione più "leggera", con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. .

Il corso di danza è intensivo in una metà della giornata e tempo libero nell'altra metà e concerti la sera in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli. Sul piano etnocoreologico sarà posta molta attenzione sulla STORIA DELLE DANZE TRADIZIONALI DELLA PUGLIA. I balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuove invenzioni e di trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI
DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
Antropologia della danza e Storia della danza popolare pugliese (prof. G.
Gala, etnocoreologo): ore 4
Tecnica del ballo (
Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 14
"TARANTA ETNOFILM": rassegna cinematografica su "Musica e religiosità": 6 ore

Totale: ore 28

Repertorio coreutico: pizzica pizzica salentina (di Cutrofiano e Ruffano), le "figure legate" della pizzica pizzica (area grika), scotis di Corigliano d'Otranto; pizzica pizzica, scozio e polka rossa della Murgia dei trulli; tarantelle del Gargano; tarantella e quadriglia della Murgia barese.
Le figurazioni a coppia legata della pizzica pizzica: si ampliano il numero delle varianti del già complesso repertorio della pizzica pizzica tradizionale pugliese [vedi riquadro più in basso]. Agli iscritti verrà inviato il prospetto degli orari delle lezioni dell'intera settimana. Inoltre verranno messe a disposizione testi e schemi, riferimenti bibliografici e cd con musiche originali sui balli pugliesi.

LABORATORI DIDATTICI DI MUSICA

- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 10 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.

OSPITALITÀ
Sistemazione gratuita: i partecipanti alloggeranno gratuitamente nell'ex-orfanotrofio dell'Istituto Immacolata di Galatina (oggi Centro IPA) nel centro storico, in camerate munite di vari letti (servizi comuni, docce in terrazza). Portarsi le lenzuola e biancheria personale.

Altra sistemazione: Galatina e i comuni circostanti offrono anche altre strutture ricettive (alberghi, B&B, appartamenti privati, ecc), chi vuole servirsi di tale soluzione a proprie spese è invitato a prenotare prima possibile. L'organizzazione Estadanza fornirà elenchi di .
Vitto: gli estadanzini mangeranno in ristorante a prezzo convenzionato di 20 € al giorno (colazione, pranzo e cena). I pasti saranno preparati da cuochi locali.

Galatina si può raggiungere con i mezzi pubblici: basta arrivare in treno delle FFSS sino a Lecce, qui si può prendere sia la Ferrovia Sud-Est (direzione Galatina-Gallipoli), sia un autobus di linea.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico ed artistico. I pomeriggi sono dedicati al corso di strumenti musicali. In alcuni pomeriggi sarà possibile organizzarsi per trascorrere insieme ore serene nel bel mare salentino.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza, se non il ripasso finale dei balli appresi da parte degli stessi partecipanti.


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi nel mondo tradizionale, dove la festa conservava ancora validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per una conoscenza più profonda e diretta delle tradizioni locali, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di oltre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove" documentarie e per una riflessione antropologica sui contesti socio-culturali della danza. L'insegnamento dei balli è accompagnata da pubblicazioni editoriali a riguardo (libri, dischi, ecc.). Insomma la competenza dei docenti, il contatto con anziani depositari della tradizione, le poche attività mirate all'approfondimento teorico ed alla specializzazione tecnica del ballo si coniugano con un clima familiare di accoglienza che favorisce anche i rapporti interpersonali e la conoscenza artistica e ambientale dei territori dove si effettuano i corsi. Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito e critico ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più metodologica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione). Insomma Estadanza è scuola di eccellenza sulla danza popolare italiana.

Cosa scegliere nel 2011

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 2 incontri tutti dedicati al sud. La grande novità sta nell'ECO-DANZA del Cilento, che inizia la terza fase della lunga storia di Estadanza. Natura e tradizioni culturali creano una simbiosi armonica: immergersi nella natura e nella cultura di un territorio accosta i partecipanti ad una dimensione nuova, che si muove fra antropologia e filosofia, tra riflessioni sul passato e le problematiche del nostro presente. Il Cilento è anche un pretesto per muoversi fra tradizioni lucane e campane, di cui questa terra è scrigno. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento.
A chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo, si consiglia la scuola di Formazione in Basilicata, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale. Qui c'è la sorpresa di quest'anno, anniversario dell'Unità d'Italia: un'antologia di balli-gioco provenienti da varie regioni italiane, una simbolico ritrovarsi nel gioco e nel divertimento piacevole!

In alternativa, per chi desidera un'immersione più breve nel ballo popolare, vi è il corso di balli abruzzesi e laziali che si terrà il 5 e 6 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.


UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI

Da 28 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.

Anche la proposta 2011 della XXVIII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare.

Per la prima volta Estadanza si svolge in Cilento, un'ampia area meridionale della provincia di Salerno. Grazie al prezioso apporto della Legambiente "Cilento verde", il soggiorno è dedicato all'immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e, nel contempo, nelle tradizioni gastronomiche, musicali e coreutiche del territorio. Rocca Cilento e Lustra sono due piccoli centri nei quali è facile familiarizzare con i pochi abitanti e condividere aspetti della vita quotidiana e aspettative. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze sui balli del cilento e della Valle del Sele.

Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.

Si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, lavello. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale; ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella dell'area del Vulture, cioè della tradizione locale. Vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, dei suoi aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti (come il paese di Orazio, venosa, i laghi di Monticchio, il duomo di Acerenza, la città archeologica della limitrofa Canosa), ma anche etnografici (la festa di S. Rocco) ed umani, con la conoscenza e l'amicizia di personaggi eccellenti del paese.

I giorni estadanzini dell'estate 2011 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che ambientale, sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socio-ambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati
!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!

FIGURE LEGATE NELLA PIZZICA TRADIZIONALE

Più si studiano con l'aiuto dei ballerini anziani i vari modi di ballare la pizzica pizzica di una volta, più si scoprono dettagli formali che avvicinano il ballo apulo-lucano alle più ampie famiglie della tarantella e del saltarello. Il contatto tra i ballerini (per braccia, per mani, ecc.) era usato soprattutto per girare, ma non mancano esempi anche durante il ballo frontale. È probabile che il ballo abbia subìto l'influenza dei balli "borghesi" di sala ottocenteschi, ma certamente forme di contatto erano presenti anche nei secoli precedenti. Si sono osservati sia in Salento che nell'area murgese.


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse all'invenzione ed alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2010 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere settimane intensissime e faticose, ma altamente stimolanti per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già negli anni '70-80 del secolo scorso (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno aveva cominciato nella prima metà degli anni '90 a costruire e mettere in circolazione tra i giovani una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, anzi, potremmo dire, del tutto rinnovata senza aver mai conosciuto a fondo e analizzato i modi del ballare tradizionale salentino. Il risultato è stato quello di una invenzione spettacolare e "televisiva" o folkloristica, mediaticamente più "vendibile" ed attraente ma lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino e dalla moda della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" - in realtà di costume - mai visto in Italia! Oggi la pizzica o "taranta", come viene erroneamente detta, è un ballo di genere, come il tango o i balli di gruppo latino-americani, ed è penetrato in ogni scuola di danza, in television e e nelle discoteche. Pertanto il Salento diventa per gli antropologi ed i sociologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Nel "movimento della pizzica" entrano tanti fattori: bisogni identitari, libertà espressiva, ragioni ideologiche, rivendicazioni sudiste, senso di riscatto, gioco della simulazione erotica, ecc. Molti si sono adoperati per antichizzare il fenomeno: c'è chi vede nel ballo antiche danze magnogreche, chi il nucleo di danze estatiche legate al tarantismo... insomma la pizzica diventa "popolare" perché chiunque dice e fa quello che vuole.
Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva, in realtà si va diffondendo un nuovo modello unico e dominante, che ha affossato le tante pizziche presenti localmente.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 30 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici, e soprattutto vista la diffusa abitudine di autoproclamarsi con troppa facilitù "insegnante di danza popolare" da chiunque voglia, senza alcun controllo delle reali competenze cognitive e didattiche. Nel nostro settore il mercato libero, talvolta selvaggio, detta legge, spesso senza alcuna garanzia per gli utenti.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 7 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi, Miniati, Atzori, Mazzacane, ecc.), tutte figure di competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2011) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico e prossemico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, caratterizzata da un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica attraverso una trasmissione orizzontale, da giovane a giovane.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2007) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo "pizzicarolo" degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


PICCOLO ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA IN SALENTO [© Ass. Taranta 2011]

DIDASCALIE FOTO
Alcune immagini delle precedenti edizioni di Estadanza in Salento dal 2002 al 2006
Interessante è la presenza di anziani portatori della tradizione, che illustrano con piacere le proprie esperienze di vita tradizionale.

TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
Tel+
fax: +39 055-295178 - Mob. +39 347-5000000
scribe - email

Per inviare contributi: c/cp 26456509 intestato a
Choreola, via Alfani, 51 - 50121 Firenze
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