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ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2010- XXVI anno, 52°, 53° e 54° incontro
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Informazioni
generali |
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Estadanza 2010:
tarantelle lucane
Tricarico (MT) 7-15 agosto |
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Estadanza 2010:
Pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 16-21 ago |
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Estadanza 2010:
Balli popolari siciliani
Ficarra (ME) 23-29 agosto |
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Altre edizioni
precedenti
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BASILICATA, Tricarico (MT): 7-15 agosto: Corso di tarantelle, pastorale e balli ottocenteschi, corsi di musica popolare
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 16-20 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale)
e balli pugliesi. Storia del Tarantismo
SICILIA, Ficarra (ME) 23-29 agosto: Danza-vacanza. Corso e Convegno nazionale sui balli popolari siciliani,
festival di balli tradizionali e folkloristici
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TRICARICO (MT)
8 - 15 agosto 2010
52a edizione di Estadanza
TARANTELLE DELLA LUCANIA
Corso specializzato e Scuola di Formazione
per insegnanti di danze popolari lucane
27 anni di Estadanza: memoria e patrimoni culturali.
Nata in Basilicata nel 1984, la manifestazione ritorna nuovamente in questa regione così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani osservati e documentati sul campo da una meticolosa ricerca, che dura da oltre 30 anni e che ancora oggi sta portando alla luce balli del passato di cui si erano perse le tracce, o varianti coreutiche locali di balli già noti. La Basilicata è una terra sorprendente, una miniera che nasconde nelle sue viscere una ricchezza di forme espressive che denota la creatività culturale delle comunità agropastorali, i lunghi processi di acquisizione e di trasformazione, e quella maggiore autonomia che ogni comunità determinava rispetto ai modelli dominanti. Oggi molti aspetti di questo immenso patrimonio culturale si vanno progressivamente perdendo per l'immancabile trasformazione delle concezioni e dei modi di vita. Resta a noi l'obbligo dello scavo e del recupero delle radici: maggiori sono le pendici sotterranee che si imbevono di saperi del passato, e maggiori sono le possibilità di una prospera crescita nel futuro. La settimana lucana di Estadanza sarà un'utile occasione per fare una specie di inventario di musiche, danze, canti, usi ed eventi festivi della tradizione tricaricense, con l'aiuto di esperti e della gente del posto, la quale è molto cosciente di ciò che le appartiene.
Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella materana, poco nota negli ambienti folkloristici e di riproposta urbana; inoltre continueremo l'esplorazione nella tarantella "figurata", si tratta di una creazione coreutica eclettica, che ha incorporato contraddanze sette-ottocentesche di varia provenienza e frammenti di tarantelle più antiche locali.
Tricarico, un paese ricco di tradizioni. Ci saranno lezioni specialistiche sul variegato mondo della danza popolare lucana. La conoscenza dettagliata dei molti balli praticati nella tradizione di una delle regioni più etnocoreuticamente ricche deriva da trent'anni di ricerca e da una documentazione etnografica attendibile. Verrà esposta una esaustiva radiografia delle abitudini festive delle varie zone della regione, spesso diverse tra loro.
Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (visite e incontri nei comuni della zona).
LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA
DISCIPLINE e DOCENTI
- Antropologia Culturale: prof. Ferdinando Mirizzi (Univ. della Basilicata): ore 4.
- Antropologia della danza ed etnomusicologia: prof. Giuseppe M. Gala (Univ. di Sassari): ore 6.
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (relazioni di un incontro di studi sul folklore materano) (ore 4)
Totale delle attività didattiche: ore 30
Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8
REPERTORIO DEI BALLI
I partecipanti apprenderanno i balli della regione: ore (tarantella del Materano, tarantella figurata della Valle del Sele, pizzicantò, pastorale del Pollino a quattro, tarantelle in coppia, tarantella col fazzoletto, lu pichë e palë, il batticulo e la polka figurata).
LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE
- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 8).
- Corso di tamburello: (stile lucano), docente: Antonio Guastamacchia (ore 6).
- Laboratorio in fieri sul canto popolare: incontro con i cantatori tradizionali e esperienze di canto con loro.
CONVIVIA: conversazioni a tavola con cultori, esecutori e testimoni anziani di tradizioni locali.
OSPITALITÀ
Alloggio
- Sistemazione economica: Tricarico è una bella cittadina storica della Valle del Basento (700 s.l.m.). I partecipanti saranno ospitati nelle celle (camere con bagno in camera o esterno) del Convento della Chiesa del Carmine fuori mura, in collaborazione con la Comunità Emmanuel. Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale.
- Sistemazione più confortevole: chi vuole, può alloggiare a proprie spese in agriturismi locali.
Le lezioni si terranno nel Palazzo Ducale.
Pasti:
La colazione, il pranzo e la cena saranno consumati nella mensa scolastica. I pasti saranno preparati da cuoche lucane dell'Ass. Emmanuel. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini. Costo giornaliero complessivo 20,00 € (colazione, pranzo e cena).
VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali. Visite guidate sono previste a Tricarico, Matera, Dolomiti lucane e Acerenza.
Incontro di studio con docenti universitari su tradizioni materane.
Musica in piazza: musica spontanea da parte dei numerosi gruppi musicali tricaricesi, serenate lungo le strade del bel centro storico, improvvisazioni e ascolto di esecutori anziani.
Sfilata delle maschere carnevalesche tradizionali di Tricarico, in una sorta di "carnevale estivo" per emigranti e ospiti.
"FESTIVAL DELLA TARANTELLA" - 13 e 14 agosto: Concerti serali di musica popolare lucana.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco) 
Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.
A iscrizione avvenuta verranno inviati ai partecipanti programmi dettagliati, orari e ulteriori consigli utili per il soggiorno.
Edizione organizzata con la preziosa collaborazione di: Pro Loco e Comune di Tricarico, Provincia di Matera, Associazione Emmanuel, gruppi musicali e studiosi di Tricarico. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza senza esplicita autorizzazione.
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TRICARICO:
investimento sulla tradizione
Storia
Tricarico è un comune di 5.920 abitanti della provincia di Matera, posto a 698 mt s.l.m. Nota come città arabo-normanna, possiede uno dei centri storici medioevali più importanti e meglio conservati della Basilicata. All'interno dell'attuale perimetro della città sono presenti testimonianze archeologiche datate al VI-V secolo a.C. (ritrovamenti nel rione dei Cappuccini, presso il cinquecentesco monastero di Santa Maria delle Grazie) ma la le prime notizie documentate sulla presenza di un abitato risalgono all'epoca dei longobardi, con la presenza di una cittadella fortificata attestata nell'849[5]. Fu in seguito, tra il IX ed il X sec., roccaforte araba e successivamente città fortificata (kastron) bizantina. In seguito fu contea della famiglia normanna dei Sanseverino e sede di comestabilia (comando militare). Dal X secolo è sede dell'omonima diocesi. Nel XV secolo vide la presenza di una consistente comunità ebraica e, nel XVI secolo di una comunità albanese, in concomitanza della presenza, alla guida del feudo, di Erina (o Irina) Castriota Scanderbeg, moglie del principe Pietro Antonio Sanseverino e nipote dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. La sua importanza nel XVII secolo è testimoniata dalla menzione, unica città lucana, nella raccolta di stampe e vedute del Theatrum urbium praecipuarum mundi di G. Braun e F. Hogemberg, pubblicata a Colonia tra il 1572 e il 1618. Innumerevoli sono le emergenze architettoniche religiose e civili presenti nella città, il cui centro storico, composto dai quartieri Civita, Saracena, Ràbata, Monte e Piano, si sviluppa in un perfetto schema "a fuso", tipico delle città medioevali realizzate sui colli. Le strade e vicoli del centro storico sono caratterizzati da un diverso andamento a seconda che ci si trovi nei quartieri arabi della Ràbata e della Saracena (a struttura labirintica, con strade principali, "sh?ri?" in arabo, da cui si dipartono strade secondarie, "darb", che spesso si concludono in vicoli ciechi "zuq?q") o nei quartieri normanni del Monte e del Piano (a pianta regolare, con strade principali parallele unite perpendicolarmente da vicoli per lo più gradinati ed a forte pendenza). Sono presenti diverse aree archeologiche. [Testo dell'Avv. Rocco Stasi, a cui vanno i nostri ringraziamenti - Wikipedia]
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Tradizioni
Per gli appassionati di musica popolare il nome di Tricarico richiama subito la notorietà del gruppo de "I tarantolati di Tricarico", formazione di musica progressiva e di contaminazione, come si direbbe oggi, che faceva sin dal 1977 della musica popolare materana un radicale riadattamento per mediare con i gusti giovanili dell'epoca: abbondanza e persino esasperazione della componente ritmica, riferimento al tarantismo che solo in pochi allora fiutavano come apporto di grande spessore magico-simbolico e, infine, il coraggio di proporre repertori di una regione nota solo agli etnomusicologi e ai demologi.
Per letterati, storici e cultori di questione meridionale il nome di Tricarico si lega allo scrittore e poeta Rocco Scotellaro. Negli ultimi anni Tricarico sta emergendo per gli etnofili (appassionati di folklore e per turisti di eventi etnici) per le belle maschere del suo carnevale.
Maschere del carnevale tricaricense.
«... Le maschere più note ed oggi più rappresentate del carnevale di Tricarico sono quelle che in altri carnevali affini si distinguono come "belli" o "buoni", le "mascaras limpias" della Sardegna: sono i personaggi positivi nel dualismo dei valori esistenziali rappresentato in molti carnevali europei. Si tratta di abbigliamenti trionfali e maestosi della gente comune, che fa della policromia il suo carattere più peculiare; cappello fiorato, manto composto da decine di nastri multicolori e scarponi con gambali, panciotti rossi pluridecorati, calzettoni e brache bianche o nere di lana denotano anche residui di divisa militaresca di alto rango. Ma in loco la simbologia accereditata affidata alla rappresentatività dei personaggi è quella pastorale: le maschere chiare sono chiamate "vacche" e quelle scure "tori". [...] Ma il ritmo ossessivo dei grandi campanacci, oltre a narrare memorie e vicende della transumanza, si collegano all'altra importante funzione carnevalesca di rappresentare il ritorno ciclico della vita nella natura attraverso l'esplosione dei colori, l'estrema vitalità e dinamicità delle maschere e il frastuono cadenzato dei metalli pastorali...»
[Testo di G. M. Gala, tratto da una relazione in fase di pubblicazione - © 2010]
Cara Ninella, Ninuzza, Ninà!
Ma a Tricarico è tutto un popolo ad essere cosciente e legato alle proprie tradizioni: la cucina, le ritualità religiosa, le questue carnevalesche con cubba cubba, le serenate serali, i tanti gruppi musicali giovanili che sorgono spontanei e si tengono sempre in relazione agli anziani, di cui ascoltano consigli e indicazioni, ecc. rappresentano un ricco patrimonio su cui investire per il futuro. La scelta di attivare una serie di appuntamenti estivi di Estadanza ha anche la funzione di ripristinare altre forme come il ballo locale e l'uso dell'organetto.
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DALLE ESTATI DI RICERCA ALL'ESTADANZA:
LA BASILICATA:
STORIE DA RACCONTARE,
SAPERI DA RICORDARE
Da 27 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.
Tra gli anni '70 e '80 andavamo in giro per l'altra Italia, quella nascosta e rinnegata dei contadini, pastori, artigiani e operai, quella delle province più isolate e nascoste, che quasi mai apparivano nella vetrina espositiva dei mezzi di comunicazione di massa. Andavamo per capire lo spessore culturale e il radicamento di memorie e saperi degli strati sociali più infimi, per riscrivere le tante storie di donne e di uomini, di gruppi sociali e di paesi che non appaiono solitamente sui libri di Storia. Non documentavamo solo le suonate o i balli, ma tante manifestazioni che costituivano i profili identitari di ogni comunità.
Anche la proposta 2010, XXVII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e insolita, diremmo quasi esagerata: ben tre località per continuare ad indicare strade meno facili ma più riflessive per capire l'altra Italia. Certo una settimana basta appena per intuire qualche modello culturale o curiosare su alcune espressioni locali, però intanto chi partecipa se ne torna più arricchito di altri perché può immergersi in "culture comunali", cioè microsituazioni di paese della culturalmente florida "Provincia italiana".
26 anni di Estadanza: quando abbiamo cominciato quasi per piacere e per "osservare da vicino" il mitico mondo contadino, molti di coloro che ora si considerano esimi esperti di ballo o di musica popolare non erano ancora nati; allora anche il mondo lucano era diverso. In Basilicata ci è capitato più volte di mangiare nelle case dei pastori o dei contadini in un unico grande piatto centrale, oppure in case fatiscenti, poverissime, quasi vuote e sudice, ma abbellite dal calore della gente che ospitava con sacra religiosità chi cercava di capirli. Oppure andavamo a trovare a piedi nei capanni di montagna suonatori isolatissimi, abbiamo viste feste e vissuto situazioni indicibili, oggi non più ripetibili. Dalle relazioni così frequenti, dalle tante situazioni osservate sono nati cd e libri che hanno contribuito a fare la storia delle tradizioni popolari. La Basilicata poi è una regione imprevedibile, dove tutto sembre sparire e cancellarsi, poi all'improvviso ricompaiono rituali antichi, bisogni di lungo tempo, espressioni depositate nel profondo sociale.
Negli ultimi anni la Lucania sta vivendo una sorta di strano complesso di inferiorità nei confronti della Puglia e soprattutto del Salento leccese: la pizzica e il tarantismo sembra essere un marchio di nobiltà garantita rispetto all'anonima vita da pastori lucani. Invece se i Lucani sapessero quante forme espressive tradizionali sono riusciti a conservare più dei popolosi centri pugliesi, dovrebbero solo inorgoglirsi della propria tenacia nell'iterazione delle proprie espressività. Se si pensa alla zampogna, all'arpa, alla memoria dello stesso tarantismo, ai rituali religiosi di grande complessità, ai matrimoni degli alberi, ecc. ci si accorgerebbe di quanta dovizia espressiva era dotata tale regione.
Per non essere indirettamente causa di invasione indebita in una regione tranquilla, che si vive il suo folklore in santa pace e secondo le dinamiche che le erano proprie, tra abbandoni, sostituzioni e trasformazioni endogene, noi ci muoveremo con grande delicatezza e scrupolosità per capire e non contaminare dall'esterno (o dall'interno come già sta accadendo da parte di alcuni sedicenti esperti di tarantelle e pastorali), in modo che siano le comunità locali, e solo esse, coscienti agenti delle dinamiche culturali locali. Noi
Il fenomeno del folk-revival e del folklorismo è per fortuna contenuto e misurato, ben poca cosa rispetto alle mode e reinvenzioni della pizzica in Salento o alle espropriazioni e manomissioni "urbane" avvenute nell'area della cosiddetta "tammurriata". Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative, e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente e storicamente inesatte, abbiamo ritenuto utile tornare a portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnico lucano, che ha permesso sinora di editare varie pubblicazioni bibliografiche e discografiche.
La valorizzazione di un repertorio etnocoreutico passa necessariamente attraverso la conoscenza delle diverse forme e dei contesti. Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno. Oltre ai corsi danza, la manifestazione di Tricarico è arricchita da corsi di pratica di alcuni strumenti musicali che caratterizzano da secoli o da vari decenni la tradizione del luogo.
Continuiamo anche quest'anno a servirci di una formula apparentemente "leggera", di una settimana di danza-vacanza, nella quale oltre alle lezioni didattiche del mattino e quelle di musica del primo pomeriggio, si potranno frequentare anche luoghi d'arte, significativi luoghi religiosi e soprrattutto persone del luogo che parlano della propria cultura e del proprio mondo.
In compenso i partecipanti all'Estadanza lucana possono usufruire di varie pubblicazioni bibliografiche e discografiche, che permetteranno di approfondire i temi stessi dei corsi didattici.
Il corso lucano è valido come Formazione di istruttori generici (cioè di 1° livello) di danza popolare lucana della Lega Danza UISP. Chi intende avvalersene dovrà fare esperienze di ricerca e sostenere un esame mediante relazione scritta e esecuzioni pratiche dei balli impartiti.
Insomma, Estadanza è per chi vuol fare salti di qualità nell'accostarsi alla scoperta del patrimonio tradizionale!
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UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI
Da 27 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.
Anche la proposta 2010 della XXVII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare: si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, Tricarico. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale. Fuori della solita "Montemarapizzicamurriata", cioè oltre i soliti balli più di moda e più inquinati degli ambienti cosiddetti "folk" (cioè neopizzica, neotammurriata, neomontemaranese e neocalabrese) andremo ad approfondire le notevoli differenze che ci sono fra le tarantelle di una regione che, pur se piccola, presenta sottogruppi morfologici diversi dell'ampia famiglia "tarantellara" meridionale: ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella pastorale a quattro persone. Oltre ai corsi danza, la manifestazione lucana è arricchita da un "Festival della tarantella" e dal carnevale estivo di Tricarico: una sfilata delle belle maschere (vacche e tori policromi) locali, e poi vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, con dalla scoperta di aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti, come i "Sassi" della stupenda Matera.
Per la prima volta Estadanza sbarca in Sicilia: i balli siciliani, su cui la nostra associazione ha già tenuto vari corsi di formazione dal 2002 in poi per i gruppi folkloristici della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari, sono terreno ancora di scoperta, perché più si scava e più emergono repertori vari, soprattutto ottocenteschi. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze e conoscere una terra esuberante e ricca di potenzialità e contraddizioni. Anche qui un Festival dei balli siciliani e "danza-vacanza", cioè giornate al mattino dense di studio, ma con momenti di svago e socializzazione, con visite artistiche ed ambientali per utilizzare al meglio la lunga distanza geografica che penalizza la bella Trinachia.
Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.
I giorni estadanzini dell'estate 2010 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori. Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!
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BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza
Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per luna conoscenza profonda e diretta del mondo tradizionale, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di olre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove documentarie. Insomma competenza degli operatori, unita ad provenienti direttamente da 30 anni clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.
E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.
Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attendibile. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più scientifica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).
Cosa scegliere nel 2010
Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 3 incontri tutti dedicati al sud. e in parrticolar modo della Basilicata e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione del Materano, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.
I principianti che muovono i primi passi e coloro che vogliono avvicinarsi per la prima colta al mondo dei balli siciliani e in contemporanea immergersi nella spettacolarizzazione del folklore hanno l'occasione di conoscere a Ficarra repertori poco noti. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. In alternativa altri laboratori di danza popolare tenuti dalla nostra associazione ma organizzati da associazioni locali: il corso di tarantelle del Gargano del Carpino Folk Festival. (2-5 agosto), oppure il corso di balli abruzzesi che si terrà il 6 e 7 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!
ISCRIZIONI
Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare lanticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata allinizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.
L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.
E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna. LAss. Cult. Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.
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ALBUM FOTOGRAFICO di Tricarico (MT)
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Il carnevale di Tricarico possiede una delle maschere più interessanti della Basilicata: "vacche" e "tori" in movimento paiono rievocare la tradizione della transumanza delle mandrie dalla montagna alla costa o verso le Puglie. [Foto di Miniati-Gala. © 2009-2010] |
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Il carnevale di Tricarico. [Foto di Miniati-Gala. © 2009-2010] |
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Facciata e torre campanaria della cattedrale di Tricarico, La città è anche sede vescovile attiva. [Foto di Stasi. © 2009-2010] |
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Pianta di Tricarico del 1605 e volta della chiesa del Convento del Carmine. [Foto di Stasi. © 2009-2010] |
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La sede scolastica che ospiterà gli estadanzini [Foto di Miniati-Gala. © 2010] |
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TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
Tel+fax: +39 055-295178 - Mob. +39 347-5000000
scribe - email
Per inviare contributi: c/cp 26456509 intestato a
Choreola, via Alfani, 51 - 50121 Firenze
Copyright Taranta © 1999-2011 - Rights reserved
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