ESTADANZA

Laboratorio estivo di danza popolare italiana

Edizione 2010 - XXVII anno, 52°, 53° e 54° incontro

Informazioni
generali
Estadanza 2010:
tarantelle lucane
Tricarico (PZ) 8-15 agosto
Estadanza 2010:
pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 16-21 agosto
Estadanza 2010:
balli siciliani
Ficarra (ME) 23-29 agosto
Altre edizioni
precedenti


XXVII Anno - ESTADANZA 2010

BASILICATA, Tricarico (MT): 7-15 agosto: Corso di tarantelle, pastorale e balli ottocenteschi, corsi di musica popolare
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 16-20 agosto: Danza-vacanza. Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale) e balli pugliesi. Storia del Tarantismo
SICILIA, Ficarra (ME) 23-29 agosto: Danza-vacanza. Corso e Convegno nazionale sui balli popolari siciliani, festival di balli tradizionali e folkloristici


ESTADANZA IN SICILIA
FICARRA (ME)
23 - 29 agosto 2010

54a edizione di Estadanza

Col patrocinio del Comune di Ficarra, del Gruppo Folk "I Nebrodi" di Ficarra e della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari..

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SICILIA
(I anno)
Scuola di Formazione professionale di insegnanti di balli tradizionali siciliani della UISP Lega Danza

Nel senso comune, quando si parla di danze popolari della Sicilia, si pensa subito alla "tarantella siciliana", quella che si vede ballare da oltre un centinaio di gruppi folk in costume, con ragazzi che agitano in alto con una mano i tamburelli, con ragazze che sgonnellano agitatamente, con esecuzioni atletiche e complesse coreografie. Tutto questo è un'invenzione spettacolare. In realtà dai primi decenni del XX secolo è stato costruito tale stereotipo dal proliferare di tanti gruppi folkloristici, che hanno finito col creare un linguaggio nuovo, rimasto però solo da palco e mai radicato nel modus saltandi delle festività locali. La ricerca dell'Ass. Taranta, iniziata in Sicilia nel 1986, ha via via documentato un'altra realtà, quella dei balli realmente eseguiti durante le feste, che nella maggior parte dei casi sono le rimanenze di mode aristocratiche ottocentesche. Il ballo, equivalente alle tarantelle delle altre regioni meridionali, viene detto "ballittu", del quale si insegneranno alcuni esempi provenienti da zone diverse. Rigogliose sono in Sicilia le contraddanze, forse la danza più caratteristica dei momenti festivi e sociali dell'isola. Poi esiste una fitta costellazione di balli legati ottocenteschi che la ricca presenza di classi medie nei popolosi centri siciliani ha contribuito a radicarsi. Collaborerà nella didattica dei balli della Sicilia centrale il ricercatore Pino Biondo.

SCUOLA DI FORMAZIONE DI BALLI POPOLARI SICILIANI

DISCIPLINE:
(30 ore di lezioni pratiche e teoriche):
- Etnocoreologia (prof. G.M. Gala, Univ. di Sassari): 6 ore
- Tecnica e Didattica del ballo (T. Biagi, P. Biondo, P. Gala e T. Miniati, ricercatori): scotese, musetta, lanzet, contrananza, ballittu, ballo della cordella, pirullè, ecc. (16 ore)
- Relazioni teoriche di ricerche e studi di etnocoreutica da parte di vari ricercatori (in un apposito convegno di studi) (8 ore).

CORSO DI MUSICA POPOLARE

- Corso di friscalettu (10 ore): ins. G. Becchina.
- Corso di tamburello siciliano (10 ore): Calogero Emanuele

- Corso di zampogne siciliane (10 ore): Pinello Drago

SOGGIORNO
Alloggio: i partecipanti saranno ospitati gratuitamente da Comune di Ficarra nelle aule della scuola elementare munite di letti e servizi. (Portarsi lenzuola, eventuale coperta e biancheria personale). Chi vuole può alloggiare a proprie spese in agriturismi locali. Le lezioni di danza si terranno nel Palazzo Busacca.
Vitto: i pasti saranno preparati da cuoche locali nella mensa scolastica. Il servizio mensa spetta a turno agli estadanzini. Costo giornaliero complessivo 20,00-22,00 € (colazione, pranzo e cena).

VISITE, INCONTRI e FESTE: DANZA VACANZA

- Visite artistiche a Cefalù, Palermo e al Parco Nazionale dei Nebrodi.
- FESTIVAL "A CONTRODANZA". 27-28 agosto: concerti e spettacoli di musica e danza popolare siciliana, con esibizione di gruppi musicali e folklorici di danza.

Serenate e musica in piazza le altre sere a cura del Gruppo Folk "I Nebrodi".
- 1° CONVEGNO NAZIONALE sulle danze tradizionali della Sicilia (28 agosto) con docenti universitari, ricercatori e operatori culturali.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
- Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866 / 349-4312349

oppure visitare la pagina dettagliata www.taranta.it/ED10-Ficarra.htlm
- o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.

La rassegna di Estadanza a Ficarra è organizzata dall'Ass. Cult. Taranta, dal Gruppo Folk "I Nebrodi" di Nino Indaimo e dall'Amministrazione Comunale di Ficarra (ME).

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.
Sono vietate le riprese video delle attività della manifestazione, senza esplicia autorizzazione dell'Ass. Taranta.


UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI
E RADICI DANZANTI

Da 27 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e di danza popolare italiana.

Anche la proposta 2010 della XXVII edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove ed interessanti mete da esplorare: si ritorna in Basilicata in un centro rinomato per la cultura popolare, Tricarico. Nella Lucania materana continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo della tarantella meridionale. Fuori della solita "Montemarapizzicamurriata", cioè oltre i soliti balli più di moda e più inquinati degli ambienti cosiddetti "folk" (cioè neopizzica, neotammurriata, neomontemaranese e neocalabrese) andremo ad approfondire le notevoli differenze che ci sono fra le tarantelle di una regione che, pur se piccola, presenta sottogruppi morfologici diversi dell'ampia famiglia "tarantellara" meridionale: ci si imbatterà nella tarantella di coppia dalla struttura essenziale, nella tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto e, come ciliegina per la torta, avremo anche una tarantella pastorale a quattro persone. Oltre ai corsi danza, la manifestazione lucana è arricchita da un "Festival della tarantella" e dal carnevale estivo di Tricarico: una sfilata delle belle maschere (vacche e tori policromi) locali, e poi vi sarà la scoperta di una regione quasi ignota alla maggior parte degli italiani e stranieri, con dalla scoperta di aspettti paesaggistici ed artistici sorprendenti, come i "Sassi" della stupenda Matera.

Per la prima volta Estadanza sbarca in Sicilia: i balli siciliani, su cui la nostra associazione ha già tenuto vari corsi di formazione dal 2002 in poi per i gruppi folkloristici della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari, sono terreno ancora di scoperta, perché più si scava e più emergono repertori vari, soprattutto ottocenteschi. Per gli etnocoeofili è un'occasione per ampliare le proprie conoscenze e conoscere una terra esuberante e ricca di potenzialità e contraddizioni. Anche qui un Festival dei balli siciliani e "danza-vacanza", cioè giornate al mattino dense di studio, ma con momenti di svago e socializzazione, con visite artistiche ed ambientali per utilizzare al meglio la lunga distanza geografica che penalizza la bella Trinachia.

Nel mezzo l'ormai fisso appuntamento con la pizzica pizzica e gli altri balli della magnifica Puglia. Ci accoglierà anche quest'anno la barocca (e non solo) Galatina, ricca di monumenti (fra tutti la perla di Santa Caterina) e soprattutto paese altamente simbolico per il tarantismo pugliese, con la sua cappellina delle tarantate dedicata a Santu Paulu. Qui attendono gli estadanzini grandi sudate per balli di forte vitalità, tanti concerti serali de "La notte della taranta", visite artistiche e il gradevole mare salentino.

I giorni estadanzini dell'estate 2010 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche di grande spessore con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale, artistico ed umano di un'altra Italia.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con i depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai! Unico problema:
Posti limitati
!
Quindi affrettarsi ad iscriversi!


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi esempi di musica e ballo. Eppure in questo panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per luna conoscenza profonda e diretta del mondo tradizionale, per l'onestà intellettuale di chi in sommerso continua a ricercare e a studiare fuori dai clamori mediatici, per una lunga esperienza didattica di olre 30 anni, divenuta meticolosa e funzionale, ma soprattutto per l'attendibilità dei repertori trasmessi, sempre confortati da documenti video che fungono da vere "prove documentarie. Insomma competenza degli operatori, unita ad provenienti direttamente da 30 anni clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze sul territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver condotto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia, permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento o da un approccio più attendibile. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono una relazione più scientifica con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare del luogo. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).

Cosa scegliere nel 2010

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale non può quest'anno non venire a Estadanza, 3 incontri tutti dedicati al sud. e in parrticolar modo della Basilicata e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione del Materano, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.
I principianti che muovono i primi passi e coloro che vogliono avvicinarsi per la prima colta al mondo dei balli siciliani e in contemporanea immergersi nella spettacolarizzazione del folklore hanno l'occasione di conoscere a Ficarra repertori poco noti. Chi invece è soggiogato dal fascino della pizzica pugliese, ma vuole saperne di più ed essere guidato nella scoperta del complesso mondo del tarantismo impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. In alternativa altri laboratori di danza popolare tenuti dalla nostra associazione ma organizzati da associazioni locali: il corso di tarantelle del Gargano del Carpino Folk Festival. (2-5 agosto), oppure il corso di balli abruzzesi che si terrà il 6 e 7 agosto, in coincidenza con il Majella Etno Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e dei docenti esterni, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni dei quaderni monografici della collana Choreola-Quaderni della Taranta e della collana discografica Ethnica.


I BALLI SICILIANI

«Fare oggi un discorso sui balli etnici siciliani è cosa davvero ardua. La Sicilia rappresenta nel panorama etnocoreutico italiano una delle zone più desertificate e allo stesso tempo sconosciute. Il popolo siciliano ha conservato ben poco dell'antico patrimonio di danze che alcune fonti storiche riferiscono: le cause di questa apparente "disaffezione" sono da ricercare principalmente in alcuni fattori culturali e storico-sociali. L'abitudine ad essere area di transizione di civiltà diverse, ha fatto si che in campo coreutico la Sicilia si presenti come una delle regioni italiane più aperte a recepire le novità che sono state apportate dalle varie dominazioni: greci, romani, arabi, normanni, spagnoli, francesi, ecc. hanno abituato all'assimilazione del nuovo, soprattutto perché nella regione è sempre stato consistente e forte il ceto medio a causa della diffusa agglomerazione degli abitanti in paesi popolosi; la piccola e media borghesia è storicamente un ceto dinamico e capace di forza propulsiva e di rigenerazione. Con l'avvento periodico di nuove mode coreutiche, la loro assimilazione nella pratica festiva era segno di promozione sociale ed economica. La classe contadina, pastorale e marinara è stata sempre prevalentemente stanziata in grandi centri urbani, pronta anch'essa a lasciarsi influenzare dalle nuove mode musicali dal contatto quotidiano col ceto artigianale. Solo così si spiegherebbe il successo che nel '700 ha ottenuto in Sicilia la contraddanza centro-nordeuropea, più che in altre regioni del Regno delle Due Sicilie. In seguito mai altra regione ha fatto rifiorire ed ha arricchito la pratica della quadriglia come la Sicilia, stessa sorte benevola hanno vissuto le schottish e i balli legati da sala (valzer, polka e mazurka). Grande importanza ha avuto la scuola musicale liutaia che aveva come fruitori soprattutto barbieri, sarti, falegnami, artigiani e commercianti. Altro fattore erodente è stata l'emigazione, che ha lacerato a più riprese interi tessuti sociali, privando spesso le comunità dei migliori suonatori e dei ballerini tradizionali; inoltre la forte tendenza nell'ultimo secolo a spettacolarizzare il fenomeno coreutico ha creato una fitta schiera di gruppi folkloristici che presentano spesso sui palchi un folklore di parata e dei balli del tutto reinventati e falsamente presentati come autenticamente tradizionali.
V'è poi un problema cognitivo: scarse, insufficienti e tardive sono state le ricerche sul campo per documentare la tradizione etnocoreutica siciliana, segno di un'ottica marcatamente umanistica degli studi demologici siciliani che non hanno saputo piegarsi a nuove metodologie di indagine e di analisi per un fenomeno così effimero e deperibile come la danza. Oggi noi sappiamo dalle poche aree esplorate, che i balli etnici più antichi come la tarantella e il balletto venivano ballate in alcune zone sino al secondo conflitto mondiale; tracce di tarantella si trovano ancor oggi sui Peloritani in occasione di feste religiose o parentelari.
La tarantella o balletto (poco chiara è risultata dagli informatori intervistati la differenza fra questi due termini) era una danza generalmente ballata in coppia: potevano eseguirla sia un uomo e una donna, sia due uomini o due donne, all'interno di uno spazio delimitato dagli astanti e dai suonatori: il ballo era costituito da una parte sul posto con passi o "mosse" di una certa perizia e da giri in tondo o sottobraccio. Erano frequenti lo scambio di ballerini, gli incitamenti e le provocazioni del pubblico. In alcune zone la tarantella è stata contaminata dal ballo legato, così che viede detta tarantella una specie di polka "figurata".
La contraddanza era una famiglia di balli basata sulla disposizione a schiere contrapposte dei ballerini: si ballava in numero minimo di quattro fino a otto (talvolta dodici) persone, tutte disposte per coppie miste. Erano previste alcune figure ricorrenti come l'incontro, la catena, il ponte, il passeggio e i giri sottobraccio. La "cuntrananza" era una sorta di nucleo essenziale di quadriglia, infatti anch'essa veniva spesso comandata da "u mastru di ballu". Scarse e insufficienti notizie abbiamo raccolto su un altro ballo attestato sinora solo in Sicilia: la fasola .
Rilevante spazio invece ha avuto dalla metà dell'Ottocento sino al dopoguerra "u scotis", ballo legato in coppia mista con strutturazione rigida di passi codificati. Nella sola Petralia Sottana, ad esempio, abbiamo potuto documentarne quattro varianti. Lo schema di base più frequente è quello di quattro passi da un lato (a sinistra l'uomo e a destra la donna), quattro passi dall'altro lato, poi di nuovo due passi sul primo, due passi sul secondo e un giro legato. Altrove abbiamo trovato anche una particolare forma coreutica, detta anch'essa scotis o scotese, eseguita da tre ballerini (un uomo al centro e due donne ai lati) che si tengono con un fazzoletto: la struttura prevede due parti, i passi in avanti e dietro e i giri con ponti di braccia e passaggi alternati sotto.
Altri interessanti balli tradizionali di rappresentazione si sono conservati in Sicilia, grazie alla loro natura spettacolare, legati entrambi al carnevale e ai riti primaverili: il ballo della cordella e il taratatà. Il primo si esegue ancora oggi a Petralia Sottana (PA) in agosto con annesso corteo nuziale, è un ballo con intreccio di nastri colorati che dodici coppie intrecciano in vario modo attorno ad un palo centrale e che poi, con un percorso identico in direzione opposta sciolgono; il secondo viene rappresentato a maggio a Casteltermini (AG) e consiste nell'unico esempio oggi noto di danza armata in Sicilia, appartenente alla diffusa famiglia coreutica delle moresche, con figure di combattimento eseguite da un gruppo di uomini armati di sciabola ricurva o scimitarra.
Una capillare ricerca sul campo da avviare urgentemente con sistematicità e metodologie adeguate, potrà raccogliere dalla memoria degli anziani nuovi elementi cognitivi, così che il nebbioso quadro del patrimonio dei balli popolari siciliani possa risultare più chiaro, definito e dettagliato.»

Giuseppe Michele Gala, Introduzione al cd "Musica da ballo in Sicilia" a cura di Mario Sarica e Giuliana Fugazzotto - © Taranta 1996.


PICCOLO ALBUM FOTOGRAFICO DI SICILIA

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