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ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2009- XXV anno, 49°, 50° e 51° incontro
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Informazioni
generali |
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Estadanza 2009:
ballo sardos
Ittiri (SS) 16-23 luglio |
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Estadanza 2009:
tarantelle lucane
Bella (PZ) 8-15 ago |
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Estadanza 2009:
Pizzica e balli pugliesi
Galatina (LE) 16-20 agosto |
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Altre edizioni
precedenti
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XXVI Anno - ESTADANZA 2009
SARDEGNA, Ittiri (SS) 16-23 luglio: Danza-vacanza, musiche e balli della Sardegna, festival folkloristico
BASILICATA (PZ): 8-15 agosto: Corso di tarantelle lucane e balli ottocenteschi, corsi di musica popolare
PUGLIA-Salento, Galatina (LE): 16-20 agosto: Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale) e balli pugliesi. Storia del Tarantismo
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BELLA (PZ)
8 - 15 agosto 2009
LE TARANTELLE DELLA LUCANIA
Corso specializzato e di Formazione
26 anni di Estadanza. Nata in Basilicata nel 1984, ritorna nuovamente in questa regione così poco nota e così ricca di tradizioni. Continua il lungo viaggio in carovana attraverso la grande mole dei balli italiani osservati e documentati sul campo da una meticolosa ricerca che ancora oggi sta scoprendo numerosi esempi di varianti coreutiche locali, segno di una ricchezza di forme espressive che si vanno perdendo per l'immancabile trasformazione di modi e concezioni di vita. L'inventario di musiche e di repertori coreutici della tradizione ha innanzitutto lo scopo di testimoniare la storia delle classi popolari, di approfondirne le creazioni e
Le tante tarantelle della Lucania. Per Lucania s'intende un'area geo-culturale più ampia degli attuali confini regionali della Basilicata. Il Cilento, il Vallo di Diano, il massiccio del Pollino e il nord-cosentino esprimono forme espressive abbastanza omogenee. La sua posizione centrale nell'Italia meridionale rispetta anche sul piano sostanziale il ruolo di profonda riserva di tradizioni e di linguaggio espressivi propri e tradizionali. Quest'anno ci affacciamo nel composito mondo della tarantella figurata, poco nota negli ambienti folkloristici e di riproposta urbana; si tratta di una creazione coreutica eclettica, che ha incorporato contraddanze sette-ottocentesche di varia provenienza e frammenti di tarantelle più antiche locali.
La ricchezza dei balli tradizionali in Basilicata. Ci saranno lezioni specialistiche sul variegato mondo della danza popolare lucana. La conoscenza dettagliata dei molti balli praticati nella tradizione di una delle regioni più etnocoreuticamente ricche deriva da ventnove anni di ricerca e da una documentazione etnografica attendibile. Verrà esposta una esaustiva radiografia delle abitudini festive delle varie zone della regione, spesso diverse tra loro.
Le giornate saranno per metà laboratoriali (lezioni di ballo, lezioni teoriche di Antropologia della danza e di Storia delle tradizioni popolari) e per metà itineranti (incontri di folklore sul territorio, visite e contatti nei comuni della zona).
Infine alcuni corsi di strumenti musicali contorneranno ulteriormente la conoscenza delle tradizioni lucane. Ne risulterà nell'insieme una settimana molto intensa di impegni, ma generosa di soddisfazioni e arricchimenti culturali.
LABORATORIO SUI BALLI DELLA BASILICATA
DISCIPLINE e DOCENTI
- Antropologia della danza ed etnomusicologia: Giuseppe M. Gala (ore 8).
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, P. Gala, T. Miniati e ballerini tradizionali (ore 16)
- Storia delle tradizioni popolari: (lezioni "applicate" con incontri, cinematografia etnografica, conferenze, visite guidate, partecipazione a feste o rievocazioni popolari) (ore 6)
Totale delle attività didattiche: ore 30
Per gli allievi della Scuola di Formazione da aggiungere
Esperienze di ricerca etnocoreutica sul campo: ore 8
REPERTORIO DEI BALLI
I partecipanti apprenderanno i balli della regione: tarantelle figurate, tarantelle in cerchio, tarantelle a quattro, tarantelle in coppia, tarantelle a invito col fazzoletto, lu pichë e palë, il batticulo e la polka figurata, quadriglia.
LABORATORIO DI MUSICA POPOLARE
- Corso di organetto: (repertorio di tarantelle lucane), docente: Mario De Carlo (ore 6).
- Corso di tamburello: (stile lucano), docente: (ore 6).
- Laboratorio in fieri sul canto popolare: incontri con i cantatori tradizionali e esperienze di canto con loro.
CONVIVIA: incontri con studiosi, personaggi e storie di vita della Lucania.
OSPITALITÀ
Alloggio
- Sistemazione economica: i partecipanti saranno ospitati gratuitamente dall'Amministrazione comunale di Bella presso la scuola Elementare e Media, munita di letti, bagni e docce. Le lezioni pratiche di ballo si terranno nell'attigua palestra. Le lezioni teoriche in un'aula attrezzata.
- Sistemazione più confortevole: agriturismo e B&B convenzionati con riduzione di costi. Oppure provvedere in proprio sulla ricezione alberghiera disponibile in loco.
Pasti:
La colazione, il pranzo e la cena saranno consumati presso l'adiacente mensa scolastica. I pasti saranno preparati da cuoche locali con ricette tradizionali, il servizio a tavola è a turno a cura dei partecipanti. Costo giornaliero complessivo 20,00 € (colazione, pranzo e cena).
"TARANTELLA BELLA"
FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE
Due serate di concerti di musica popolare dell'Appennino meridionale.
"VIA APPIA ETNOFILM"
Prima rassegna del film etnografico dedicata alle tradizioni lucane. Documentari storici e nuovi lavori di ricerca.
VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite guidate etnografiche, artistiche e ambientali: botteghe artigiane, chiese del Potentino e del Melfitano.
INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE & ISCRIZIONI
Telefonare di pomeriggio al n. 055-295178,
oppure ai tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a (cliccare sull'icona qui a fianco) 
Per iscriversi telefonare per avere la disponibilità di posti, dopo il consenso versare 50 € di acconto su contocorrente postale n. 26456509 indirizzato a: Choreola, Via Alfani, 51 - 50121 Firenze.
A iscrizioni avvenuta vi verranno inviato programmi dettagliati, orari delle attività e dei mezzi pubblici e ulteriori consigli utili per il soggiorno.
Edizione organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco di Bella, dal gruppo folk di Ruoti e da esecutori tradizionali.
Comitato organizzativo: T. Biagi, M. De Carlo, P., S. e L. Gala, T. Miniati, G. Grieco. Sono vietate le riprese video delle attività di Estadanza.
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UN'ALTRA ESTATE DI FERVORI E RADICI DANZANTI
Da 26 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.
Anche la proposta 2009 della XXVI edizione di Estadanza è particolarmente ricca e propone due nuove mete da esplorare: si ritorna in Basilicata e in Sardegna, ma in nuove località e presso differenti modi di ballare e di esprimersi. Nella Lucania settentrionale continua il nostro lungo viaggio nel diversificato mondo dellaa tarantella meridionale. Fuori della solita "MONTEMARAPIZZICAMURRIATA", cioè fuori dei soliti balli più di moda e più inquinati negli ambienti cosiddetti "folk" (cioè neopizzica, neotammurriata, neomontemaranese e neocalabrese) andremo ad approfondire le notevoli differenze che ci sono fra le tarantelle di una regione che pur se piccola, presenta sottogruppi morfologici diversi dell'ampia famiglia "tarantellara" meridionale: ci si imbatterà con la tarantella "comandata", a più figurazioni e più coppie, in tarantelle in coppia, in cerchio, a quattro persone, col fazzoletto, ecc.
Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente ed etnograficamente inesatte, abbiamo ritenuto utile portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnocoreutico . Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno.
Oltre ai corsi danza, la manifestazione lucana è arricchita da una prima rassegna del film etnografico lucano e dalla scoperta di aspetti ambientali (paesaggistici e artistici) poco noti, come ad esempio la visita ad alcuni castelli federiciani.
Riprendiamo, dopo averlo interrotto nel 1997, il cammino di conoscenza del complesso mondo dei ballos sardos. La Sardegna, com'è noto, è il bacino geografico più ricco di balli popolari che abbiamo in Italia, ma rappresenta anche una identità culturale propria, particolare e distinta, tanto da configurarsi come un mondo culturale a sé stante. Verranno insegnati balli del Logudoro, della Planargia e del Mandrolisai. Inoltre
I giorni estadanzini dell'estate 2009 continueranno a sperimentare il ritorno alla formula più amena e godibile della manifestazione:
- tanta pratica del ballo ma selezionata e di approfondimento sugli stili di una medesima regione,
- soppesate dosi di lezioni teoriche con vari e rinomati studiosi di discipline demo-etno-antropologiche,
- infine un arricchimento culturale con maggior osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale , artistico ed umano.
Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con depositari del folklore locale e con i ricercatori.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai!
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BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza
Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare italiana hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi eventi di musica e ballo. Eppure in questa panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per lo spessore delle iniziative culturali, per la meticolosità didattica dei balli trasmessi, provenienti direttamente da 30 anni di assidua ricerca sul campo e dal clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.
E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze nel territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver svolto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.
Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono un approccio più scientifico con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).
Cosa scegliere nel 2009
Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.
A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della tarantella meridionale e in parrticolar modo della Basilicata e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione del Potentino, Sempre in Basilicata possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia immersa nel verde e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.
Coloro che invece vogliono avvicinarsi od approfondire il ricco e variegato mondo del ballo sardo, od osservare criticamente e in diretta i depositari vecchi e giovani delle tradizioni della Sardegna (canti, tenores, balli, poesia, ecc.), e in contemporanea immergersi nella spettacolarizzazione del folklore mondiale hanno questa ghiotta occasione di conoscere a Ittiri repertori poco noti.
Ai principianti che muovono i primi passi, o vogliono passare dei giorni di impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Galatina, in un periodo breve ma intenso di concerti (continua in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento.
In alternativa altri corsi tenuti dalla nostra Associazione ma organizzati da Associazioni locali: il corso di balli abruzzesi che si terrà a fine luglio, in coincidenza con il Majella Etno Festival. o il corso di tarantelle del Gargano del Carpino Folk Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!
ISCRIZIONI
Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare lanticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata allinizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.
L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.
E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.
LAss. Cult. Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e docenti, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni della rivista Choreola, della collana discografica Ethnica e dei Quaderni della Taranta.
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DALLE ESTATI DI RICERCA ALL'ESTADANZA:
STORIE DA RACCONTARE,
SAPERI DA RICORDARE
Da 26 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.
Tra gli anni '70 e '80 andavamo in giro per l'altra Italia, quella nascosta e rinnegata dei contadini, pastori, artigiani e operai, quella delle province più isolate e nascoste, che quasi mai apparivano nella vetrina espositiva dei mezzi di comunicazione di massa. Andavamo per capire lo spessore culturale e il radicamento di memorie e saperi degli strati sociali più infimi, per riscrivere le tante storie di donne e di uomini, di gruppi sociali e di paesi che non appaiono solitamente sui libri di Storia. Non documentavamo solo le suonate o i balli, ma tante manifestazioni che costituivano i profili identitari di ogni comunità.
Anche la proposta 2009, XXVI edizione di Estadanza è particolarmente ricca e insolita, diremmo quasi esagerata: ben tre località per continuare ad indicare strade meno facili ma più riflessive per capire l'altra Italia. Certo una settimana basta appena per intuire qualche modello culturale o curiosare su alcune espressioni locali, però intanto chi partecipa se ne torna più arricchito di altri perché può immergersi in
26 anni di Estadanza: quando abbiamo cominciato quasi per piacere e per "osservare da vicino" il mitico mondo contadino, molti di coloro che ora si considerano esimi esperti di ballo o di musica popolare non erano ancora nati; allora anche il mondo lucano era diverso. In Basilicata ci è capitato più volte di mangiare in quegli nelle case dei pastori o dei contadini in un unico grande piatto centrale, oppure in case fatiscenti, poverisse, quasi vuote e sudice, ma abbellite dal calore della gente che ospitava con sacra religiosità chi cercava di capirli. Oppure andavamo a trovare a piedi nei capanni di montagna suonatori isolatissimi, abbiamo viste feste e vissuto situazioni indicibili, oggi non più ripetibili. Dalle relazioni così frequenti, dalle tante situazioni osservate sono nati cd e libri che hanno contribuito a fare la storia delle tradizioni popolari. La Basilicata poi è una regione imprevedibile, dove tutto sembre sparire e cancellarsi, poi all'improvviso ricompaiono rituali antichi, bisogni di lungo tempo, espressioni depositate nel profondo sociale.
Negli ultimi anni la Lucania sta vivendo una sorta di strano complesso di inferiorità nei confronti della Puglia e soprattutto del Salento leccese: la pizzica e il tarantismo sembra essere un marchio di nobiltà garantita rispetto all'anonima vita da pastori lucani. Invece se i Lucani sapessero quante forme espressive tradizionali sono riusciti a conservare più dei popolosi centri pugliesi, dovrebbero solo inorgoglirsi della propria tenacia nell'iterazione delle proprie espressività. Se si pensa alla zampogna, all'arpa, alla memoria dello stesso tarantismo, ai rituali religiosi di grande arcaicità, ai matrimoni degli alberi, ecc. ci si accorgerebbe di quanta dovizia espressiva era dotata tale regione.
Per non essere indirettamente causa di invasione indebita in una regione tranquilla, che si vive il suo folklore in santa pace e secondo le dinamiche che le erano proprie, tra abbandoni, sostituzioni e trasformazioni endogene, Noi ci muoveremo con grande delicatezza e scrupolosità per capire e non contaminare dall'esterno (o dall'interno come già sta accadendo da parte di alcuni sedicenti esperti di tarantelle e pastorali
Il fenomeno del folk-revival e del folklorismo è per fortuna contenuto e misurato, ben poca cosa rispetto alle mode e reinvenzioni della pizzica in Salento o alle espropriazioni e manomissioni "urbane" avvenute nell'area della cosiddetta "tammurriata". Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente ed etnograficamente inesatte, abbiamo ritenuto utile tornare a portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnico lucano.
La valorizzazione di un repertorio etnocoreutico passa necessariamente attraverso la conoscenza delle diverse forme e dei contesti. Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno. Oltre ai corsi danza, la manifestazione di Bella è arricchita da corsi di pratica di alcuni strumenti musicali che caratterizzano da secoli o da vari decenni la tradizione del luogo
Continuiamo anche quest'anno a servirci di una formula "leggera", (forse solo apparentemente "leggera") di una settimana di danza-vacanza, nella quale oltre alle lezioni didattiche del mattino e quelle di musica del primo pomeriggio, si potranno frequentare anche luoghi d'arte, significativi luoghi religiosi e soprrattutto persone del luogo che parlano della propria cultura e del proprio mondo.
In compenso i partecipanti all'Estadanza lucana possono usufruire di varie pubblicazioni bibliografiche e discografiche, che permetteranno di approfondire i temi stessi dei corsi didattici.
Il corso lucano è valido come Formazione di istruttori generici (cioè di 1° livello) di danza popolare lucana della Lega Danza UISP. Chi intende avvalersene dovrà fare esperienze di ricerca e sostenere un esame mediante relazione scritta e esecuzioni pratiche dei balli impartiti.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai!
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ALBUM FOTOGRAFICO di Bella
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TARANTA
Associazione Culturale Tradizioni Popolari
Via degli Alfani, 51 - 50121 FIRENZE (Italia)
Tel+fax: +39 055-295178 - Mob. +39 347-5000000
scribe - email
Per inviare contributi: c/cp 26456509 intestato a
Choreola, via Alfani, 51 - 50121 Firenze
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