Taranta - centro studi di danza etnica

ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2008 - XXV anno, 46°, 47° e 48° incontro
Informazioni generali Saltarello:
Matelica 23-27 luglio
Pizzica pizzica:
Castrignano (LE) 5-9 agosto
:Ballarella, tammurriata:
Cusano Mutri (BN) 10-16 ago
Edizioni
precedenti

XXV Anno - ESTADANZA 2008

Marche, Matelica (MC) 23-27 luglio: Danza-vacanza per chi vuole divertirsi fra frenetici saltarelli marchigiani
Salento, Castrignano dei Greci (LE): 5-9 agosto: Corso di pizzica pizzica salentina (stile tradizionale). Storia del Tarantismo
Cusano Mutri (BN): 10-16 agosto: Corso di balli popolari del Matese, del Sannio e della Campania: ballarelle, tarantella e tammurriate


Castrignano dei Greci (LE)
5 - 9 agosto 2008

47a edizione di Estadanza

Col patrocinio culturale del Comune di Castrignano dei Greci, anche quest' anno si terrà un breve periodo di studio sulle danze tradizionali del Salento.

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (VII anno)
"Officina di pizzica pizzica tradizionale"

Continua per il settimo anno consecutivo (1 a Galatina, 5 a Corigliano e 1 anno a Castrignano dei Greci) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il profilo scientifico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di antropologia nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2008 si differenzia dalle precedenti edizioni per essere più "leggera" con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. .

Il corso di danza è intensivo al mattino, tempo libero nel pomeriggio e concerti la sera in vari centri della penisola salentina. In questi stessi giorni partono i concerti della Notte della Taranta. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli; sul piano etnocoreologico i balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuova riadozione e trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 3
Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 2
Tecnica del ballo (Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 11

Totale: ore 16

Repertorio coreutico: pizzica pizzica di Cutrofiano e Ruffano, pizzica pizzica e scozio della Murgia dei trulli, quadriglia.

LABORATORI DIDATTICI DI MUSICA

- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 8 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.

OSPITALITÀ
I partecipanti alloggeranno in monolocali e bilocali di un Residence-agriturismo a Castrignano, con 3-5 letti in ogni unità, dotata di bagno e cucina. Nel vitto gli estadanzini provvederanno da sé in ogni nucleo abitativo, ma ci sarà uno spazio refettorio all'aperto sotto un tendone, dove ogni nucleo abitativo porterà le vettovaglie preparate e tutti i partecipanti condivideranno il cibo messo a disposizione. Una formula nuova, originale ed elastica che ci permetterà di risparmiare nella ristorazione. Portarsi le lenzuola.

Costo dell'alloggio: 25 € a notte a persona.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante il breve periodo alcuni sopralluoghi di interesse etnografico. Incontri con portatori della tradizione.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.

* * *

FINALITA' DEL CORSO

Il corso di balli tradizionali di Corigliano del 2008 si rivolge a coloro che vogliono approfondire o entrare a contatto più meditato con la cultura pugliese, e vogliono conoscere le forme tradizionali della pizzica pizzica pugliese.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico verranno consegnati schemi tematici, bibliografie e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Video inediti, immagini e suoni arricchiranno l'apprendimento dei contenuti teorici impartiti con serietà e rigore filologico.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni castrignanesi, a contatto con la gente ospitale del posto, mentre per la cucina gli estadanzini si affideranno alla loro stessa bravura culinaria..
Dunque serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi e una terra magnifica, peraltro a prezzi modici. Unico problema: posti limitati (35-40).


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare italiana hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi eventi di musica e ballo. Eppure in questa panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per lo spessore delle iniziative culturali, per la meticolosità didattica dei balli trasmessi, provenienti direttamente da 30 anni di assidua ricerca sul campo e dal clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze nel territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver svolto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono un approccio più scientifico con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).

Cosa scegliere nel 2008

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione.

A chi vuol conoscere le forme tradizionali del variegato mondo della danza popolare della Campania e a chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia la scuola di Formazione di Cusano Mutri, Sempre a Cusano possono venire coloro che vogliono conoscere questa parte d'Italia (Sannio beneventano e Matese) e fare del turismo intelligente e cultural-ambientale.

Coloro che invece vogliono avvicinarsi od approfondire il mondo del saltarello dell'Itala centrale, od osservare criticamente e in diretta gli ultimi depositari del saltarello marchigiano, hanno questa ghiotta occasione di conoscere a Matelica repertori poco noti. Ai principianti che muovono i primi passi, o vogliono passare dei giorni di impegno ballerino e di svago si consiglia la pizzica pizzica salentina a Castrignano, in un periodo breve ma intenso di concerti (comincia in quei giorni la Notte della Taranta), di mare e di bel Salento. In alternativa altri corsi tenuti dalla nostra Associazione ma organizzati da Associazioni locali: il corso di balli abruzzesi che si terrà a fine luglio, in coincidenza con il Majella Etno Festival. o il corso di ballo del Carpino Folk Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e docenti, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni della rivista Choreola, della collana discografica Ethnica e dei “Quaderni della Taranta”.


UN'ALTRA ESTATE DI SUDORI E RADICI DANZANTI

Da 25 anni Estadanza è ormai una consuetudine per gli appassionati di musica e danza popolare italiana.

Anche la proposta 2008 della XXV edizione di Estadanza è particolarmente ricca e insolita, diremmo quasi esagerata: ben tre località nuove per festeggiare il venticinquennio di vita della manifestazione: per la prima volta Estadanza approda nelle Marche, terra di saltarello e altri balli poco noti. Finora avevamo voluto non accendere i riflettori sul patrionio coreo-musicale marchigiano, per non essere indirettamente causa di invasione indebita in una regione tranquilla, che si vive il suo folklore in santa pace e secondo le dinamiche che le erano proprie, tra abbandoni, sostituzioni e trasformazioni endogene.
Da alcuni anni si stanno organizzando anche in questa regione manifestazioni che prevedono corsi di saltarello. Il fenomeno del folk-revival è per fortuna contenuto e misurato, ben poca cosa rispetto alle mode e reinvenzioni della pizzica in Salento o alle espropriazioni e manomissioni "urbane" avvenute nell'area della cosiddetta "tammurriata". Però, di fronte alle improvvisazioni devianti e etnograficamente non sempre competenti di alcune iniziative e prima che prevalgano anche in questa regione superficialismi , visioni e versioni filologicamente ed etnograficamente inesatte, abbiamo ritenuto utile portare la nostra esperienza di ricerca effettuata in totale silenzio a partire dal 1979 sul patrimonio etnocoreutico marchigiano. Di recente qualcuno si è inventato un sedicente "Comitato per lo studio e la tutela del saltarello marchigiano" nella speranza di avere una designazione UNESCO, senza porsi il problema di quali sono le prassi di riconoscimento. La valorizzazione di un repertorio etnocoreutico passa necessariamente attraverso la conoscenza delle diverse forme e dei contesti. Solo attraverso ricerche etnografiche metodiche e sistematiche e lo studio delle fonti scritte è possibile costituire quel bagaglio di sapere necessario a conoscere il fenomeno. Le Marche rappresentano un terreno fragile di tenuta della tradizione, e le sue tradizioni musicali e coreutiche vanno conosciute con oculatezza e rispetto, per non compromettere le poche fonti attendibili rimaste. Vista la vicinanza e le reciproche influenze con l'Umbria, cercheremo di affrontare anche alcuni repertori coreutici della limitrofa regione.

Oltre ai corsi danza, la manifestazione di Matelica è arricchita da corsi di pratica di strumenti musicali che caratterizzano da alcuni decenni la tradizione del luogo: tamburello (il cembalo locale) e organetto. Un modo ulteriore per gustare la musica della terra marchigiana!

Continua nel contempo lo studio dei balli salentini per il settimo anno consecutivo. Quest'anno abbiamo scelto una formula "leggera", danza-vacanza per poter la mattina apprendere la pizzica pizzica e il pomeriggio andare a gustare gli aspetti artistici e balneari di questa meravigliosa terra che è il Salento.

Continua nel contempo lo studio dei balli campani iniziato già negli anni scorsi (sono state svolte ben 7 edizioni in Campania e 2 edizioni nella Valle del Sele negli anni 1990-91). La Campania si sta rivelando una delle regioni più ricche di balli, anche se molte pratiche sono state abbandonate, resiste una certa memoria, che è oggetto di studio dei nostri ricercatori. la Campania, in un'area del tutto ignota sul piano etnocoreologico, il Matese ed il Sannio.

Oltre ai balli della zona, verrà approfondito il repertorio dei ballo sul tamburo dell'area domiziana (fra zona flegrea e Casertano), che fra tutte le cosiddette "tammurriate" resta attualmente la forma meglio conservata e la più praticata. Ma anche in questo stile non mancano le contaminazioni urbane e le spinte innovative endogene.

I giorni da trascorrere a Cusano sperimenteranno un nuovo modo di fare lezione di Storia delle tradizioni Popolari locali: Meno teoria e più osservazione diretta a 360° sia sul piano storico, che sociale , artistico ed antropologico. Il panorama di offerte didattiche, culturali e socioambientali è arricchito da incontri con depositari del folklore locale e con i ricercatori.

Il corso campano è valido come Formazione di istruttori generici (cioè di 1° livello) di danza popolare campana della Lega Danza UISP.
Insomma, come sempre, Estadanza è per i buongustai!

Posti limitati!


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2006 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 28 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 4 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di grande competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2006) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2006) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


PICCOLO ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA IN SALENTO

DIDASCALIE FOTO
Alcune immagini delle precedenti edizioni di Estadanza in Salento dal 2002 al 2006
Interessante è la presenza di anziani portatori della tradizione, che illustrano con piacere le proprie esperienze di vita tradizionale.

TARANTA
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