ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana

Edizione 2007- XXIV anno, 44° e 45° incontro

Informazioni generali
Estadanza 2007: pizzica
Corigliano (LE) 10-16 agosto
Estadanza 2007: tarantella
Montemarano (AV) 17-23 agosto
Altre edizioni precedenti


XXIV Anno - ESTADANZA 2007

Salento 9-16 agosto: Danza-vacanza per chi vuole divertirsi fra pizziche salentine e tarantelle garganiche, visite artistiche e ambientali - Convegno
Montemarano: 17-23 agosto: Scuola di specializzazione di balli della Campania: tarantella di Montemarano, tammurriata, ecc.


ESTADANZA IN CAMPANIA

MONTEMARANO (AV)
17-23 agosto 2007

45a edizione, VI anno montemaranese

TARANTELLA A MURI'!
Corso di danza, corso di tamburello

Scuola di Formazione UISP Lega Danza
per insegnanti da balli popolari della Campania
(1° livello)

A Montemarano la tarantella non è un reperto archeologico, un ripristino o una pratica per élite, ma un vissuto costante, un pane quotidiano per tutti gli abitanti. La tarantella qui si manifesta Ai partecipanti è preparato un soggiorno ameno con lunghe chiacchierate, serenate e balli notturni, feste nelle campagne circostanti, grandi mangiate alla squisita cucina del cuoco-ballerino Luigi, risvegli notturni a sorpresa con serenate, tarantelle, bevute e cornetti con i montemaranesi, esperienze di ricerca nei paesi limitrofi dell'Irpinia. Insomma sono ben graditi in questa edizione coloro che vogliono studiare, sudare, divertirsi e godere della filosofia epicurea del mondo tradizionale. Ma non mancheranno lezioni specialistiche sul variegato mondo della tarantella campana. Un incontro in un centro vesuviano col ballo sul tamburo, lezioni teoriche, proiezioni di rari film di ricerca e contatto diretto con la tradizione forniranno un impatto pregnante e profondo con la cultura contadina campana.

LABORATORIO SUI BALLI DELLA CAMPANIA

Lezioni teoriche (Etnocoreologia e Storia della danza): ore 3
Lezioni pratiche: ore 18

SCUOLA DI FORMAZIONE DELLA UISP LEGA DANZA
(Settore Danze Etniche) - 1° livello

DISCIPLINE e DOCENTI

- Antropologia culturale: prof. Paolo Apolito (ore 4)
- Antropologia della danza e Metodologia della ricerca: prof. Giuseppe M. Gala (ore 4+3)
- Tecnica di ballo: ins. T. Biagi, G. D'Ajello, P. Gala, T. Miniati, A. Perrotta e ballerini tradizionali (ore 17)
- Storia della danza etnica in Campania: G. Gala (ora 1)
- Didattica: T. Biagi (ora 1)
- Ricerca sul campo: ore 10
Totale delle attività didattiche: ore 40

REPERTORIO DEI BALLI
Tarantella di Montemarano (processionale, in cerchio, a quattro), ballo sul tamburo (detto anche "tammurriata") dei Monti Lattari, tarantella figurata della valle ofantina, tarantella cilentana, bello zampitto.

CONVIVIA: incontri con personaggi e storie di vita di Montemarano.

LABORATORIO MUSICALE
- Corso di tamburello (tecnica montemaranese): ins. Danilo Palmieri.

- Corso di tammurro (stile Monti Lattari): ins. Raffaele Inserra

OSPITALITÀ
I partecipanti saranno ospitati dall'Amministrazione comunale presso l'edificio scolastico del paese, con aule attrezzate di letti, servizi, palestra e docce. I pasti di cucina tradizionale irpina saranno preparati dal cuoco montemaranese Luigi e saranno consumati nel refettorio della scuola. Possibilità di alloggiare a proprie spese in appartamenti privati o in albergo.

VISITE, INCONTRI e FESTE
L'intera settimana - come annunciato sopra - prevede un'intensa attività di visite a, artistiche e ambientali. Incontri con portatori della tradizione, visione guidata di video di ricerca e possibilità di dibattiti accompagneranno il soggiorno a Montemarano. Le serate saranno allietate da vari concerti della zona a base di ballo liscio e tarantelle.

Incontro in trasferta con la comunità di ballatori di un paese dei Monti Lattari.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Telefonare al n. 055-295178, oppure al tel. mobile 347-5000000 / 338-6794866 / 347-6186994
o scrivere a

Edizione organizzata in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Montemarano.


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare italiana hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi eventi di musica e ballo. Eppure in questa panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per lo spessore delle iniziative culturali, per la meticolosità didattica dei balli trasmessi, provenienti direttamente da 28 anni di assidua ricerca sul campo e dal clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze nel territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver svolto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono un approccio più scientifico con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).

Cosa scegliere nel 2007

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione. A chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia il La scuola di Formazione di Montemarano, Sempre a Montemarano si terrà un semplice Laboratorio pratico di danza, per chi vuole solo ballare in modo consono alla tradizione ed ha particolare interesse per la tammurriata e le varie tarantelle della Campania. Coloro che invece vogliono avvicinarsi o approfondire il fenomeno del tarantismo, o osservare criticamente e in diretta la reinvenzione di un ballo giovanile di piazza (la neopizzica) e confrontarla con le forme tradizionali che imparerà al corso, è estremamente utile e benefico venire in Salento, dove potrà chiarirsi le idee ed entrare nella complessità del fenomeno. Ai principianti che muovono i primi passi, o vogliono passare dei giorni di impegno ballerino e di svago si consiglia il il corso di Corigliano oppure in alternativa altri corsi tenuti dalla nostra Associazione ma organizzati da Associazioni locali: il corso di balli balli abruzzesi che si terrà a fine luglio, in coincidenza con il Majella Etno Festival. o il corso di ballo del Carpino Folk Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e docenti, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni della rivista Choreola, della collana discografica Ethnica e dei “Quaderni della Taranta”.

CARNOVALE BALLAVA BALLAVA”:
la lunga tarantella della follia a Montemarano

di Pino Gala


I paesi limitrofi prendono bonariamente in giro i montemaranesi perché li considerano un po' pazzi, così attaccati come sono al loro carnevale e alla tarantella, a cose, cioè, cui già da tempo altre comunità danno scarsa importanza. Un qualche germe di follia collettiva a Montemarano ci deve essere davvero, perché non è un paese “normale”: frequento da oltre 20 anni i montemaranesi e devo dire che un profondo sentore di stranezza si percepisce dai loro discorsi, dalle loro controversie, dalla misurazione dei loro valori dominanti, dal modo di concepire la quotidianità e le relazioni sociali. Si tratta di follia benefica, intrigante, stringente e liberatoria al tempo stesso, erasmiana, pantagruelica. Una follia del mondo alla rovescia. Come se il loro “insano” attaccamento al carnevale avesse pian piano permeato e “carnevalizzato” buona parte della vita del paese. Il forestiero o fugge o resta affascinato, come quando si frequenta un grande artista dal carattere intrattabile.
Se si volesse spiegare in modo schematico quali siano le peculiarità del carnevale di Montemarano rispetto ai tanti altri rituali carnevaleschi della Campania si potrebbero elencare i seguenti ingredienti:
- predominanza del ballo e della musica tra le varie espressioni del carnevale
- competizione e senso di appartenenza alla mascherata
- attaccamento al libero mascheramento, al travestimento, allo stupore caricaturale
- il piacere della tarantella, quasi come filosofia ed emblema della comunità
- la commistione (quasi una compensazione degli opposti) fra ordine e disordine, fra sacro e profano: la processione, le aspersioni di confetti, le figure sacerdotali dei capi ra ballo, ecc.

Il carnevale di Montemarano è un vero laboratorio antropologico in funzione: in esso si confrontano dinamiche diverse: forze della tradizione si misurano con le spinte della modernità. Infatti l'afflusso di curiosi e visitatori non è forza indifferente: affittacamere, commercio, artigianato locale, ristorazione e vendita di prodotti eno-gastronomici sono i primi segni di una penetrazione del folk-turismo che inevitabilmente lascia un segno e smuove interessi, appetiti e aspirazioni. Vincono tuttora i meccanismi interni di gestione del carnevale, perché il carnevale è anche intere settimane preparatorie antecedenti e intere settimane seguenti di commenti, di strascichi e di polemiche fra i montemaranesi. E' proprio il contorno che sorregge il carnevale, la dimensione feriale che si stringe attorno all'evento e lo metabolizza.
Da alcuni anni il paese sta prendendo consapevolezza di questo ruolo: sentirsi osservati, vedere arrivare centinaia di visitatori e folk-ballerini da tutta l'Italia, il ripetersi di convegni, conferenze e servizi televisivi sta creando una esasperata consapevolezza che giunge autocelebrazione e alla mitizzazione delle proprie forme espressive.
Ma se, nonostante tutto, il carnevale di Montemarano tiene e resiste alla turisticizzazione progressiva delle antiche ritualità, probabilmente dipende dalla natura stessa della tarantella e da come il popolo montemanarese si identifica con essa. Tutto questo continuo stupore e l'incalzante riscoperta dei balli e della musica del sud, così di moda tra i giovani, sorprende la gente di queste parti perché per loro è quotidianità, è acculturazione continua. Mentre crea più fastidio e talvolta rabbia il propagarsi nei paesi vicini delle stesse suonate e delle stesse forme di tarantella, letteralmente mutuate da quelle elaborate dai montemaranesi e che creano concorrenza scorretta e falsi d'autore.
Insomma è un film lungometraggio che ancora non ci siamo stancati di vedere, perché sempre un po' sorprendente.

TARANTELLA A MURI'

Montemarano è, dunque, il paese della più folle, lunga e complessa tarantella che si può notare oggi nella tradizione italiana (di pari complessità c'è oggi solo la tarantella "riggitana"). La tarantella montemaranese diventa processionale di giorno per le vie del paese, in cerchio, in coppia o a quattro la sera fino a notte nei tre giorni di carnevale. Tutti si riversano per le strade canoniche dove confluiscono i mascherati e si lasciano trasportare dal penetrante e sconvolgente fascino dei “suoni”: clarino, fisarmonica, tamburello e castagnette sono oggi il segno di una evoluzione del gusto musicale, infatti la ciaramella pare sia andata in crisi quando negli anni ‘40-‘50 un certo 'Mbrusino, suonatore di banda, ha adattato su clarinetto e ampliato i fraseggi melodici della ciaramella, apportando così una profonda trasformazione nel modo di concepire la musica per tarantella e nel modo di ballarla. Dopo aver sostituito la zampogna con l'organetto, a Montemarano si sono poi imposte le scale temperate e cromatiche della fisarmonica.
Montemarano è oggi per etnocoreologi ed etnomusicologi un interessantissimo laboratorio di osservazione su scala nazionale: una tradizione popolare viva sa evolversi controllando e gestendo le dinamiche ed i cambiamenti al proprio interno, in conformità alle proprie concezioni e funzionalità. Musica e danze vengono continuamente elaborate senza perdere i tratti di una propria identità. La tarantella montemaranese sotto l’aspetto musicale è un ampio raccoglitore di temi melodici e canori della zona, ma si è lasciata anche beneficamente influenzare da altre correnti musicali senza perdere la sua connotazione originaria. Inoltre la musica sa pienamente adattarsi alle esigenze del ballo: la suonata della tarantella processionale, ad esempio, sa essere più lenta di quella di sala e sceglie motivi pacati o briosi secondo la conformazione della strada percorsa dalla mascherata. La musica che si piega al ballo, il ballo che si plasma al terreno battutto dai piedi: un magnifico esempio di osmosi funzionale.
Un popolo che balla, il ballo come anima di un popolo: questa fama è riconosciuta e apprezzata in tutta l’Irpinia, tanto che oggi Montemarano è per antonomasia “il paese della tarantella”.

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ALBUM FOTOGRAFICO di ESTADANZA a MONTEMARANO

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