Taranta - centro studi di danza etnica

ESTADANZA
Laboratorio estivo di danza popolare italiana
Edizione 2007 - XXIV anno, 44° e 45° incontro

XXIV Anno - ESTADANZA 2007

Salento 10 - 16 agosto: Scuola di approfondimento su pizzica pizzica e altri balli tradizionali pugliesi - Incontri, concerti, visite
Campania: 17-22 luglio: Scuola di formazione UISP Lega danza - Balli tradizionali della Campania


Corigliano d'Otranto (LE)
10 - 16 agosto

44a edizione di Estadanza

Col patrocinio culturale del Comune di Corigliano d'Otranto anche quest' anno si terrà una settimana di studio sulle danze tradizionali del Salento.

ESTADANZA (danza-vacanza) IN SALENTO (VI anno)
"Officina di tradizioni popolari pugliesi e meridionali"

Continua per il sesto anno consecutivo (1 a Galatina e 5 a Corigliano) la positiva esperienza dei laboratori didattici sulle espressioni musicali e coreutiche della cultura tradizionale pugliese, che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani provenienti dalla Puglia, da varie regioni italiane e dall'estero. In questi anni il Laboratorio si è contraddistinto dai tanti corsi di "neo-pizzica" per la sua serietà d'impostazione, per il profilo scientifico ed etnografico e per la partecipazione di validi esperti di tradizioni salentine, di tarantismo e di antropologia nel ruolo di docenti. L'Officina di tradizioni coreo-musicali 2007 si distingue dalle precedenti edizioni per essere più "leggera" con spazi pomeridiani per escursioni al mare e visite ai tanti bei paesi del Salento. Il minor impegno didattico viene però compensato da due giorni intensi di Convegno sulla danza etnica del 13 e 14 agosto. Le attività didattiche si svolgeranno presso il bel Castello e l'Istituto Salesiano di Corigliano d'Otranto.
L'edizione 2007 di Corigliano propone un ulteriore salto di qualità ampliando le proprie offerte formative sul folklore pugliese e intende avviare degli studi comparativi su tradizioni analoghe di altre aree della Puglia e del sud.

Il corso di danza è intensivo e ricco sia di lezioni tecniche di ballo che di lezioni teoriche. I balli saranno insegnati nelle forme tradizionali osservate dagli anziani e documentate durante la ricerca; sul piano teorico le lezioni verteranno ad illustrare le radici storiche del tarantismo e le questioni teoriche che il fenomeno ha sollevato nei secoli; sul piano etnocoreologico i balli pugliesi verranno analizzati nella loro tipologia formale e antropologica, senza cedere alla retorica - oggi così di moda - e alle suggestioni classicheggianti, parallelamente si cercherà di comprendere i meccanismi di nuova riadozione e trasformazione di espressioni-simbolo di appartenenza culturale come la musica e la danza.

LABORATORIO DIDATTICO DI DANZA

- SCUOLA DI BALLI TRADIZIONALI DEL SALENTO E DELLA PUGLIA

DISCIPLINE:
Storia del tarantismo (prof. E. Imbriani, Univ. di Lecce): ore 4
Antropologia della danza (prof. G. Gala, etnocoreologo): ore 2
Tecnica del ballo (Biagi, Gala, Miniati e ballatori tradizionali): ore 9

Convegno di studi: ore 10
Totale: ore 25

Repertorio coreutico: pizzica pizzica di Corigliano, Cutrofiano e Ruffano, pizzica pizzica e scozio della Murgia dei trulli, tarantelle del Gargano e quadriglia.

LABORATORI DIDATTICI DI MUSICA

- CORSO DI TAMBURELLO SALENTINO
Docente: Fiore Maggiulli, (tamburellista di "Alla Bua"): ore 10 di lezione sulle tecniche percussive salentine oggi più usate.

- CORSO DI CANTO SALENTINO
Docente: Cinzia Villani, (cantante di vari gruppi di musica popolare): ore 10 di lezione su repertori della zona.

OSPITALITÀ
I partecipanti possono alloggiare presso l'Istituto Salesiano di Corigliano d'Otranto (stanze da 4 letti, con servizi esterni, portarsi le lenzuola) a 15 € a notte. I pasti di cucina tradizionale pugliese saranno preparati dalle brave cuoche coriglianesi Silvana e Angela e consumati nel refettorio dell'Istituto. Il corso di danza si terrà nel castello, mentre quelli di musica negli spazi della mensa e del teatro salesiano.

VISITE, INCONTRI e FESTE
Sono previste durante l'intera settimana delle pause delle lezioni per permette di visitare luoghi di grande interesse archeologico, artistico ed ambientale, di cui il Salento è ricco. Le serate saranno allietate dai numerosi concerti (tra cui "La Notte della Taranta") e dalle feste di piazza che in quel periodo vi saranno nel Salento, per cui ci sarà davvero l'imbarazzo della scelta. Possibilità di partecipazione ad eventi culturali previsti nel cartellone estivo salentino. Incontri con ballerini e suonatori locali, visita a laboratori artigianali, visione guidata di video di ricerca e intensi dibattiti accompagneranno il soggiorno a Corigliano.

INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE E COSTI:
Tel. e fax +39-055-295178 / Mobile: 347-5000000 / 347-6186994 / 338-6794866
o scrivere a: [cliccare sul logo sottostante]

I posti letto presso l'Istituto salesiano sono riservati ai partecipanti al corso di danza, chi intende frequentare solo i corsi musicali, deve provvedere in proprio all'alloggio. Possibilità di alloggiare anche in agriturismi, B&B o affittacamere. Nei costi del Laboratorio di danza sono previsti anche le spese dei pasti. L'organizzazione si prefigge in tal modo di facilitare l'esperienza di una vita comunitaria durante la manifestazione.

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FINALITA' DEL CORSO

Il corso di balli tradizionali di Corigliano del 2007 si rivolge a coloro che vogliono approfondire o entrare a contatto più meditato con la cultura pugliese, e vogliono conoscere le forme tradizionali della pizzica pizzica pugliese.
Sul piano tecnico le danze saranno comunque trasmesse secondo un ordine crescente di difficoltà tecnico-motorie. Sul piano teorico verranno consegnati schemi tematici, bibliografie e saranno indicate le modalità di reperimento di notizie storiche e demo-etno-antropologiche sulle questioni trattate. Video inediti, immagini e suoni arricchiranno l'apprendimento dei contenuti teorici impartiti con serietà e rigore filologico.
Tutti i partecipanti vivranno con impegno, sudore ma anche con allegria, socievolezza e piacevolezza i giorni coriglianesi, a contatto con la gente ospitale del posto, con la buona cucina casalinga preparata da cuoche locali e in ambienti di forte impatto architettonico come quelli del bel castello di Corigliano. Il corso si conclude con la preziosa occasione per osservare la grande festa religiosa di S. Rocco a Torrepaduli, ritrovo consueto degli schermitori della danza-scherma salentina.
Dunque serate musicali, serietà filologica, competenza, nuove conoscenze e amicizie, bei paesaggi e una terra magnifica, peraltro a prezzi modici. Unico problema: posti limitati (35-40).

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CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI
SULLE DANZE TRADIZIONALI DELL'EUROPA MEDITERRANEA

Una preziosa opportunità offerta in questa edizione di Estadanza dall'Istituto "Diego Carpitella" e dalla "Notte della Taranta" sarà la possibilità di partecipare al Convegno internazionale sulla situazione delle danze tradizionali nell'Europa Mediterranea .

LA DANZA TRADIZIONALE COME APPARTENENZA CULTURALE
[titolo provvisorio]
La danza etnica oggi in Italia e nell'Europa mediterranea: resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni. Stato delle ricerche e degli studi etnocoreologici.

È prevista la partecipazione dei seguenti studiosi:

Apolito Paolo (Italia), Tamara Biagi (Italia), Boschero Gian Piero (Italia), D'Ajello Caracciolo Gabriele (Italia), Giuseppe Michele Gala (Italia) Anca Giurchescu (Romania), Eugenio Imbriani (Italia) Carles Mas (Catalogna), Marcelle Morgues (Francia), Alkis Raftis (Grecia), Josè Alberto Sardinha (Portogallo).

Tavola rotonda:
Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta e al folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione.

Intervengono: Gianni Amati, Ettore Castagna, Mario Gennai, Livio Greco, Davide Monaco, Ada Metafune, Tiziana Miniati, ecc.

L'ultimo convegno generale sulla danza tradizionale in Italia si è tenuto in un'edizione di Estadanza del 1988 a Penna S. Andrea in Abruzzo, col patrocinio di Carpitella. Da allora solo parziali incontri di studio a carattere monotematico o areali. Si avvertiva dunque da più parti la necessità di rifare il punto della situazione, dopo che in quest'ultimo decennio l'interesse per il ballo popolare è cresciuto in maniera esponenziale. La scelta di ritrovarsi nel Salento, non è casuale. La Puglia è oggi una terra trainante in questo campo ed è divenuto uno stimolante laboratorio di osservazione. Far incontrare gli addetti (ricercatori, antropologi, operatori etnoculturali) per ridiscutere delle tante questioni vecchie e nuove inerenti allo stato di conservazione, alla tutela delle forme tradizionali ancora in funzione, all'urgenza della documentazione, dello studio e della messa a conoscenza dei repertori coreutici tradizionali, alla necessità delle nuove generazioni di recuperare i "passi perduti", di tornare con nuove ritualità sui luoghi della tradizione o di inventarsi scuole e nuove forme di aggregazione, alla soluzione spettacolare dei gruppi di esibizione, ecc. diventa una opportunità di bilancio e chiarezza. Parole come tutela, recupero, localismo si sommano a neologismi come animazione, reinnesto, beni immateriali, neo-pizzica, folkfestival, bombaal e aprono scenari nuovi, fra bisogno di appartenenza culturale e flusso inarrestabile verso la globalizzazione.

In questa fase preparatoria del convegno, sono graditi tutti i suggerimenti costruttivi e stimolanti.

Lunedì 13 e Martedì 14 agosto: due concerti della Notte della Tarante di musiche e balli dell'Europa Mediterranea


BUSSOLA ESTADANZINA

Come orientarsi per Estadanza

Gli appassionati di tradizioni popolari in genere e soprattutto coloro che fanno parte dei vari movimenti d'interesse per la musica e la danza popolare italiana hanno a disposizione ogni estate decine di corsi, folk-festivals, folk-raves, rassegne, feste e animazioni. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Quando è nata Estadanza d'estate non c'era alcuna possibilità organizzata per immergersi in un mondo contadino dove la festa conservava validi eventi di musica e ballo. Eppure in questa panorama così ricco di offerte di divertimento danzato, la nostra rassegna rimane inconfondibile per lo spessore delle iniziative culturali, per la meticolosità didattica dei balli trasmessi, provenienti direttamente da 28 anni di assidua ricerca sul campo e dal clima che si crea favorevole ai rapporti interpersonali e alla conoscenza . Le iniziative organizzate sono sempre accuratamente scelte e proposte in piccole dosi, per fare accostare i partecipanti in modo più approfondito ad alcuni aspetti della cultura popolare.

E' abitudine della manifestazione valorizzare gli studiosi che hanno svolto specifici studi sulle tradizioni della zona, proprio per aggiornare i partecipanti sullo stadio delle indagini e delle conoscenze nel territorio in cui si svolgono i corsi. Inoltre l'aver svolto più di altri una ricerca sistematica e capillare su numerose aree dell'Italia permette di rapportare ogni ballo con altre tipologie formali e semantiche analoghe. La visione di filmati inediti di ricerca è una delle caratteristiche più peculiari e valide della manifestazione, si ha la possibilità di vedere film inediti e repertori coreutici difficilmente ritrovabili oggi.

Estadanza, dunque, non è un supermarket o un discount del ballo folk, chi viene ai nostri corsi è motivato da un bisogno di approfondimento. Infatti da molti anni Estadanza è preferita da insegnanti di ballo popolare, da studiosi, da giovani universitari che vogliono un approccio più scientifico con le tradizioni, da persone che vogliono divertirsi gustando sapori e saperi della cultura popolare. Inoltre l'assenza di dispersione come avviene nei raduni dai tanti corsi, permette ai partecipanti di vivere piacevoli giorni di vita di gruppo all'interno di un numero umanamente tollerabile di partecipanti e di avere dirette relazioni con gli abitanti del posto (si mangia, si chiacchiera e si balla insieme ai portatori della tradizione).

Cosa scegliere nel 2007

Tutto dipende dagli interessi e dal tempo a disposizione. A chi è già insegnante di danza popolare o vuole diventarlo si consiglia il La scuola di Formazione di Montemarano, Sempre a Montemarano si terrà un semplice Laboratorio pratico di danza, per chi vuole solo ballare in modo consono alla tradizione ed ha particolare interesse per la tammurriata e le varie tarantelle della Campania. Coloro che invece vogliono avvicinarsi o approfondire il fenomeno del tarantismo, o osservare criticamente e in diretta la reinvenzione di un ballo giovanile di piazza (la neopizzica) e confrontarla con le forme tradizionali che imparerà al corso, è estremamente utile e benefico venire in Salento, dove potrà chiarirsi le idee ed entrare nella complessità del fenomeno. Ai principianti che muovono i primi passi, o vogliono passare dei giorni di impegno ballerino e di svago si consiglia il il corso di Corigliano oppure in alternativa altri corsi tenuti dalla nostra Associazione ma organizzati da Associazioni locali: il corso di balli balli abruzzesi che si terrà a fine luglio, in coincidenza con il Majella Etno Festival. o il corso di ballo del Carpino Folk Festival. Poi ognuno vada dove più gli aggrada!

ISCRIZIONI

• Chi vuole iscriversi a Estadanza deve chiedere per telefono o per email la disponibilità dei posti e informazioni più dettagliate. In caso di assenso deve versare l’anticipo di 50 euro sul c/c postale sottoscritto e spedire la scheda di iscrizione, precisando il proprio recapito ed eventuale email; la rimanente cifra verrà poi saldata all’inizio della manifestazione. Alla Scuola di Formazione UISP può partecipare chi ha capacità motorie adeguate per un corso di approfondimento.

• L'organizzazione si riserva i diritti di accettazione delle iscrizioni e di eventuali variazioni del programma.

• E' vietato filmare le manifestazioni interne della rassegna.

• L’Ass. Cult. “Taranta, fondata legalmente nel 1987 ma operante dal 1980, non ha fini di lucro. Le entrate finaziarie dei corsi di Estadanza, detratte le spese di segreteria, pubblicità e docenti, sono totalmente devolute a sostenere la ricerca sul campo e le pubblicazioni della rivista Choreola, della collana discografica Ethnica e dei “Quaderni della Taranta”.


DIBATTITI DI ESTADANZA
Questioni connesse alla trasmissione della danza popolare

LA PIZZICA DAL MITO ALLO STUDIO
Riflessioni varie, bilancio e prospettive di un'esperienza investigativa e didattica in Salento.

L'esperienza didattica di Estadanza dal 2002 al 2006 nel Salento è stata innovativa e dirompente, nonostante alcune diffidenze iniziali da parte di qualche operatore locale del settore. La questione del ballo tradizionale è stato finalmente messa al centro del dibattito e ne sono state indicate varie strade di approccio. Il bagaglio culturale di partenza, le metodologie e le finalità dell'iniziativa hanno permesso ai numerosi partecipanti (oltre 300 partecipanti, di cui una cinquantina proveniente dal Salento) di vivere una settimana intensissima e faticosa, ma altamente stimolante per il nuovo modo di impostare lo studio di tematiche affascinanti quali il tarantismo, il rapporto fra tradizione e innovazione, i concetti di identità e relativismo culturale, le modalità di osservazione della danza etnica e il linguaggio della corporeità. Dibattiti continui, ritmi serrati, due scuole didattiche e due forme diverse di danza hanno tenuto in allenamento corpi e menti.
L'idea del corso è nata da semplici constatazioni della realtà socio-culturale della zona: la pizzica pizzica era una danza pressoché morta nella pratica festiva salentina già 20-25 anni fa (a differenza della pizzica scherma, che ha continuato un suo esile cammino di sopravvivenza). A metà degli anni '90 i giovani hanno evidenziato un forte interesse di recupero e di piacere del ballo tradizionale; qualcuno ha cominciato ad insegnare una pizzica fortemente rivisitata e resa stilizzata, spettacolare e lontana dagli stilemi rurali della forma originaria. Inaspettatamente questo rivolo di interesse è diventato una fiumana, un'alluvione. Ogni estate in Salento si recano migliaia di giovani spinti dal fascino (anche dalla moda) della pizzica come una sorta di nuovo mito laico, si moltiplicano i gruppi musicali, i laboratori di strumenti musicali, i corsi, le performances, l'editoria, i dibattiti. Un fermento "etnico" mai visto in Italia! Il Salento diventa per gli antropologi uno stimolante laboratorio di osservazione. Sul piano della trasmissione del sapere "tradizionale" spesso l'entusiasmo si affida all'improvvisazione e alla creatività. Il "rimorso" demartiniano diventa di massa, per molti la pizzica assurge a simbolo dell'antiglobalizzazione culturale ed espressiva.
Qualcun'altro aveva compiuto nel sommerso una paziente opera di ricerca ed aveva acquisito documenti della vecchia danza e delle sue differenziazioni locali. L'Ass. Taranta di Firenze, presieduta da un pugliese specializzato da 28 anni nello studio della danza etnica, ha ritenuto necessario rivelare la distanza e ma anche alcuni punti di contatto fra pizzica pizzica tradizionale e la neo-pizzica dei concerti d'oggi e delle ronde giovanili. Inoltre, siccome v'è differenza fra danza di tradizione e danza d'arte e poiché l'insegnamento dei balli popolari oggi in ambienti urbani rischia di provocare inesattezze storiche oltre che formali, la Lega Danza UISP per prima si è posto il problema dell'importanza estrema di una formazione professionale degli insegnanti del settore, viste le continue richieste di apprendimento nella scuola, nei istituzioni sociali, nei gruppi folkloristici e in ambienti dopolavoristici.
La formazione di un docente è sempre un processo complesso, per questo la scuola ha avuto vocazione multidisciplinare: Antropologia Culturale, Etnocoreologia, Storia del Tarantismo, Etnomusicologia e Tecnica del ballo salentino sono state le aree ritenute formative. Sono stati coinvolti negli ultimi 4 anni di corsi specializzati di cultura salentina vari studiosi ed operatori salentini (Imbriani, Chiriatti, Metafune, Panico, Vigna, Raheli, Maggiulli) ed esterni (Apolito, Gala, Biagi), tutte figure di grande competenza e passione. Nel 1° anno (2002) a Galatina sono state messe a confronto due diverse esperienze di didattica pratica dei balli : una filologica (Gala), che mostrava video di anziani o le esecuzioni dal vivo ballerini tradizionali attivi e invitava ad imitarne fedelmente le forme, cercando di compredere mentalità e stili rurali che hanno caratterizzato vari decenni di cultura salentina. L'altro metodo (Di Lecce-Metafune) ha raccolto le esigenze di innovazione scegliendo la strada della stilizzazione e della codificazione simbolica e teatrale della nuova pizzica. Questo metodo comparativo ha creato però confusione e disorientamento in alcuni allievi. Ecco perché nelle edizioni successive (2003-2006) si è preferito studiare i modelli tradizionali, per evidenziare il diverso rapporto dei corpi con il terreno e quello mimico-cinesico fra i danzatori, più improntato ad una serietà, funzionalità sociale e sacralità tipiche del mondo contadino.
Le feste serali hanno invece mostrato agli allievi la coreutica giovanile odierna, improntata ad un trasferimento in piazza dei codici di ballo delle discoteche e del gioco della seduzione folkloristica.
Ma il dibattito, al di là della forma, prendeva in esame il fermento salentino e la sua voglia di riscatto, con tutti i rischi dell'esasperazione che un movimento porta con sé nella sua fase lavica. Le espressioni corporee così standardizzate dell'oggi evidenziano uno sradicamento dalla generazione degli anziani nel momento stesso in cui la si mitizza a distanza. Sintomatica è l'assenza degli anziani nelle feste di piazza ai concerti serali, perché non capiscono la "lingua coreutica" odierna, la sentono distante ed è come, appunto, parlare due lingue diverse e non intendersi.
Le edizioni coriglianesi (2003-2006) hanno voluto riaffidare agli anziani suonatori e ballerini salentini il ruolo di "maestri" della tradizione, affinché si ricomponga l'anello mancante della trasmissione di memorie ed esperienze fra le diverse generazioni. Uccio Aloisi, Giovanni Avantaggiato e famiglia, Leonardo Serra, Sabina, gli schermitori della famiglia Rinaldi, Alfredo Barone, Leonardo Moradei, Flavio Olivares e Giovanni Sallustio.
Dopo qualche immancabile iniziale polemica, l'opera di studio filologico della tradizione e il laborioso processo di recupero rigoroso hanno creato un fervido e costruttivo dibattito anche sui modi dell'innovazione (vedi la posizione critica del consumismo pizzicarolo degli Aramirè, dei dibattiti su Pizzicata.it, delle iniziative culturali di varie Amministrazioni salentine e dell'Istituto Carpitella, le ricerche successive di Morabito, Amati, Greco, ecc.). Oggi si può dire che la nostra iniziativa ha contribuito a creare un'anima critica e più etnografica nell'approccio alla tradizione salentina, riponendo gli anziani nel loro antico ruolo di depositari e trasmettitori di un passato. Nello stesso tempo si avverte la necessità di adattare il passato alle esigenze della contemporaneità e delle nuove forme relazionali sociali e alle nuove espressività corporee.

Infine i colloqui dei CONVIVIA (felice formula già sperimentata dell'Ass. Taranta a Montemarano) sono serviti a penetrare più a fondo nella cultura salentina mediante la biografia e le esperienze di studiosi e operatori musicali e culturali, ma soprattutto mediante l'esperienza diretta di ex-tarantati o di musici-terapeuti, intervistati dal vivo o in riprese video, è servito a far comprendere e storicizzare meglio il variegato fenomeno del tarantismo e ha aiutato coloro che vorranno andare oltre le facili mitizzazioni, così frequenti oggi, o le frettolose indagini di De Martino e Mingozzi, che, pur avendo indicato una valida metodologia d'approccio, una coraggiosa storicizzazione e socializzazione del fenomeno, si sono limitati allo studio di pochi casi isolati.

(Riflessioni ad impronta di G. M. Gala)


PICCOLO ALBUM FOTOGRAFICO DI ESTADANZA IN SALENTO

DIDASCALIE FOTO
Alcune immagini delle precedenti edizioni di Estadanza in Salento dal 2002 al 2006
Interessante è la presenza di anziani portatori della tradizione, che illustrano con piacere le proprie esperienze di vita tradizionale.

TARANTA
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